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"STATE PER ENTRARE IN TERRITORIO ZAPATISTA RIBELLE, QUI IL POPOLO COMANDA E IL GOVERNO OBBEDISCE!"
Sogni mostruosamente proibiti di una nuova sinistra!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 25 ottobre 2011


Ogni volta che penso al centro-sinistra italiano, un ammosciamento fisico mi prende, e capisco che le pochissime speranze che ho di vedere qualcosa di diverso anche nel nostro disgraziato paese, diminuiscono ogni giorno che passa... Pensando ai vari dirigenti, che da 20 anni ci ammorbano con le loro cazzate e le loro sconfitte (su tutti, Veltroni e D'Alema), il suicidio è dietro l'angolo... Non migliora la mia depressione quando vedo cosa succede in altri paesi... Per esempio l'Argentina, delle cui elezioni presidenziali stravinte da Cristina Fernandez, ho parlato anche ieri... Perchè gli ultimi due presidenti di questo grande e stupendo paese, Cristina, appunto, e il defunto marito Nestor Kirchner, tra tante difficoltà e anche qualche errore fisiologico, l'hanno cambiato profondamente, e, a mio parere, in meglio, senza nemmeno essere così tanto di sinistra! Che siano loro i "Riformisti", con cui ci ammorbano  ciclicamente in questo paese, politici e giornalisti vicini al PD?!?!?!? Perchè queste due persone, in neanche 10 anni, hanno:

1) rinunciato a quasi tutte le politiche neoliberiste che erano state imposte all'Argentina negli anni 90;

2) praticamente cacciato FMI e Banca Mondiale dal paese;

3) messo in cantiere una legge epocale sui media (che, vicini alla destra reazionaria, hanno sempre osteggiato vergognosamente Fernandez e Kirchner), che regolamenta i monopoli informativi, per arrivare ad una VERA pluralità di mezzi (Vi ricorda qualcosa? Per caso magari "Legge sul conflitto di interessi?);

4) ri-pubblicizzato settori strategici dell'economia argentina, fatto programmi sociali importantissimi, soprattutto nell'istruzione, che paragonata  all'epocale "Riforma Gelmini", ci fanno sembrare la scoreggia che siamo!

5) riportato i giovani alla politica dopo anni di disinteresse (anche questo, non vi ricorda niente?), e, oltre che tutti i ceti più bassi, avere conquistato pure la classe media del paese, quelli che, di solito, da noi votano "per paura"!

Insomma, niente male, eh? Mi fermo qui, vi posto un articolo interessante del Manifesto che analizza meglio il successo di domenica della Fernandez, dove vengono evidenziati anche i problemi e le negatività, ma si sa, nessuno è perfetto! Per esempio, sui numeri dell'inflazione (che è sempre alta), i Kirchner sono sempre stati ondivaghi... Ma se la nostra sinistra si limitasse anche solo ad alcuni dei punti che ho elencato, penso che sarebbe già un muoversi, una volta tanto, verso la direzione giusta!

Ah, dimenticavo... l'Argentina è uno dei pochi paesi che, negli ultimi anni di crisi economico/finanziaria, è più cresciuto al mondo a livello economico... senza lettere della BCE... sempre "pour parler", eh! 

