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"STATE PER ENTRARE IN TERRITORIO ZAPATISTA RIBELLE, QUI IL POPOLO COMANDA E IL GOVERNO OBBEDISCE!"
Tutte zitte, le merde?!?!?!?!?
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 12 luglio 2011


Alfonso Podlech è stato assolto da un tribunale italiano... Le note "Toghe Rosse" hanno lasciato a piede libero questo disgustoso personaggio... Chi è Podlech? Beh, Podlech era procuratore militare in Cile nel 1973, e dopo il golpe dell'altra merda suo pari Augusto Pinochet, si occupo di sequestrare, interrogare e infine far torturare fino alla morte tutti i presunti oppositori dell'allora entrante regime militare... Tra questi anche un italiano, Omar Venturelli, per questo Podlech fu arrestato mentre era di passaggio in Italia nel 2008. Ora, anche dopo il caso dell'altro milatare torturatore uruguayano Troccoli, di cui vi avevo già parlato, anche questo caso passerà in silenzio... Non vomiteranno cazzate come fanno contro il Brasile sul caso Battisti i vari Gasparri, La Russa, Frattini, mezzo PD, la ministronza Meloni, Santanchè, Libero, il Giornale, Il Resto del Carlino, il Corriere della Sera, Repubblica, Alfano, il Caimano, Cicchitto, Quagliariello ecc. ecc. ecc. Forse aiutati anche dal fatto che l'attuale governo del Cile è una merda tale e quale al nostro, con il presidente Pinera (in caduta libera nei sondaggi, dopo il breve successo con i minatori) da sempre simpatizzante del vecchio regime militare, e quindi sarà contentissimo di riaccogliere quel figlio di puttana di Podlech... è inutile, siamo un paese con una classe dirigente ipocrita, infame, corrotta, senza memoria e senza dignità... quando decidiamo di levarceli dalle palle definitivamente??!?!?!?

da www.ilmanifesto.it

ARTICOLO di Geraldina Colotti
DIRITTI UMANI Formula piena per l'ex-procuratore militare cileno che «interrogava» i prigionieri
Assolto il torturatore Podlech
Era accusato fra l'altro del sequestro e omicidio dell'italiano Omar Venturelli sparito nel '73

Assolto per non aver commesso il fatto. Non esercitabile l'azione penale per il reato di strage. Prescritta l'imputazione di sequestro di persona. Dopo cinque ore di camera di consiglio, la Corte d'assise di Roma, presieduta da Anna Argento, ha disposto ieri l'immediata scarcerazione di Alfonso Podlech Michaud, ex-procuratore militare nella regione di Temuco, nel sud del Cile, ai tempi di Augusto Pinochet.
Podlech, 76 anni, era accusato di diversi omicidi, in particolare di aver torturato e ucciso l'ex sacerdote italo-cileno Omar Venturelli, subito dopo il golpe militare dell'11 settembre 1973. Secondo il pubblico ministero Giancarlo Capaldo, meritava l'ergastolo: durante la dittatura cilena, in qualità di procuratore militare, Podlech aveva emanato un bando di convocazione con il quale intimava a numerosi esponenti dell'università di presentarsi alle autorità. Diversamente, sarebbero stati ricercati in base alla «legge di fuga». Tra gli universitari c'era anche Omar Venturelli, docente di pedagogia all'Università cattolica di Temuco, all'epoca appartenente al Movimento dei Cristiani per il socialismo. Venturelli - sospeso a divinis per il suo impegno in difesa delle terre degli indigeni Mapuche - si presentò al Reggimento Tucapel di Temuco e venne ufficialmente arrestato il 25 settembre 1973, ma non fece più ritorno a casa. Dal 4 ottobre del 1973, di lui si persero le tracce. La moglie, Fresia Cea, fermata insieme a lui, venne liberata dopo due giorni e non smise mai di cercarlo.
Podlech, inseguito da un mandato di cattura internazionale emesso dall'autorità italiana, è stato arrestato in Spagna - mentre era in procinto di recarsi a Praga insieme alla moglie - il 26 luglio 2008. Era accusato di strage, omicidio pluriaggravato e sequestro di persona nell'ambito del processo al cosiddetto "Plan Condor", il patto senza frontiere, ideato dalla Cia negli anni '70. Una rete criminale che consentiva ai dittatori di sette paesi del Sudamerica di sequestrare e uccidere migliaia di oppositori al regime dovunque si trovassero. Il processo Condor riguarda 138 indagati, responsabili di aver torturato e fatto scomparire anche 25 italiani, ed è tutt'ora pendente, anche se la posizione di Podlech è stata stralciata. Poco dopo l'arresto, infatti, l'ex procuratore militare venne estradato in Italia e trasferito nel carcere romano di Rebibbia e poi processato. L'11 marzo di quest'anno, il Tribunale della libertà ne ha disposto la scarcerazione per un breve periodo, ma il dispositivo è stato revocato da lì a poco, per via dell'imminente pericolo di fuga dell'accusato. Oggi, però, l'ex procuratore militare torna definitivamente libero.
Secondo diversi testimoni, giunti espressamente dal Cile, Podlech era direttamente responsabile di abusi e torture. Durante le udienze del processo, la giuria ha ascoltato i dettagli dei trattamenti disumani imposti ai prigionieri, in molti hanno accusato in aula l'ex fiscal e lo hanno riconosciuto. Lui, però, ha sempre negato: «Non ho mai interrogato né torturato, e non ho mai contribuito a far sparire la persona di cui stiamo parlando», ha dichiarato ancora ieri prima della sentenza, e ha aggiunto; «Mi dispiace per quello che è accaduto nel mio paese nel 1973; ma la storia non ha la verità. Mi dispiace che dopo tanti anni esista ancora un clima di vendetta che credevo superato dal tempo».
«Se non altro - spiega al manifesto Jorge Ithurburu, presidente della onlus 24 Marzo - siamo riusciti a fargli scontare tre anni di carcere. Ora, però, il timore è che in Cile si compiano ritorsioni nei confronti di questi testimoni». Già due agenti della Brigada investigadora, di origine mapuche, «sono stati messi sotto inchiesta per aver fornito documenti utili al processo al pm Capaldo. Anche il preside dell'Università cattolica di Temuco è stato inquisito per aver rivelato quanto avveniva durante la dittatura. E un altro testimone, Mario Carrille Huenuman, è stato denunciato per calunnia dal figlio di Podlech».
Per questo, a giugno, Fabio Porta, parlamentare eletto per l'America latina nelle liste del Pd, ha presentato un'interrogazione parlamentare. «Chi garantisce oggi che su questi accusatori di Podlech non si rovescino rappresaglie?», ha detto ieri. «E ora, che sarà di noi?» ha esclamato Fresia Cea, scoppiando in lacrime insieme alla figlia Maria Paz, alla sentenza. La Procura presenterà appello. Podlech è già stato scarcerato.


