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"STATE PER ENTRARE IN TERRITORIO ZAPATISTA RIBELLE, QUI IL POPOLO COMANDA E IL GOVERNO OBBEDISCE!"
La verità mi fa male, lo sai!
post pubblicato in Politica , il 26 ottobre 2011


da www.dagospia.it

Ma la botta piu forte arriva poco dopo. Reguzzoni denuncia la "caduta di stile" di Fini "nel coinvolgere la moglie di un ministro, di un nostro ministro, offendendo tutti quelli che hanno pensioni in regola con le leggi, giuste o in giuste che siano, in vigore quando sono andati in pensione". Reguzzoni si riferisce al caso della moglie di Bossi, citata ieri da Fini a Ballarò come baby pensionata a 39 anni. "Quando vigevano quelle leggi la Lega non era in Parlamento; Fini invece sì e non ha fato nulla per eliminarle. Da Fini - dice ancora Reguzzoni - c'é stata una caduta di stile per un movimento sempre rispettoso, mai sceso nel gossip, che mai ha fatto il nome di Fini che invece nel gossip c'é scesa eccome". E infine, Reguzzoni condanna il fatto che "un movimento politico, Fli, che mai candidato alle elezioni, ha il nome di Fini nel simbolo. E questo è inaccettabile".

Non sono un grande fan di Fini, anzi... lo ritengo un bamboccio fascistucolo che solo dopo 20 anni di leggi vergogna, leccate di culo, poltrone ecc. si è accorto che razza di merda si è trovava al suo fianco... Però la mazzata che ieri sera ha inflitto alla Lega durante "Ballarò", devo ammettere, è stato un bel colpo... lo dimostra il fatto che oggi i leghisti lo volevano scuoiare vivo alla Camera... e ti credo! Un movimento che, ancora oggi e nonostante tutto, vuole far credere di essere anti-sistema, anti-assistenzialista, anti-sud, anti-casta, anti-raccomandazioni ecc.ecc. e poi, oltre che annoverare tra le proprie fila tra i più grossi poltronai degli ultimi anni, hanno la moglie del loro leader TERRONA E BABY PENSIONATA A 39 ANNI... Beh... ci mancherebbe solo che il Trota si dichiarasse finto invalido, per completare il cosiddetto "Cerchio Magico"!

A CASA, E A NASCONDERVI!!!!!



Poi hanno anche certi coglioni che si presentano al parlamento europeo conciati così... I DURI E I PURI!!!! Ma andè a cagher!

Sempre perchè siamo un paese coerente...
post pubblicato in Politica , il 10 giugno 2011


Frattini, noto Manichino della Standa diventato ministro, ieri, sul caso Battisti, tuonava: "Vergogna Brasile! Un paese che lascia a piede libero un terrorista!" Frattini, invece dei paesi che lasciano a piede libero ex-militari uruguayani implicati in uccisioni, torture e "desaparecidos", cosa ne pensa? Mah! Lasciamo il dubbio... Io so cosa ne penso di quei paesi, penso che siano retti da una classe dirigente composta da ipocriti, cialtroni e pezzi di merda! E' sapete qual'è il paese di cui parlo? Ma il Bel Paese, per eccellenza, the Italy! Non ci credete????? Leggete un pò qui:

da www.ilmanifesto.it

ARTICOLO di Maurizio Matteuzzi
IL «NOSTRO» BATTISTI
È un killer uruguayano e si chiama Troccoli

 