da www.ilmanifesto.it

Cristina Kirchner, un trionfo perfino eccessivo

La Piazza di Maggio, cuore della vita politica argentina, si è di nuovo riempita nella notte di domenica e fino all'alba di ieri. Cristina Fernández de Kirchner stava celebrando la maggior vittoria in un'elezione presidenziale dal ritorno della democrazia nell'83, con il 54% dei voti, che la catapultava a un secondo mandato per i prossimi 4 anni.
Più ancora che la conferma del kirchnerismo, sorto nel 2003 con la vittoria di Néstor Kirchner, il voto di domenica ha fatto emergere in Argentina il «cristinismo». La morte e resurrezione politica della presidenta sembra avviare una nuova fase. A 37 punti di distanza, 17%, si ritrova il secondo arrivato, il governatore della provincia di Santa Fe Hermes Binner (socialista di centro-sinistra) e ancora più indietro, 11%, Ricardo Alfonsín, centrista della Unión civica radical, figlio dell'ex-presidente Raúl ('83-'89). Spazzati via dalla scena politica due protagonisti degli ultimi decenni: Eduardo Duhalde (peronista di destra), 6%, e Elisa Carrió (una mistica di destra),1.8%.
Una delle chiavi che danno il senso a questo fenomeno è che la Piazza di Maggio scoppiava l'altra notte di giovani e di ragazzi, un settore sociale che fino a pochi anni fa guardava alla politica con sospetto e disprezzo, che ora levava bandiere con su scritto «Cris-pasión» e ha fatto la sua clamorosa apparizione quando morì improvvisamente Néstor Kirchner il 27 ottobre dell'anno scorso. Allora centinaia di migliaia di muchachos si riversarono nelle strade per lo sconcerto degli anti-kirchneristi e anti-peronisti che mai si sarebbero aspettati una cosa simile.
La presidente peronista di centro-sinistra con il voto di domenica ha ripreso anche il controllo assoluto del parlamento. Secondo le proiezioni, alla Camera, dove era in netta minoranza e si rinnovava la metà dei deputati, il kirchnerismo doc tocca i 117 seggi, 135 con gli alleati, sopra la maggioranza assoluta (129). Al senato, rinnovato per un terzo, il Frente para la victoria di Cristina insieme agli alleati arriva a 38 seggi sul totale di 72.
Un altro dato fondamentale nella vittoria di domenica è il sostegno compatto dei ceti più bassi. Per quanto tradizionalmente peronista, il voto dei poveri si è riversato su Cristina in misura ancor più massiccia delle altre volte e ha toccato percentuali pazzesche nella Gran Buenos Aires e nelle province del nord (le più povere). Sono gli effetti combinati di una crescita economica complessiva che ha dato lavoro a settori emarginati dalla vita sociale e di programmi d'intervento come l'assegnazione di 47 euro mensili per figlio a tutti e la fornitura di computer gratis per gli studenti delle scuole secondarie pubbliche.
Non solo. La comunità artistica e intellettuali prestigiosi hanno avuto un ruolo essenziale nella sopravvivenza politica di Cristina e Néstor Kirchner nel 2008 e 2009, gli anni più duri dello scontro con gli agrari e della guerra senza quartiere mossa dai grandi media (il Clarín arrivò a prevedere che Cristina non sarebbe arrivata a concludere il mandato). Allora un fronte di attori famosi, cantanti, pittori e docenti universitari scese in campo in difesa delle politiche del governo.
Ma questa volta la presidenta ha sfondato anche nella classe media. Come provato dalla vittoria perfino nella città di Buenos Aires, sempre difficile per il peronismo, a Santa Fe e Córdoba.
Ora però il «cristinismo» si ritrova di fronte a molte e non facili sfide. Nel campo dei servizi pubblici, i Kirchner hanno rinazionalizzato qualche impresa (acqua, poste, linee aeree) e hanno messo in piedi un colossale sistema di sussidi a imprese private (elettricità, gas, trasporti) su cui i controlli sono scarsi. Sussidi che distorcono l'economia e che risultano vantaggiosi non solo per i bassi redditi ma anche per chi potrebbe pagare di più. Per quanto a Buenos Aires comprare abbigliamento può costare quanto a New York, un biglietto del metrò costa 0.19 centesimi di euro, la luce per una famiglia di classe media può non costare più di 10 euro a bimestre...
Sul piano economico ma anche simbolico uno dei momenti-chiave sarà quando la giustizia decreterà l'applicazione della legge anti-monopolio sui media, bloccata dai ricorsi di Clarín: la vendita obbligata di quell'immenso conglomerato che conta più di 200 canali via cavo e giornali nel paese promette si essere traumatico.

