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"STATE PER ENTRARE IN TERRITORIO ZAPATISTA RIBELLE, QUI IL POPOLO COMANDA E IL GOVERNO OBBEDISCE!"
Il pulpito d'occidente!
post pubblicato in Informa & Disinforma, il 3 ottobre 2011


Non so se Amanda Knox e Raffaele Sollecito hanno ucciso Meredith Kercher, non ho la morbosità di chi segue i vari Porta a Porta, Matrix e Quarto Grado per farsi un'idea sui gialli nostrani... So però una cosa: che mi fa veramente cagare l'atteggiamento degli Stati Uniti sulla vicenda! La loro difesa senza se e senza ma della ragazzina americana è disgustosa, per un paese con un sistema giudiziario con luci (la persecuzione dei reati finanziari) e molte ombre (pena di morte), e viene fatta con così tanto fervore per un solo motivo... Cioè il colore della pelle e lo status sociale della stronzetta, ovvero il classico esemplare del WASP,  White Anglo-Saxon Protestant (Bianco, Anglosassone, Protestante), il modello di uomo ideale per la bigotta società a stelle e strisce! Aggiungiamo che è pure ricca, e il gioco è fatto! Sapendo poi come ragionano "I Nostri", a mio parere non riescono a concepire una cosa: ma come, nel delitto è coinvolto un "negro" (Rudy Guede), perciò il colpevole unico ideale, cosa aspettano gli italiani a farla pagare solo a lui? E' vero, quegli incivili non hanno la sedia elettrica, ma un negro è sempre sacrificabile sull'altare della verità! Perciò, onestamente, spero che alla stronzetta e il suo amante coglioncello venga comminato l'ergastolo, solo per fare capire ai difensori della libertà quanto sono stronzi!

 

Ammazza che culo gli hanno fatto!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 2 maggio 2011




Nella foto (falsa, come ammesso dalla TV pachistana che l'ha pubblicata per prima): Osama Bin Laden stecchito... direi che forse gli hanno fatto anche un bel paio di occhiali da sole prima di seccarlo!!!!!

Onestamente sono rimasto sorpreso, pensavo fosse già morto da tempo e che venisse utilizzato solo come spauracchio... Certo, prenderlo vivo sarebbe stata, a mio parere, una vittoria doppia per l'intelligence americana. Ma c'è un problema: i vivi parlano, i morti no! Meglio così, per qualche ex-presidente degli Stati Uniti di origine texana...

Ora rimane il mistero del Mullah Omar, che con il suo Garelli scorazza sempre libero non si sa dove, facendo pure le penne!



Nella foto: il Mullah Omar festeggia a modo suo la morte di Bin Laden: da oggi è lui il ricercato numero uno al mondo!!!!

100 anni di un rimbambito!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 7 febbraio 2011


