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"STATE PER ENTRARE IN TERRITORIO ZAPATISTA RIBELLE, QUI IL POPOLO COMANDA E IL GOVERNO OBBEDISCE!"
Dissidenza
post pubblicato in Informa & Disinforma, il 22 ottobre 2010


E' stato premiato con il "Sakharov" il dissidente cubano Guillermo Farinas, famoso per il suo sciopero della fame, quando fu salvato in extremis dai medici da una morte certa... è stato preferito ad un ong israeliana che denuncia gli orrori dell'esercito di Israele in Palestina. Nulla da eccepire sulla scelta del premiato, ma essendo che la candidatura Farinas è stata spinta dal Partito Popolare Europeo, si capisce come la UE preferisca irritare Cuba piuttosto che Israele, da cui è meglio guardarsi bene! Detto questo, faccio una delle mie provocazioni: già da oggi propongo che il Premio "Sakharov" 2011 venga assegnato ai pastori sardi! Perchè? Perchè sono dissidenti, protestato per una giusta causa (il lavoro) e, a differenza di come Cuba tratta i suoi oppositori o Israele i Palestinesi, gli vengono pure cavati gli occhi! C'è qualcuno che li tratta peggio, i dissidenti? Forse manco in Iran o Cina!

da www.ilmanifesto.it

CUBA/UNIONE EUROPEA
Un premio mirato: il Sakharov a Fariñas dissidente cubano
Maurizio Matteuzzi
Il Nobel per la pace a Liu Xiaobo, il Nobel per la letteratura a Mario Vargas Llosa, ieri il premio Sakharov del parlamento europeo al dissidente cubano Guillermo Fariñas. Mai come quest'anno i grandi premi sono andati a persone - per carità, degne e meritevoli - estremamente connotate dal punto di vista politico.
Fariñas ha prevalso sugli altri due finalisti: la ong israeliana Breaking the Silence degli ex soldati che hanno scelto di rompere il silenzio sull' oscenità dell'occupazione della Palestina o dell'blocco di Gaza, e l'etiopica Birtukan Mideksa, condannata a vita dal regime dell'ex-sinistro Meles Zenawi.
Doveva vincere Fariñas perché bisognava condannare Cuba. Il giornalista e psicologo cubano, 48 anni, è un degnissimo vincitore del Sakharov. Ha rischiato la propria vita in più di 20 scioperi della fame contro il regime castrista, ha passato 11 anni in carcere pur non essendo un fautore di mezzi di lotta violenti, è stato salvato per i capelli (pur essendo calvo) dai medici cubani (che non potevano permettersi un altro «caso Zapata», il dissidente morto per sciopero della fame in febbraio) quando era deciso a portare il suo, di sciopero della fame, fino «al martirio». Ha digiunato da febbraio a luglio per 135 giorni, fino a quando ha rinunciato dopo l'accordo fra il governo e la chiesa (e il governo spagnolo) per la liberazione dei 52 detenuti di coscienza presi e condannati nel 2003. Chapeau.
Fariñas ha dedicato il suo premio (50 mila euro) a Zapata - giusto - e a tutti «i martiri» di Cuba. Termine discutibile. Si può dire tutto di Cuba ma non che, in mezzo secolo di rivoluzione, abbia prodotto «martiri» (al contrario del democraticissimo Israele con i palestinesi). Dissidenti, come inevitabile, carcere ed esilio, ma quanti e quali «martiri»? Quanti morti e desaparecidos?
E' la terza volta che il premio Sakharov va a personalità anti-castriste cubane. Nel 2002 toccò al dissidente democristiano Oswaldo Payá e nel 2005 alle Damas de blanco. La candidatura di Fariñas è stata avanzata nell'euro-parlamento dalla destra, in particolare dal Partito popolare europeo (Ppe) e ancor di più dal Partido popular spagnolo. Tutti i premi hanno una valenza politica e quindi è inutile lamentarsi quando sono di un segno che non piace a sinistra (o a destra). Ma questa volta il Sakharov (che è andato sì a Mandela ma perfino al «socialista» spagnolo Javier Solana, ex-segretario della Nato) sembra voler seminare chiodi sulla strada dei rapporti fra Unione europea e Cuba, e entrare a piedi uniti nello scontro interno spagnolo fra il governo del Psoe e l'opposizione del Pp.
La prossima settimana i ministri degli esteri dei 27 si riuniranno per discutere sulle relazioni Cuba-Ue. Il governo socialista spagnolo, e in particolare il ministro degli esteri Moratinos (appena avvicendato da Trinidad Jimenez nel mega-rimpasto deciso da un Zapatero sempre più in crisi, due giorni fa) è favorevole a un cambio della «posizione comune» (miglioramento dei rapporti bilaterali contro miglioramento della situazione dei diritti umani) proposta nel '96 dal governo di Aznar (destra pura) e fatta propria dalla Ue. La linea del «dialogo critico e costruttivo» portata avanti da Zapatero-Moratinos dal 2004 ha portato - anche grazie all' aggravarsi della crisi economica di Cuba, alla morte di Zapata e allo sciopero della fame del premiato Fariñas - agli accordi del luglio scorso fra il governo di Raúl Castro e il cardinale Ortega, e alla liberazione, finora, di 39 dei 52 detenuti di coscienza del 2003. Un accordo che le autorità cubane sembrano pronte a estendere anche ad altri detenuti. Forse è proprio per stoppare questa strategia di apertura e tornare al muro-contro-muro che il pur valoroso Fariñas è stato premiato.




Complimenti, come al solito, alla democraticissima celere italiana!

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