Sebastián Lacunza


 

Vai, Cristina!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 24 ottobre 2011




Cristina Fernandez de Kirchner ha stravinto le elezioni presidenziali argentine, sbaragliando i suoi avversari al primo turno con oltre trenta punti di vantaggio... Continua così l'onda progressista dell'America Latina! La Fernandez, così come il marito Nestor Kirchner (purtroppo morto lo scorso anno), non la si può propriamente definire una personalità di sinistra dura e pura, visto le ascendenza peroniste... Ma ha avuto il merito, insieme al marito, di rimettere in piedi un paese economicamente distrutto dalle presidenze neo-liberali e fondomonetariste degli anni 90, che avevano portato l'Argentina, nel 2001, ha dichiarare fallimento! E' questa rinascita prende il via quando Don Nestor mandò al diavolo l'FMI e le loro ricette economiche criminali, cosa che dovrebbero fare al più presto anche i paesi europei in crisi, noi compresi! Inoltre, non posso che essere contento che il trionfo di Cristina vada di traverso alla schifosissima destra reazionaria argentina, rappresentata in particolare dal gruppo editoriale del "Clarin", che ha portato avanti in questi anni una vera e propria diffamazione sistematica dei Kirchner! Destra dai tratti eversivi, ancora legata a doppio filo con gli anni tragici della dittatura militare e dei desaparecidos, che vorrebbe rimettere mano al potere per riprendere il saccheggio del paese! Insomma una bella notizia, e sapendo quanto risulti indigesta anche a nord dell'America questa rielezione, non posso che essere pienamente soddisfatto!    

Coppa America
post pubblicato in Calcio e cazzeggio, il 7 luglio 2011


Parliamo un pò di calcio vero, lasciando da parte i veleni e le finzioni di quello nostrano... Anche stanotte l'Argentina ha profondamente deluso a Santa Fè, in casa sua, nella seconda partita di Coppa America con la Colombia. Bloccata sullo 0-0 da una nazionale in crescita e con alcuni elementi interessanti, tipo Falcao del Porto, la Celeste ha addirittura rischiato di perdere la partita, con il portiere Romero migliore dei suoi... Ci sono alcuni spunti interessanti da questo deludente inizio da parte dell'Argentina, nella rassegna sudamericana, che mi inducono a riflessioni da "profano" e non da tecnico... In primis, il tanto vituperato Maradona del Mondiale 2010, che dopotutto si fermò ai quarti contro una Germania in gran spolvero, non era poi così scarso come CT, almeno nel trovare le motivazioni giuste dai suoi giocatori, dato che questo Batista (gregario nell'Argentina campione del mondo 1986), credi sia molto peggio come CT, anche se ha convocato tutto il convocabile, a differenza di Diego! Poi, rimanendo ancora a Diego, la seconda riflessione riguarda Lionel Messi, la star assoluta di questa nazionale. Anche ieri sera la Pulce ha fortemente deluso, come gli è capitato spesso in nazionale... Nonostante lo reputi un fuoriclasse assoluto, colui che segnerà totalmente quest'epoca calcistica (tanto che vincerà, a 25 anni, il suo terzo Pallone d'Oro consecutivo), credo che comunque gli manchi ancora qualcosina per essere paragonato in tutto e per tutto al suo illustre compatriota... Spesso ho parlato con amici che ritengono Messi induscutibile senza se e senza ma, trovandomi d'accordo, ma arrivando addirittura a ritenerlo superiore a Maradona... Non trovandomi invece assolutamente d'accordo! Perchè? Perchè Messi deve la sua fortuna calcistica ad una squadra fortissima, il Barcellona, in cui vi giocano elementi di spicco, di cui due, Iniesta e Xavi, vicinissimi al suo livello, e i Mondiali in Sudafrica l'hanno dimostrato, perciò diventa più facile vincere campionati su campionati e ben due Champions League, con certi compagni di squadra! Mentre in nazionale, dove deve giocare al fianco di alcuni ottimi giocatori, ma anche con mediocri pedatori, non riesce a prendere in mano la squadra e trascinarla sempre e comunque verso la vittoria, e questo rimane un qualcosa in meno rispetto al Pibe de Oro! Che nel 1986 trascinava da solo la sua nazionale a vincere il Mondiale (mentre nel 1990, con una nazionale ancor peggiore, a sfiorare il bis in finale), supportato da un'ottima punta come Valdano mentre il resto era poca roba, e vinceva due scudetti con il Napoli (ed in Italia qualcosa vuol dire!), con al fianco non Iniesta e Xavi, bensì il generoso Nando De Napoli e il discreto Alemao, con il solo Careca che gli si poteva lontanamente avvicinare! Senza calcolare la vita non proprio regolare e sana che teneva, oltre al fatto che si allenava poco e niente... Cosa avremmo visto se la professionalità di Diego fosse stata la stessa professionalità della Pulce, su questo fattore si, nettamente superiore?!?!?!? Non oso immaginare!!!! So che mi tirerò addosso gli strali dei "Messiani" duri e puri, ma molti argentini la pensano come me, credo... Poi, sia chiaro, non è la Bibbia la mia personale opinione su due grandissimi campioni!