Quest'anno ricorre il centenario della nascita di Ronald Reagan, uno dei peggiori presidenti della storia americana, nonostante una certa storiografia e soprattutto, i repubblicani americani più conservatori, lo voglia far passare per l'alfiere della libertà... Tutti pensano che sia stato il vincitore della Guerra Fredda, ma il comunismo  dell'est europa era ormai nella sua fase discendente da anni,  si stava afflosciando su se stesso... Tutto ciò è stato fatto credere anche dagli 8 anni di propaganda spinta, machista e rambista, tesa a nascondere i veri (de) meriti di Reagan! Ovvero la distruizione del New Deal di Roosvelt e dello stato sociale americano, con l'inizio della notte neo-liberale, quella dell'ultra liberismo spinto in economia, che portò ad un illusorio boom, ma con cui ha regalato  in tutto e per tutto l'odierna crisi globale, e a trasformare gli Stati Uniti nella società più diseguale degli ultimi 50 anni, con gente spaventosamente ricca da una parte, e dall'altra una devastante povertà diffusissima, ma disprezzatissima e fortemente emarginata dalla propaganda reaganiana! Per non parlare della criminale politica  nel Centro-America degli anni 80, con un delirio anti-comunista che ha portato morte, povertà e distruzione in Honduras, El Salvador e Nicaragua, ferite che in questi paesi devono ancora oggi marginarsi! Inoltre, la discendenza diretta del Reganismo, ovvero il delirio NeoCon di Bush Jr (il padre fu il suo vice-presidente) e gli otto anni di delirio bigotto dell'America più profonda, con due inutili guerre e innumerevoli morti sulla coscenza! Ma ci sono anche cose che rimangano, e che si è portato anche nella tomba, per esempio, nonostante tutto quello che ha fatto, è morto con ancora Fidel Castro al potere a Cuba, e penso che, nonostante fosse cotto dall'Alzaimher (che pare l'avesse già colpito durante la presidenza, come ha dichiarato recentemente un figlio), questo gli sia rimasto nel gargarozzo! In questi giorni, i suoi vecchi e giovani fans fanno a gara per averne la (fetida) eredità, ma, fortunatamente, per ora nessuno ne ha la forza e il carisma per raccoglierla, e cercare di fare ancora qualche danno... almeno sperosia così! Lascio un interessante articolo di Luca Celada, dal suo blog che tiene sul Manifesto. Giornalista di stanza in  USA, inviato Rai ormai sparito dai telegiornali (te credo, con quello che scrive!), anche lui riporta un ritrattino edificante di Ronald...

da www.ilmanifesto.it

IL MANIFESTO BLOG
storie dell'Occidente Estremo a cura di Luca Celada

 
 
Hail Reagan

Viene celebrato oggi con prevedibile iperbole, il centenario della nascita di Ronald Reagan, quarantesimo presidente, padre dell adestra moderna, santo patrono dei neoconservatori. Professare fedelta’ al reagnismo e’ oggi praticamente un prerequisito di ogni politico conservatore e il pellegrinaggio di ogni candidato repubblicano al copsetto di Nancy Reagan due anni fa ha ben dato il senso compiuto della beatificazione dell’ex attore imitatore di cowboy in padre fondatore dell’ideologia che oggi produce il tea party e contigui estremismi populisti. Questo fine settimana ha visto il prevedibile consesso di suoi seguaci – da Cheney a Gingrich – nei luoghi sacri del reaganismo: la Reagan library sulle colline fuori Los Angeles e il suo ranch vicino Santa Barbara. Ben visibie in prima fila, Sarah Palin anche lei  venuta alla sorgente  dei superpoteri neocon, ad ammantarsi della dottrina originale diventata odierno mantra anti-obamiano: il dogma del governo minimo e del sanamento del bilancio tramite tagli alla spesa pubblica. Un vangelo che non tiene conto del pragmatismo economico dello stesso Reagan che dopo aver effettivamente abbassato  le tasse nel 1981 fini per imporne di nuove per $130 miliardi; quisquilie per un destra che sul mito del virtuoso minimo governo e quello della liberal elite di Washington sta costruendo  l’imminente campagna per riprendere la casa bianca. Cosi’ di Reagan, subito santo, non si ricorda il patto con l’intergralismo cristiano, assurto quasi a governo ombra della sua amministrazione, la politica di colpevolizzazione dei poveri, la perniciosa dottrina trickle down per giustificare il welfare a potenti e corporation. Assenti dalle agiografie del presidente acclamato dai suoi come trionfatore della guerra fredda, anche il nefasto intervento accanto alla destra omicida in CentroAmerica, le mine ai porti nicaraguensi, l’affaire iran-contra; i suoi supporter sono apparentemente soddisfatti dei tranci di muro di Berlino aerotrasportati nel giardino della sua Library californiana ed esposti come trofei della vittoria come spiegava lui stesso con la fine analisi politico che lo contraddistingueva, contro le forze del male. Dietro l’euforia reaganista c’e’ pero’ un incontestabile dato di fatto: l’assenza nei ranghi repubblicani di una figura che gli si avvicini per carisma populista

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permalink | inviato da Mauro1977 il 7/2/2011 alle 23:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Storie di servi sciocchi!
post pubblicato in Politica , il 21 dicembre 2010


da www.corriere.it

IL DOCUMENTO DEL MAGGIO 2005

Wikileaks, gli Usa sul caso Calipari:
«Governo italiano bloccherà indagini»

Il cable dell'ambasciata a Roma. La replica
di Palazzo Chigi: «Rivelazioni prive di fondamento»

Quindi, se Palazzo Chigi dice che non è vero, abbiamo la certezza matematica che E' TUTTO VERO!