Indignazione generalizzata. Ma selettiva. C'è un «Caso Battisti», però al contrario. In Italia. La mancata estradizione non provoca polemiche, scalpore. Il «nostro» Cesare Battisti è uruguayano, anche se dal 2002, nonostante fosse un criminale, un assassino, un torturatore (e si sapeva), ha avuto cittadinanza e passaporto italiani. Si chiama Néstor Troccoli, uruguayano del '47, ex capitano di vascello della marina, membro dell'intelligenge della dittatura ( '73-'85). In Uruguay ha ammesso di avere torturato detenuti politici, partecipato al trasporto di una trentina di uruguayani dall'Argentina («sovversivi» poi desaparecidos) nell'ambito del Plan Condor. Ammesso e rivendicato in un libro, «L'ira del Leviatano», in cui scrive che «il dovere di un soldato è eseguire gli ordini dello Stato senza discutere». Nel '97 arrivò a Marina di Camerota, nel Salernitano, da dove il suo bisnonno era partito ai primi '800 per raggiungere Garibaldi a Montevideo. Poi ci tornò «per sempre» e da cittadino italiano nel 2007 dopo che in Uruguay, nonostante l' impunità per i killer della dittatura, l'aria s'era fatta meno sicura ed era pronto un ordine d'arresto. Fu arrestato a Marina di Camerota nel dicembre 2007 ma su ordine del giudice Giancarlo Capaldo, con l'accusa di aver sequestrato e fatto sparire 6 cittadini di origine italiana. Da lì cominciò un percorso kafkiano che si concluse con il rimpallo delle responsabilità e la sua impunità. L'Uruguay aveva avviato la richiesta di estradizione. Che forse arrivò tardi. Forse quando arrivò l'ambasciatore uruguayano tardò a inoltrarla alla Farnesina. I termini decorsero. Lui fu scarcerato nell'aprile 2008. Scandalo in Uruguay. Nel settembre 2008 il ministro della giustizia Angelino Alfano chiuse il caso negando definitivamente l'estradizione di Troccoli perché, in quanto cittadino italiano per il trattato bilaterale del... 1879, non è estradabile. Ricorso dell'Uruguay alla Corte di cassazione italiana. Respinto. Troccoli in spiaggia.

Allora ragazzi? Come la mettiamo? A chi vogliamo fare ancora la lezioncina???? Lo vogliamo capire o no che abbiamo una credibilità pari allo zero, e per questo non ci caga nessuno manco di striscio, e quando dobbiamo farci rispettare, ci tocca fare i baciamano ai dittatori??????

Direi che tutto questo conferma in maniera disgustosa quello che scrivevo solo ieri (http://disinformazia.ilcannocchiale.it/2011/06/09/memoria_e_coerenza_a_targhe_al.html) sul caso Battisti!

Tra l'altro proteggiamo un criminale della peggior specie, un uomo che doveva servire la sua patria e proteggere tutti i suoi cittadini, non massacrare e rapire quelli che lui non riteneva degni!

Complimenti a tutti, governi di destra e governi di sinistra, che non hanno fatto nulla per impedire questo scempio, come non hanno fatto mai nulla seriamente per estradare Battisti, non stiamo qui a raccontarcela!



Nella foto: Néstor Troccoli... io gli troverei pure un posticino da sottosegretario... non lo vedrei male tra un Scilipoti e un Romano!

Roma Ladrona, la Lega non perdona!
post pubblicato in Politica , il 20 aprile 2011


da www.corriere.it

IN MANETTE ANCHE il costruttore e un geometra che ha fatto da tramite

Tangenti nel Bresciano, arrestati
due assessori comunali leghisti

Un imprenditore li ha corrotti per costruire un centro commerciale su un terreno con vincolo ambientale

MILANO - Una tangente da 22mila euro per «ammorbidire» i controlli e realizzare un centro commerciale su un terreno sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale. E' questa l'accusa con cui sono finiti in carcere l'assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Castel Mella, Mauro Galeazzi, 48 anni, e il capoufficio tecnico dello stesso Comune Marco Rigosa, 45 anni (che è anche assessore a Rodengo Saiano, Comune estraneo alle indagini). Con loro sono stati arrestati Andrea Piva, 36enne di Rodengo Saiano, geometra, libero professionista, e Antonio Tassone, 68 anni, di Lumezzane, imprenditore, il costruttore del futuro centro commerciale. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Brescia, Cesare Bonamartini, su richiesta del pm Silvia Bonardi, al termine di un'indagine condotta, negli ultimi mesi, dai carabinieri del Nucleo investigativo di Brescia. È indagato anche un altro dipendente dell'ufficio urbanistica del Comune di Castel Mella. I reati contestati sono, per tutti, di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio; nel caso del solo Galeazzi, c'è anche l'accusa di peculato, per una storia di telefonate private con il cellulare di servizio.