Comunque, vedendo anche le difficoltà del Brasile, credo che le due grandi del calcio sudamericano non se la passino poi così bene, visti anche gli ultimi due Mondiali, dove solo il tosto Uruguay di Tabarez è riuscito ad arrivare nelle prime quattro, mentre sia in Germania 2006 che Sudafrica 2010 hanno spadroneggiato le nazionali europee... Credo che dietro al fatto che ogni volta che ci sono Mondiali o Coppe America negli ultimi tempi, i giornalisti nostrani abbocchino all'amo di furbi procuratori e dirigenti sudamericani, che spacciano questo o quel brasiliano/argentino come il nuovo Pelè o il nuovo Maradona (fatto salvo Messi, sia chiaro, che in compagnia di questi due campioni ci sta benissimo!), solo per trovare qualche gonzo in Europa pronto a sganciare fior di milioni per averli con se.... E su questo, certi personaggi, sono veramente dei fuoriclasse!!!!!

Dai Pulce, facci vedere qualcosa di grande e magnifico con l'Argentina!!!!!!!!

Al gabbio, merda!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 23 dicembre 2010


 

Rafael Videla, nella foto, primo capo della giunta militare argentina (1976-1983), quella famosa per i Desaparecidos, è stato condannato all'ergastolo, per la seconda volta! Solo che, a differenza della condanna del 1985, che fu cancellata da quell'altro bel personaggino che era Carlos Menem, la dovrà scontare nel giusto luogo, ovvero in galera! E chi se frega se questo vecchio bastardo ha 85 anni, a differenza di Massera (morto il mese scorso), con ritardo, dovrà scontare la giusta condanna per chi ha ucciso migliaia di giovani innocenti! Finalmente un paese che fa i conti con il suo passato nel modo giusto, ovvero senza pietà, grazie anche agli ultimi due Presidenti, Nestor e Cristina Kirchner! Che hanno cancellato anche il vergognoso buonismo verso il regime del primo presidente post-dittatura Raul Alfonsine, che, anche a causa di una democrazia ancora fragile dopo 7 anni di terrore, aveva concesso troppi indulti ai boia militari! W LA GIUSTIZIA, UNA VOLTA TANTO!