 

Nella foto: Il figlio di puttana, Alfonso Podlech

Suggerimenti...
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 13 maggio 2010


Il Cile, a inizio anno, è tornato in mano alla Destra per via democratica dopo quasi 60 anni. Questo a causa della disastrosa gestione, non tanto a livello socio-economico, del dopo-Pinochet della "Concertation", il cartello dei partiti di Centro-Sinistra (molto centro, visto un Partito Socialista piuttosto annacquato...) che è stato al potere ininterrottamente per i 20 anni dopo la caduta del Boia. Perchè disastrosa? Perchè non è stato tolto quasi nulla di quello fatto dal dittatore (anzi, difeso nel 1998 quando il giudice spagnolo Garzon lo fece arrestare per farlo finalmente processare, ricordate?) nei 17 anni del suo violento potere, la Costituzione è ancora la stessa da lui promulgata, non si sono mai sconfessate le ricette economiche Neo-Liberali dei famosi "Chicago Boys", gli allievi dell'economista ultra-liberista Premio Nobel Milton Freedman, mandati lì appena dopo il golpe dell' 11 Settembre 1973 da Nixon e Kissinger, che hanno si creato uno dei paesi latinoamericani cresciuti maggiormente negli anni 90 e successivi, ma anche quello con più disparità tra ricchi e poveri, che premia sempre quell'oligarchia industriale e culturale cresciuta durante il regime, mentre è rimasto invariato il trattamento verso gli indio Mapuche, la più numerosa comunità indigena del Cile, esclusi, messi all'angolo e, spesso, massacrati! Questo ha portato all'inevitabile ritorno della Destra, che non si è affatto ripulita dal pinochettismo, visto che dopo la vittoria del miliardario Pinera, i suoi sostenitori sfilavano con il busto di Augusto (fa anche rima!), e molti ex sono stati infilati in posti chiave del nuovo governo... Pinera stesso, il Berlusconi cileno (anche se lui rifiuta seccamente il paragone, questo per capire la fama internazionale del premier...) in quanto possessore di TV, giornali, squadra di calcio e compagnia aerea, ha iniziato la sua scalata imprenditoriale e il suo successo durante gli anni di Pinochet, di cui era sostenitore... In questo fosco quadro, non è bastata la fama di Michelle Bachelet, la presidentessa socialista uscente, in quanto il suo cartello ha pensato bene di presentare il Democristiano Eduardo Frei, già pessimo presidente degli anni 90, con un carisma pari allo zero: risultato, trionfa Pinera! Ora si aggiunge questo stucchevole dibattito su a chi intitolare l'Areoporto Internazionale di Santiago del Cile, di cui vi pubblico un resoconto apparso sul Manifesto. Dove, ovviamente, pare che l'unico a cui non possa essere intitolato è il grande poeta cileno (e comunista...) Pablo Neruda, che si scherò con Allende prima e dopo il golpe, però scomodo per il nuovo potere reazionario cileno! Quindi, dopo l'articolo, mi permetto un suggerimento alle autorità cilene su chi può essere il candidato migliore per questo onore...  