LA TANGENTE - L'imprenditore Antonio Tassone aveva già opzionato con un contratto preliminare, nel Comune di Castel Mella, un terreno sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale, su cui intendeva realizzare il suo centro commerciale. Tramite il geometra Andrea Piva, aveva intessuto rapporti con il responsabile dell'ufficio tecnico Rigosa e con l'assessore Galeazzi. Nella ricostruzione dell'accusa, per rendere più veloce e sicuro l'iter di approvazione del piano urbanistico, ammorbidendo i controlli, in particolare della commissione paesaggistica, Tassone aveva pattuito un versamento di 22 mila euro, dei quali 12 mila pagati a favore della società di Piva ed 10 mila, versati in contanti dallo stesso imprenditore a Piva e da questo consegnati al Rigosa, che infine ne aveva versato una parte all'assessore Galeazzi. Galeazzi è indagato anche per peculato, poiché nella sua veste di pubblico ufficiale, aveva nella sua disponibilità un cellulare di servizio, intestato alla Provincia di Brescia, con cui aveva fatto centinaia di telefonate a fini esclusivamente privati.

Redazione online
20 aprile 2011

Poco da aggiungere, direi che la notizia si commenta da sola, nella sua drammatica comicità! Solo una cosa: proprio vero che i leghisti sono radicati e amano alla follia il loro territorio, a costo di fargli anche un culo così!!!!



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permalink | inviato da Mauro1977 il 20/4/2011 alle 17:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
I love nuke!!!!!
post pubblicato in Politica , il 27 novembre 2010


Oggi, dato che vivo in una di quelle regioni in cui, purtroppo, ha parecchia diffusione (grazie alle edizioni locali) il Resto del Carlino, mi capitava di sfogliare codesto giornalaccio, in cui trovato un fondo del tristemente noto (almeno per queste pagine) Aldo Forbice, conduttore di Zapping, trasmissione di approfondimento politico di Radio1... Costui è noto per il suo modo di fare nel trattare le telefonate dei radioascoltatori in trasmissione: se parli bene del governo... parli... se ne parli male, insulti da Forbice stesso e telefono sbattuto in faccia! Inoltre, Forbice è famoso per le sue campagne umanitarie in favore dei diritti civili in Cina, contro il nucleare iraniano, per il rispetto delle donne in Iran, pro-Israele, contro la pena di morte... quest'ultime campagne soprattutto rivolte ai paesi "non allineati", perchè se fanno fuori un negro in Lousiana (USA), difficilmente Forbice se ne interessa, anzi, meglio che lo friggano sulla sedia elettrica! Ma tornando al Resto del Carlino, il fondo che leggevo era sul nucleare italiano, in cui Forbice lamentava che si sta ritardando troppo nella sua introduzione, che si dovrebbe accellerare la costruzione di nuove centrali nucleari, e che il referendum del 1987 che sancì il NO italiano al nucleare, ormai è troppo anacronistico...C'è però un qualcosa che non mi quadra in tutto questo ragionamento... ma Forbice non era contro il nuclaeare iraniano? No, perchè sò che il problema dell'atomo iraniano è il contrasto tra quello che dice il regime teocratico iraniano, che afferma che il nucleare è solo a scopo civile, mentre i cosiddetti "buoni" (?) affermano che gli scopi sono bellici... bene.. ovviamente Forbice sta dalla parte delle ragioni di quest'ultimi... Ma, Aldo Forbice, così nuclearista per l'Italia... è così sicuro che l'Italia userà il nucleare solo a scopi civili? E se, invece, un governo italiano, di qualsiasi colore, un giorno decidesse di lanciare un missile nucleare, che ne so, sulla Serbia... cosa direbbe Aldo Forbice? E' così sicuro di vivere di certezze? Mah! Sapete perchè vi dico questo? Perchè un giorno nella sua trasmissione ospitò Alejandro Pena Esclusa... nome strano, eh? Lo spaccio per il capo della "Opposizione Democratica del Venezuela (?)", perchè Esclusa si presentò in effetti contro Chàvez alle elezioni presidenziali... raccogliendo lo 0,0001% circa! Inoltre tale Esclusa, era noto in Venezuela perchè appoggiò il Golpe illegale contro Chàvez del 2002, ma, soprattutto, la cosa di cui era più famoso erano le sue posizioni antisemite, filonaziste contro gli ebrei! Cosa che feci notare a Forbice in una mail, a cui rispose, democraticamente(nel suo stile) con una minaccia di querela! Perciò Aldo Forbice, grande sostenitore di Israele, invitava un personaggio molto vicino alle idee di Adolf Hitler sul popolo ebraico! Si, colui che raccoglie firme contro l'aggressione (secondo lui) antisemita (che per lui è guidata da chi si sente filo-palestinese!) contro lo stato di Israele ... Insomma questo è Aldo Forbice, nuclearista quando gli conviene, sionista quando gli pare... W LA COERENZA... MA SOPRATTUTTO...W IL GIORNALISMO ITALIANO MAINSTREAM ALL'ITALIANA!