da www.ilmanifesto.it

ARGENTINA Condannato a Córdoba insieme all'ex-generale Luciano Menéndez, «la iena», per crimini contro l'umanità
Un altro bell'ergastolo per il genocida Rafael Videla
Sebastián Lacunza
BUENOS AIRES
Jorge Rafael Videla, primo capo della giunta argentina dopo il golpe militare del '76, sotto processo a Córdoba per crimini contro l'umanità, ha parlato martedì nel corso del dibattimento rivendicando in toto le barbarie commesse 35 anni fa. Un giorno prima della inevitabile condanna all'ergastolo, Videla ha salutato quel genocidio come «una guerra giusta» e celebrato «la vittoria» di allora contro «i nemici di ieri che sono oggi al potere», chiaro riferimento al governo di Néstor prima e Cristina Kirchner ora, peronisti di centro-sinistra.
Videla è stato processato dal tribunale federale di Córdoba insieme a «la hiena» Luciano Benjamín Menéndez, ex-generale che fu a capo dellaprovincia, e altri 28 killer. Tutti accusati per il sequestro e la morte di 31 detenuti politici.
Videla e altri suoi compari erano già stati condannati all'ergastolo nello storico processo dell'85 e poi in nuovi processi più di recente dopo la decisione di Néstor Kirchner e la sentenza della Corte suprema che annullarono gli indulti concessi dal social-democratico Alfonsín e dal peronista di destra Menem.
«La iena della Perla», il più famigerato lager di Córdoba, ha approfittato ieri dell'opportunità di insultare ancora una volta le sue vittime prima della sentenza. «L'obiettivo dei ribelli era l'assalto al potere per instaurare un regime comunista e far diventare l'Argentina un satellite dell'Urss». Una macabra farsa.
Ieri Videla e Menéndez si apprestavano ad ascoltare una sentenza scontata dopo un processo con tutte le garanzie legali.
Come un bel regalo della nuova realtà argentina, esempio forse unico al mondo, mese dopo mese si susseguono in diversi tribunali del paese nuove condanne contro i responsabili di un genocidio che provocò 30 mila desaparecidos. Martedì una corte federale di Buenos Aires ha condannato a vita altri killer responsabili dei campi di concentramento Club Atlético e Olimpo, che funzionarono nella capitale durante la dittatura del '76-'83. Dei 17 imputati, 12 hanno avuto la pena massima. Fra loro Julio Simón, alias «el turco Julián», infame torturatore chiamato a rispondere per 163 casi di violazione dei diritti umani, e Samuel Miara, ex-vicecommissario di polizia che si appropriò dei gemelli Reggiado Tolosa, recuperati nella loro identità dalle Nonne della Piazza di Maggio negli anni '80. A 20 anni è stato condannato un altro noto esponente del terrorismo di stato, Raúl Guglieminetti, che cercò poi di riciclarsi in democrazia e arrivò a essere una guardia del corpo del presidente Alfonsín.
La giustizia avanza ma con fatica. Per oggi una magistrata ha di nuovo convocato i figli adottivi della padrona del poderoso gruppo mediatico Clarín, Ernestina Herrera de Noble, perché si sottopongano al Dna per accertare la loro vera identità. Ci sono forti sospetti che Felipe e Marcela siano figli rubati a desaparecidos. La causa dura da un decennio e gli avvocati dei due hanno già detto che neanche questa volta si presenteranno.


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permalink | inviato da Mauro1977 il 23/12/2010 alle 12:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Tutto il mondo è paese...
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 14 dicembre 2010




Questo personaggio che vedete nella foto è Mauricio Macrì, politico-imprenditore di Destra (vi ricorda qualcosa?) Argentino, Sindaco della capitale Buenos Aires... Città in subbuglio, soprattutto per la fortissima immigrazione da parte di paesi vicini ancora più poveri, Paraguay e Bolivia in particolare, persone che affollano il parco "Indo-americano" della megalopoli latinoamericana (anche questo vi ricorda qualcosa?). Solo che la situazione sta decisamente precipitando in una violentissima spirale di scontri all'arma bianca e, in particolare, da fuoco, con vere e proprie esecuzioni di immigrati da parte di squadracce miste poliziotti (corrotti) e ultras calcistici di ultra-destra... Il tutto con la benedizione di Macrì, che prima ha chiesto aiuto alla nemica giurata (e che probabilmente sfiderà alle prossime presidenziali) presidentessa argentina Cristina Fernandez visto l'evolversi della situazione, poi, essendo una merda subdola, ha cercato di ribaltare a suo favore la situazione con una dichiarazione in stile Borghezio (che però. almeno per ora, fortunatamente, non è ne Sindaco, ne rischia di diventare Presidente della Repubblica!): "Tutto questo è il risultato dell'immigrazione clandestina, in cui si nascondono narcotraffico e delinquenza". Da lì, parte il finimondo, dato che nelle squadracce di cui parlavo prima, sono coinvolti anche vecchi arnesi del passato regime dei generali del 1976-1983 (sempre a loro agio, i figli di puttana, quando si tratta di massacrare gente inerme), con cui l'Argentina, purtroppo, e nonostante un grande Presidente come il compianto Nestor Kirchner, non ha ancora chiuso i conti definitivamente, visto che, anche in questi giorni, tanti processi sui massacri attuati dai vecchi militari si svolgono nelle aule di tribunale argentine! In questo scenario Macrì gioca le sue carte con la propaganda anti-immigrazione più becera, che fa cassetta in tutto il mondo, purtroppo, dato che in una situazione di miseria, nonostante la crescita economica di tutto il continente, le guerre tra poveri sono sempre all'angolo, se fomentate! Perciò la speranza è che Macrì non riesca nel suo intento di arrivare alla poltrona più alta dell'Argentina, sarebbe una catastrofe per tutta l'America Latina! E pensare che alcuni giorni fa sembrava che Nostro Signore ci facesse la grazia: durante il suo matrimonio, la merdaccia si era messo una paio di baffi finti alla Freddy Mercury per cantare una canzone. Il coglionazzo poi, aveva pensato bene di ingoiarli, rischiando seriamente di rimanere soffocato! Purtroppo però, i soccorsi hanno avuto successo, e la merda può ancora scorazzare beatamente... Proprio vero che muore sempre la brava gente (Kirchner), mentre l'erba cattiva (Macrì) è difficile da estirpare! Vi lascio un resoconto completo tratto dal Manifesto sugli scontri all'Indo-Americano... W L'AMERICA LATINA PROGRESSISTA E INTEGRAZIONISTA!