da www.ilmanifesto.it

di Irene Geis - SANTIAGO DEL CILE
CILE Non passa alla Camera la proposta del centro-sinistra. Lo scalo di Santiago resterà dedicato a un militare di destra
Il poeta comunista fa ancora paura: no all'«aeroporto Neruda»
Qual è il nome giusto per l'aeroporto di un paese che cerca il suo posto nel mondo?
Con almeno un terzo del Cile distrutto dopo il terremoto del 27 febbraio, sembrerebbe che il tema sia del tutto irrilevante. Invece il quesito è stato oggetto di due ore di acceso dibattito alla Camera e alla fine il vate Pablo Neruda, Nobel della letteratura nel '71, è uscito sconfitto da un tal commodoro Arturo Benitez Merino che, si è detto, fu il creatore della Forza aerea cilena. Affermazione confutata dai deputati della sinistra che sostengono che il vero creatore dell'aeronautica sia stato il colonnello socialista Marmaduque Grove. Il commodoro era un uomo di destra e fu lo stesso Pinochet a dare il suo nome all'aeroporto di Santiago, il colonnello era un golpista rivoluzionario di sinistra che negli anni '30 guidò un governo socialista durato 100 giorni.
La bizzarra storia del cambio di nome all'aeroporto (parzialmente distrutto dal terremoto), sotto il governo di destra di Sebastián Piñera (che nonostante la sua asserita «modernità» ha già nominato una belle sfilza di ex pinochettisti ai vari livelli di governo), viene da un progetto di legge presentato da alcuni deputati della Concertación por la democracia, la coalizione di centro-sinistra che dopo aver guidato il Cile per 20 anni è uscita battuta nelle elezioni di dicembre-gennaio dalla destrorsa Alianza para el cambio con alla testa il miliardario Piñera. Il governo che ha debuttato con il catastrofico terremoto e deve ora riservare tutti i suoi sforzi alla ricostruzione, si è visto impelagato in un dibattito surreale con al centro l'anonimo commodoro e l'immortale poeta, che nella decade del '50 fu anche senatore del Pc.
Nel dibattito non è mancato il deputato che si è messo a declamare i versi di Neruda, in particolare il suo poema 15 (Me gustas cuando callas/porque estás como ausente) diretto a un collega sostenitore del commodoro. Quando il presidente della Camera ha dato la parola al deputato socialista Marcelo Shilling, capo dei servizi nel primo governo della Concertación che annientarono quel che restava dell'ultra-sinistra armata, si è levata una voce anonima a gridare: «Questo sì che è un buon poeta...».
La destra non ha negato i meriti di Neruda, anzi, ma ha ribadito il suo no sostenendo che «un aeroporto è troppo poco per un tale genio della cultura». Ma era una burla. Tanto che qualcuno ha suggerito che forse il paese dovrebbe chiamarsi Pablo Neruda anziché Cile. Il centro-sinistra ha ribattuto che la destra finge di ammirare il Neruda dei «20 poemi d'amore» ma teme il Neruda politico del «Canto generale» e che il nome dell'aeroporto di Santiago è «la faccia del paese»: non è la stessa cosa che un pilota dica di stare atterrando nell'«aeroporto Pablo Neruda» di Santiago o nell'«aeroporto commodoro Merino Benitez». Lautaro Carmona, uno dei 3 deputati comunisti tornati in parlamento dopo 37 anni, ha citato i casi del «Charles de Gaulle» a Parigi e del «J.F.Kennedy» a New York. Ma è stato inutile. 



Nella foto: Augusto José Ramón Pinochet Ugarte (Valparaíso, 25 novembre 1915 – Santiago del Cile, Purtroppo solo il 10 dicembre 2006)... suggerisco al governo cileno di intitolare a lui l'aereoporto di Santiago, e non a quel pericolo sovversivo e terrorista che fu Pablo Neruda... 


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permalink | inviato da Mauro1977 il 13/5/2010 alle 9:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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