Nella foto: un uomo coerente: Aldo Forbice!

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permalink | inviato da Mauro1977 il 27/11/2010 alle 0:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
Prendere per il culo... un'arte! Parte seconda
post pubblicato in Politica , il 20 settembre 2010


Trovato un altro interessante articolo per la serie "Leghismo & Coerenza", l'altro giorno si parlava di tutti i mannelli vari a livello di grana dei capataz padani, oggi ci occupiamo dei parenti... Già, perchè si sa, il vizio di piazzare parenti e affini in vari posti pubblici con dei bei stipendioni, è roba da terroni comunisti, non vorrete pensare solo minimamente che un  Padano (che non esiste), razza pura e incorruttibile, si faccia beccare in un pratica tanto odiosa? Si fa beccare! Eccone la riprova qui sotto...  


da www.dagospia.it

TENGO FAMIGLIA" LA PARENTOPOLI È PADANA
Paola Zanca per "Il Fatto Quotidiano" (Hanno collaborato Stefano Caselli, Ferruccio Sansa, Ivana Gherbaz, Erminia della Frattina)

Lo dice un vecchio detto, il pesce puzza dalla testa. Dunque nessuno si stupisca se la Lega, il partito che doveva marciare su Roma per distruggere la Casta e i privilegi, si è trasformato nella più classica delle macchine piazza-parenti. Bastava dare un'occhiata a quello che ha combinato lui, l'Umberto, per capire come sarebbe andata a finire. Suo fratello Franco lo piazzò a Bruxelles a fare da assistente all'eurodeputato leghista Matteo Salvini. Ci provò anche con il primogenito Riccardo, ma tornò a casa appena il fattaccio finì sui giornali: "È assurdo che mi venga vietata ogni esperienza solo perché ho un cognome importante", si rammaricò.

Erano ancora lontani i tempi di Renzo, il figlio prediletto: oggi comunque anche la Trota è sistemata, seduto sugli scranni del consiglio regionale lombardo. Restano senza incarichi gli altri due eredi, Eridano Sirio e Roberto Libertà. Ma c'è tempo. Forse potranno trovare un posto alla Bosina, la scuola privata, di ispirazione chiaramente padana, fondata da mamma Manuela Marrone, che ha ricevuto un contributo di 800mila euro dal governo nazionale. Ecco, con una testa così, da quel pesce non potevamo che aspettarci di peggio.

E basta mettere insieme le notizie che arrivano dal profondo Nord per disegnare una mappa della Parentopoli leghista. Che non dovrebbe lasciare indifferenti gli elettori del Carroccio. Cominciamo dal Piemonte, dove Lo Spiffero, il Dagospia di Torino, ha raccontato la "Famigliopoli subalpina": una clamorosa infornata di mogli, cugini e cognati che Roberto Cota ha portato a segno da quando è diventato presidente.

Nella sua segreteria c'è Michela Carossa, figlia di Mario, capogruppo della Lega in Regione. Capo di gabinetto del governatore è Giuseppe Cortese, che ha trovato lavoro pure alla moglie, Isabella Arnoldi, diventata portavoce dell'assessore leghista Massimo Giordano, fedelissimo di Cota. Per loro, può darsi che la pacchia finisca al massimo tra cinque anni.

C'è invece chi, grazie alla Lega, si è costruito un futuro garantito. È il caso delle cinque vincitrici di un concorso per funzionari della Provincia di Brescia, come racconta Il Riformista. Ci hanno provato in 700 a conquistarsi il posto fisso, ci sono riusciti in 8, e per più della metà c'è puzza di raccomandato.

Ha vinto Sara Grumi, figlia di Guido, assessore leghista al Comune di Gavardo e candidato alle ultime regionali. C'è Katia Peli, nipote dell'assessore provinciale all'Istruzione, leghista pure lui, Aristide Peli. Lavoro assicurato anche per Silvia Raineri, capogruppo della Lega nel consiglio comunale di Concesio e moglie del vicesindaco di Brescia Fabio Rolfi. Vittoria anche per Cristina Vitali e Anna Ponzoni: tutte e due lavorano già in Provincia, guarda caso entrambe per l'assessorato guidato dal leghista Giorgio Bontempi.