da www.ilmanifesto.it

Filippo Fiorini

Guerra fra gli ultimi all'Indo-americano

Non mollano gli indiani di Buenos Aires sud, da quando la polizia ha sgomberato 200 dimore fatiscenti da un grande parco abbandonato è successo di tutto, ma loro sono ancora lì: il fuoco appiccato dagli agenti alle baracche ha innescato la rivolta, che in una notte ha cacciato a pietrate le forze dell'ordine. La politica, pressata dal peso dei primi morti lasciati sul campo dalla reazione della polizia, ha avviato uno scaricabarile finito in una riunione d'emergenza tra acerrimi nemici, venerdì sera, per trovare una risposta alla pratica folle per cui cui dopo ogni tramonto entrano nel Parco Indoamericano bonaerense squadracce inferocite che affrontano gli occupanti in assurdi scontri a fuoco al buio. Ma finora, ci sono stati solo altri morti e nessuna risposta. Eppure, sarà perchè quel terreno conteso è stato dedicato proprio agli indios d'America, che loro sono ancora lì, vegliano i caduti e chiedono una casa.


Al momento, la polizia ha abbandonato il parco e passa solo ogni tanto, restando a debita distanza, perchè alla sera il sole cala come una scure sulla ragione e dal lato ovest dell'area, dove sta un grande quartiere di case popolari, entra un'orda inferocita decisa a cacciare i baraccati, accusandoli di essere «negri di merda che rubano la terra».
Giovedì, il sindaco della capitale, Mauricio Macri, è andato in tv mostrandosi distrutto: «Chiedo dalla presidenta - ha detto, rivolgendosi alla sua grande nemica Cristina Kirchner e ammettendo che la situazione è fuori controllo - di rimandare sul posto la Policia federal, perchè la Policia metropolitana non ha i reparti anti-sommossa e non riesce a riprendere il parco». Poi, mostrando il suo lato più vile, ha aggiunto: Tutto questo è il risultato dell'immigrazione clandestina, in cui si nascondono narcotraffico e delinquenza».


Per il governo federale di centro-sinistra, che non manda la polizia perchè vuole dialogare, questa frase razzista ha fatto sentire i residenti dei palazzoni vicini all'Indoamericano nel diritto di scendere in strada e sfogare le loro frustrazioni sparando sui nuovi arrivati dalla Bolivia, il Perù e il Paraguay. Appena un po' più poveri di loro. Per le sinistre estreme e per il vescovo Ruben Strassia, invece, queste parole hanno fatto da anticamera al reclutamento di squadracce di ex poliziotti ed ultrà delle tifoserie più temibili del calcio argentino, che il municipio di Macri avrebbe mandato a caccia di immigrati in sua vece.
Come ha fatto notare il premier ombra Anibal Fernandez, dopo il fallito tentativo di sgombero di martedì ». In una delle tendopoli reinstallate dopo la riconquista popolare, si attende il buio e con esso un altro attacco dai palazzi vicini. Il leader carismatico qui è il Bimbo, un gigante barbuto con cappello da cowboy, che passa in rassegna «i suoi soldati». Gli animi sono eccitati. Nell'incursione del giorno prima è stato ucciso, mentre legava una bandiera argentina sulla barricata, il boliviano trentottenne Juan Quispe. Uno di loro. Una pallottola gli ha attraversato il cuore. Mentre ricordano l'accaduto, qualcuno dà l'allarme. Sul filo dell'orizzonte si staglia il nemico che arriva, si sentono i tamburi ed il grido «Argentina, Argentina».