Ma la cosa che mi fa più ridere, è che stamattina, al GR1 diretto da Antonio Preziosi, uno dei tanti leccaculo del Caimano, per dare man forte alle tesi difensive del Governo, portavano ad esempio "... il coraggio dei magistrati  Ionta, Saviotti e Amelio, che portarono fino in Cassazione la richiesta di giudicare in Italia Lozano, il militare che uccise Calipari!" Caro Preziosi, sai che non so se Silvione sia poi così contento del servizio? Perchè praticamente dici che i "coraggiosi" e i "giusti" nella vicenda Calipari, stringi stringi, sono delle "Toghe Rosse", i nemici giurati del Sultano!!!! Sono talmente patetici, che riescono a ritorcersi contro qualsiasi cosa, i servi del regime! Ma tutto questo è possibile, nella Banana Repubblic!!!! In quanto alle rivelazioni di WikiLeaks, sono la conferma, se c'era bisogno, della nostra "Sovranità Limitata" di cui tanti parlano da anni, sbertucciati dai trombettieri del Re!!!! Confermo quanto detto: P-A-T-E-T-I-C-I!!!!!!!!!!

Chi nasce strunze, non può diventare nù babà!
post pubblicato in Politica , il 20 aprile 2010


Direbbero così, probabilmente, a Napoli, commentando la notizia della marcia Pro-Armi di Washington. Sono nella schiera dei delusi di Obama, per ora, ma sicuramente fare meglio della banda criminale di neoconservatori di Bush Jr non è impresa ardua, quindi sono decisamente dalla sua parte leggendo questo articolo trovato su Repubblica. A volte, veramente, mi sento fortunato di non essere americano, come si fa ad essere così cretini, mi dico? Anche se, purtroppo, grazie alla cricca padana vedo segnali inquietanti anche in Italia, la recente proposta di liberalizzazione selvaggia della caccia, con l'apertura della stessa tutto l'anno e praticamente la caccia a tutte le speci possibili immaginabili, farà diventare i boschi zone di guerra, e andare a funghi o passeggiare peggio che farsi un giretto sulle montagne dell'Afaghanistan! Tutto questo solo per accontentare una lobby di trogloditi-sottosviluppati che dovrebbero piantarsi la doppietta nel culo, per fare una bella cosa!

da Repubblica.it

USA

La marcia su Washington dei pistoleri nemici di Obama 
Le milizie di destra gridano "Dio, patria e fucile" 

Protestano anche contro la riforma sanitaria e le politiche ambientali. Il leader è Daniel Almond. Fa l'agente immobiliare ad Atlanta dopo tre periodi al fronte dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI 

 

NEW YORK - Con i kalashnikov a tracolla bene in vista, le tute mimetiche, il cranio rasato. Giovani atletici e muscolosi o uomini di mezza età col fisico da palestra. Non erano marines schierati per proteggere la capitale federale: c'era anche qualche pancione gonfio di birra, e un plotone di casalinghe. Erano i "cittadini in armi", venuti ad assediare Washington. Con un arsenale di guerra caricato sui pullman e i Suv. Le milizie dell'estrema destra hanno marciato sulla capitale in difesa di un diritto ad armarsi  -  quello sancito dal Secondo Emendamento della Costituzione  -  che nessuno osa negargli. Lo hanno fatto a due passi dalla Casa Bianca.