Sempre in Lombardia, questa volta a Varese , nel 2002 diventa presidente della Provincia Marco Reguzzoni, marito di Elena, figlia di Francesco Speroni, storico capo di gabinetto del Senatur quando era ministro delle Riforme. Niente paura, Reguzzoni non ha dovuto pagare il peso delle polemiche. Oggi è il capogruppo della Lega nientemeno che alla Camera dei Deputati. Restiamo sempre nel letto matrimoniale ma ci spostiamo più a est, a Verona, dove alla moglie del sindaco Flavio Tosi l'elezione del marito ha messo in tasca 45 mila euro all'anno in più.

Stefania Villanova lavorava già in Regione, ma è diventata tutt'a un tratto dirigente e messa a capo della segreteria dell'assessorato regionale alla Sanità. In Friuli, i leghisti le moglie se le sono incrociate. L'ex presidente del consiglio regionale Ballaman assunse Laura Pace, moglie dell'allora sottosegretario agli Interni Maurizio Balocchi. Lui si prese in carico Tiziana Vivian, ex fidanzata dello stesso Ballaman. Poi c'è il capitolo consulenti. A Padova , l'ex segretario provinciale della Lega Maurizio Conte - oggi diventato assessore nella giunta Zaia - affidò l'incarico per progettare e dirigere i lavori di un nuovo polo scolastico a suo fratello Tiziano. Con regolare bando di concorso, giura lui.

E se non puoi sceglierli in famiglia, c'è comunque un partito che ti assiste. Racconta il Pd Piero Ruzzante al Corriere del Veneto, di altre "designazioni" ai vertici di tre enti regionali: "Corrado Callegari in Veneto Agricoltura, impiegato di banca mestrino stipendiato con 15mila euro al mese; Antonello Contiero in Intermizoo, autista di autobus di Rovigo, premiato con 5mila euro mensili e inserito nel listino di Zaia; e Fausto Luciani in Avepa, ristoratore allo zoo-safari di Bussolengo e retribuito con ben 154mila euro annui".

Chiusura in bellezza a Bergamo. Nell'estate del 2009, racconta Bergamo News, l'architetto Silvia Lanzani, è stata incaricata, per 13.754 euro, di curare il progetto preliminare della nuova centrale di sterilizzazione dell'ospedale di Treviglio, diretto dal leghista Cesare Ercole. Silvia Lanzani è della Lega e fa l'assessore alle Infrastrutture in Provincia. Come si dice, una che lavora con la testa, con il cuore, e con il portafoglio.


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Prendere per il culo... un'arte!
post pubblicato in Politica , il 19 settembre 2010


Arte in cui sono dei grossi fuoriclasse i "Rambo" della politica italiana, ovvero i leghisti! Questo blog è in battaglia perenne contro un movimento che riesce a inculare i suoi elettori quasi più del loro illustre alleato, Silvio Berlusconi... Posso dirmi un "Generazione Lega", nel senso che è un partito nato e proliferato sempre di più nella mia età della ragione, ovvero dal 1990 in poi... Ebbene si, sono vent'anni precisi che vedo Bossi e Maroni in televisione (quindi ormai anche loro sono il nuovo che è avanzato!), e sono vent'anni che portano avanti i loro slogan federalisti, secessionisti, anti-meridionalisti e anti-immigrazione... sono pure stati strenui anti-clericali e per 3-4 anni i più anti-berlusconiani di tutti, che Di Pietro in confronto è una monachella! Anni ruggenti, in cui Bossi esplicitamente chiamava Berlusconi, carinamente, il "Piduista!", "Berluskaiser!", "Mafioso" etc...etc... etc... poi ad un certo punto tornò l'amore e diventarono un'alleanza di ferro, probabilmente da quando Silvio ha acquistato il marchio di Alberto da Giussano e salvato la Lega da un crack economico... tutto qui... però questo movimento, grazie alle becera propaganda che riesce a portare avanti da anni, incrementa i voti, ma soprattutto, incrementa il potere! Si, perchè nonostante lo slogan più famoso "Roma Ladrona", stanno dimostrando che i "Ladroni" li sanno fare benissimo! Nella mia Regione, l'Emilia, sono in continua avanzata, nonostante una sezione regionale molto vivace, messa praticamente in stato di  commissariamento da Bossi, perchè avvelenata e piuttosto... malandrina! Ma, nonostante questo, continuo a sentire che loro sono i migliori, nonostante che il boss emiliano, il mio conterraneo reggiano Angelo Alessandri, sia un personaggio ambiguo e molto chiacchierato... ma si sa, questo passa in secondo piano, visto che la Lega ha mandato via tutti gli extra-comunitari e riformato in senso federale l'Italia! Ah...no? Allora mi sono perso un pezzo, forse...