Nel posto si respira adrenalina pura, una ragazzina dodicenne peruviana esce dalla linea e dice: ». I machete degli indigeni, i bastoni degli altri. Ci sono anche Marcos, Diego, Dibu e Nahuelcito Pistolero, quattro argentini tra gli 11 ed i 13 anni, venuti da una baraccopoli vicina a dare man forte. Si sono portati una calibro 9 ed otto bombe molotov.
«State calmi, non facciamoci intimidire», grida il Bimbo, poi però l'invasore devia a destra ed accelera: il vero obiettivo sono gli accampati nella zona sud del parco, dove l'insediamento è molto più numeroso ed armato fino ai denti. L'assalto è impetuoso, ma dalle tende esce una contro-ondata che lo respinge. Grida, fuochi, randelli, coltelli, armi automatiche e semiautomatiche. È notte e nel parapiglia non si capisce nulla. Gli invasori si ritirano a prendere fiato, resta il campo di battaglia con un profumo misto di primavera australe e polvere da sparo, le urla di festa e un altro attacco. Ancora spari. Polizia, ambulanze e telecamere sono fuori dal parco ad almeno 400 metri, dentro, solo «gente contro gente».


La storia si ripete uguale altre tre volte. I feriti vengono trascinati via mentre segnano il terreno col sangue. È morto un ragazzo di 19 anni ed un altro è in fin di vita, poi tutto finisce e torna il silenzio. Una famiglia sta ascoltando la radio, c'è il discorso di Cristina Kirchner a reti unificate: «Basta con le violenze, niente più morti all'Indo-americano», ma le sue parole si perdono in quel vortice assurdo. A mezzanotte il sindaco Macri è convocato d'urgenza alla Casa rosada, discute con il ministro Fernandez, ma non si arriva a nulla: appuntamento al giorno dopo per la seconda tornata, quando nel parco arrivano le prime autobotti con l'acqua potabile ed il feretro per una veglia funebre a cielo aperto.

  

Impuniti
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 11 novembre 2010


Torno sulla morte di quel bastardo assassino di Eduardo Massera, il Generale argentino, famoso per essere uno dei membri della maledetta giunta militare che massacrò l'Argentina dal 1976 al 1983, scomparso (troppo tardi) alcuni giorni fa... Oltre ad essere un iscritto alla P2 di Licio Gelli (che in Argentina era più importante di qualsiasi altro politico italiano, in quegli anni), Massera era il deus ex machina dell'ESMA, la scuola della marina militare dove furono perpretrati i peggiori crimini e torture verso i Desaparecidos, in particolare la più odiosa delle nefandezze: la "distribuzione" dei figli in fasce dei detenuti politici, affidati a vari militari e parenti di militari, e fatti crescere pensando che quelli fossero il loro genitori. Durante gli anni di Nestor Kirchner, l'Argentina ha finalmente iniziato a fare i conti seriamente con gli anni della dittatura, iniziando a togliere quel velo vergognoso di impunità, e tanti ragazzi nati in quegli anni, grazie anche al coraggio delle "Madri di Plaza de Mayo", diventate le "Nonne di Plaza de Mayo", hanno potuto sapere chi erano i veri genitori, e rinnegare chi li ha fatti crescere nella menzogna! Purtroppo Don Nestor è morto troppo presto, molto di prima di Massera e di altri pezzi di merda del regime che sono ancora vivi, come Videla... La speranza è che almeno per questi arrivi anche una giustizia terrena oltre che divina, visto che alla fine Massera è morto tranquillo nel suo letto, e non in una galera, il posto in cui doveva essere! Vi lascio un articolo di Maurizio Matteuzzi apparso sul Manifesto, che parla di Massera e dei figli dei desaparecidos... buona lettura!