"Siamo in guerra", ha urlato nel comizio Larry Pratt, presidente dei Gun Owners of America (associazione di proprietari d'armi). E indicava quelli là: Barack Obama, il Congresso, i democratici. "Siamo in guerra e il campo avversario lo sa di essere in guerra, perché l'hanno cominciata loro. Stanno per venire a prenderci la nostra libertà, i nostri soldi, i nostri figli, i nostri beni. Vogliono tutto, sono una banda di socialisti".
Hanno scelto ieri perché era l'anniversario dei primi scontri armati nella guerra d'indipendenza. L'epopea della liberazione degli Stati Uniti dal giogo coloniale inglese. È in quegli eventi che ha radici la Costituzione americana. Compreso il diritto dei cittadini ad armarsi, retaggio di un'epoca in cui le "milizie" erano tutt'altra cosa: guerriglieri contro un'occupazione straniera. È il mito tenuto in vita nell'immaginario dell'estrema destra americana, l'allucinazione che vede nel governo federale di Washington un oppressore totalitario. Contro il quale la legittima difesa consente tutto. "Venite a prendercele se avete il coraggio", era la sfida su alcuni cartelli dei manifestanti.

Questa è la leggenda metropolitana che infiamma gli animi: da quando Obama è alla Casa Bianca il tam-tam della destra ha sparso la voce che stiano per passare leggi restrittive sulle armi. Falso, ma intanto le vendite di fucili a canne mozze sono in aumento esponenziale da un anno e mezzo. E gli esaltati del Secondo Emendamento non perdono un'occasione per sottolineare il loro diritto. Hanno cominciato ad apparire ai dibattiti pubblici sulla riforma sanitaria, in qualche occasione l'Fbi li avvistò a poche centinaia di metri dal presidente. Hanno invaso in California i bar-caffè Starbucks, con pistoloni nelle cinture da cowboy piene di pallottole. Ieri hanno marciato su Washington per protestare contro le regole della capitale federale: una delle città che "osa" limitare non il possesso, ma solo l'esibizione di armi in pubblico. Un pezzo del corteo armato fino ai denti si è fermato sulle rive del fiume Potomac, in quell'area della capitale che fa parte dello Stato della Virginia, molto più permissivo. Gli altri si sono alleggeriti per qualche ora dell'arsenale militare e hanno proseguito fino al Washington Monument, a poca distanza dalla Casa Bianca e dal Congresso. "I miei diritti vengono da Dio non dal
governo", scandinavo nelle vicinanze del Potere.

"Abbiamo diritto a sparare  -  ha detto ai manifestanti Mike Vanderboegh, leader delle milizie dell'Alabama  -  se vengono ad arrestarci perché rifiutiamo l'assicurazione sanitaria obbligatoria". Tutto si mescola: il rifiuto del "socialismo sanitario", la protesta anti-tasse, la ribellione anti-Stato, la convinzione che Obama è un finto americano, l'africano che "usurpa" la Casa Bianca. È la galassia della destra radicale, fondamentalista, le cui rabbie sono tornate in ebollizione da quando un nero è presidente. Il linguaggio della violenza perde ogni inibizione. James Everett, 71enne del Michigan, sceso dal pullman della sua comitiva: "I parlamentari sappiano che non tolleriamo limiti al nostro diritto di armarci. C'è tanta gente disposta a morire per difendere questo diritto".

C'è un pezzo della destra ufficiale, a cavalcare queste proteste. Ieri nel corteo si è mescolato il deputato Paul Broun, repubblicano della Georgia. Ha avuto diritto ai suoi cinque minuti di comizio: "Dobbiamo fare la rivoluzione, la rivoluzione elettorale a novembre. Quando voterete ci riprenderemo questo governo e lo toglieremo ai socialisti di Obama. Voi sarete l'avanguardia della rivoluzione".

Altrove, l'America ieri si è fermata per qualche minuto di silenzio a commemorare la strage di Oklahoma City. Era 15 anni fa: un fanatico del diritto a possedere armi, Timothy McVeigh, anche lui convinto di dover difendere la libertà contro le ingerenze del governo. Fece saltare un ufficio federale. Sotto le macerie, 168 morti. 

(20 aprile 2010)


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permalink | inviato da Mauro1977 il 20/4/2010 alle 8:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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