da www.ilmanifesto.it

ARGENTINA Victoria Donda, figlia di desaparecidos, nata all'Esma, presidente della commissione diritti umani
Massera: «È morto impune, un oltraggio a tutta l'umanità»
Maurizio Matteuzzi
L'ammiraglio Emilio Massera, morto lunedì scorso per un arresto cardiaco in un ospedale di Buenos Aires, era uno dei peggiori criminali fra i criminali che si resero responsabili, fra il '76 e l'83, di quel massacro scientificamente nazi che si lasciò dietro 30 mila desaparecidos. Il simbolo più noto di quell'abominio fu la Escuela Mécanica de la Armada, la Scuola meccanica della marina, dove almeno 5 mila detenuti divennero, dopo inenarrabili torture, desaparecidos.
La Esma fu la creatura di Massera, che nella giunta con il generale dell'esercito Videla e il brigadiere dell'aria Agosti, rappresentava la marina. Il giorno dopo la sua morte la presidenta della Commissione diritti umani della Camera argentina, Victoria Donda, ha così commentato la notizia della morte del killer (fra l'altro piduista): Massera «è morto impune, ciò che costituisce un profondo oltraggio per la democrazia, le sue istituzioni e tutte le persone che ritengono che l'unico luogo possibile per un genocida sia il carcere. Un oltraggio per l'umanità». Lo stesso oltraggio costituito dalla morte nel suo letto del cileno Pinochet.
Victoria Donda sa di cosa parla. Lei è nata nell'Esma in un giorno imprecisato dell'agosto '78 da una madre che fu subito dopo «desaparecida». Anche suo padre è desaparecido, e lei fu regalata a un militare. Non solo: suo zio, un fratello del padre, era uno dei militari-killer in servizio all'Esma. Victoria, grazie al test sul dna e alle indomabili Nonne della Piazza di Maggio, ha recuperato la sua identità nel 2004, mentre il «padre» è finito in galera e sotto processo. E' la nipote n.78 ritrovata dalle Abuelas (ora sono più di 100), ha raccontato la sua storia in un libro autobiografico - «Il mio nome è Victoria» - e su di lei ci sono un documentario cinematografico e una pièce teatrale. Dopo ha continuato a impegnarsi per i diritti umani delle vittime e il castigo dei carnefici. Nel 2007 è stata eletta deputato federale al Congresso per la coalizione kirchnerista.
«Dobbiamo riflettere a fondo sul perché un simile personaggio può vivere per oltre 30 anni nella totale impunità. La sua morte permette di vedere con chiarezza che c'è ancora molta strada da fare. Si sono fatti grandi passi negli ultimi anni rispetto alla condanna dei crimini del terrorismo di stato. Però il caso di Massera ci lascia in bocca un sapore agrodolce. Il popolo argentino lo ha condannato e in Italia era sotto processo per l'assassinio di tre cittadini italo-argentini durante la dittatura. Un processo in contumacia, ma pur sempre un processo. Nel nostro paese era stato dichiarato incapace di affrontare un giuidizio, e non è stato estradato». Peccato. Perché, ha concluso Victoria Donda, «non si deve dimenticare che Massera fu il gran maestro dell'Esma, e quindi il massimo responsabile di quelle maternità clandestine che funzionarono dentro il centro di tortura. Ci sono centinaia di famiglie che passano i loro giorni cercando i figli che, come me, furono rubati in quel luogo. Non può essere che un altro genocida muoia nell'impunità».

 


Nella foto: la coppia di merda Massera & Videla... Quest'ultimo è ancora in vita, spero che il trapasso arrivi in una bella cella fredda, umida e in totale solitudine, in compagnia solo dei fantasmi dei giovani da lui uccisi!

Meglio tardi... che mai!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 8 novembre 2010




(ANSA) - BUENOS AIRES, 8 NOV - E' morto per un ictus a Buenos Aires l'ex ammiraglio della Marina Emilio Eduardo Massera, uno dei 3 membri del regime militare dell'ultima dittatura in Argentina (1976-83). Massera era considerato uno dei simboli della repressione in Argentina, responsabile di numerosi crimini contro i diritti umani. In Italia era sotto processo in contumacia, accusato di concorso, aggravato dalla crudelta', nella morte di 3 cittadini di origine italiana, Giovanni e Susanna Pegoraro e Angela Maria Aieta.

Non restituirà i figli di "Plaza de Mayo" alle loro madri la morte di questo boia e pezzo di merda, ma almeno ora sappiamo che è all'inferno, e speriamo che non gli sia lieve!

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permalink | inviato da Mauro1977 il 8/11/2010 alle 22:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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