da www.ilfattoquotidiano.it

Mazzetta verde la trionferà

Soldi, abusi e truffe all'ombra della Lega Nord


Lega ladrona? I casi di malcostume e corruzione all’ombra del Carroccio si moltiplicano, tanto che un dirigente sempre abile ad annusare l’aria che tira, come il governatore del Veneto Luca Zaia, ha ammesso l’esistenza di una questione morale dentro la Lega. “Non possiamo permetterci di essere criticati per i nostri comportamenti amministrativi”, ha dichiarato Zaia, “noi della Lega abbiamo il dovere d’essere doppiamente puliti rispetto agli altri, perché da noi i cittadini si aspettano il massimo del rigore”.

Invece proprio dal Veneto arrivano gli ultimi casi di pulizia non proprio perfetta. Il senatore della Lega Alberto Filippi, di Vicenza, è accusato dal faccendiere Andrea Ghiotto di avere un ruolo nella maxi evasione scoperta ad Arzignano, feudo padano e distretto della concia. Una brutta storia di tasse non pagate e di controlli aggirati: le indagini, in corso, diranno se anche a suon di mazzette. A Verona, Gianluigi Soardi, presidente dell’azienda del trasporto pubblico cittadino Atv (ma anche sindaco leghista di Sommacampagna), si è dimesso dopo che la polizia giudiziaria è piombata nei suoi uffici e ha sequestrato documenti contabili da cui risulterebbero spese gonfiate e ingiustificate. Camillo Gambin, storico esponente del Carroccio ad Albaredo d’Adige (Verona), è agli arresti domiciliari per una brutta storia di falsi permessi di soggiorno rilasciati in cambio di denaro. Alessandro Costa, assessore alla sicurezza di Barbarano Vicentino, è indagato per sfruttamento della prostituzione: gestiva siti di annunci a luci rosse.

Nel vicino Friuli-Venezia Giulia, il presidente del consiglio regionale, Edouard Ballaman, si è dimesso dopo essere finito nel mirino della Corte dei conti per una settantina di viaggi in auto blu fatti più per piacere che per dovere. In passato, Ballaman aveva realizzato uno scambio di favori incrociati con l’allora sottosegretario all’Interno (e tesoriere della Lega) Maurizio Balocchi: l’uno aveva assunto la compagna dell’altro, per aggirare la legge che vieta di assumere parenti nel medesimo ufficio. Aveva anche ottenuto l’assegnazione pilotata della concessione di una sala Bingo.

In principio fu Alessandro Patelli, “il pirla”, come fu definito da Umberto Bossi: l’ex tesoriere della Lega dovette ammettere nel 1993 di aver incassato 200 milioni di lire dalla Ferruzzi, causando a Umberto Bossi una condanna per finanziamento illecito. Poi a foraggiare il Carroccio arrivò il banchiere della Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani, che nel 2004 non solo salvò la banchetta della Lega, Credieuronord, da un fallimento clamoroso, ma finanziò generosamente il partito di Bossi con oltre 10 milioni di euro, tra fidi e finanziamenti. Con anche più d’una mazzetta, secondo quanto racconta Fiorani: una parte dei soldi consegnati dal banchiere di Lodi ad Aldo Brancher, parlamentare di Forza Italia e poi del Pdl, erano per Roberto Calderoli. “Ho consegnato a Brancher una busta con 200 mila euro… Quella sera Brancher doveva tenere un comizio a Lodi per le elezioni amministrative… Mi disse che doveva dividerla con Calderoli (poi archiviato, ndr) perché il ministro aveva bisogno di soldi per la sua attività politica”.
Non ha fatto una gran bella figura neppure Roberto Castelli, che da ministro della Giustizia, tra il 2001 e il 2006, è riuscito a meritarsi un’indagine per abuso d’ufficio per il suo piano di edilizia carceraria, affidato all’amico Giuseppe Magni; e una condanna della Corte dei Conti a rimborsare 33 mila euro, perché la consulenza era “irrazionale e illegittima”.
Aldo Fumagalli, ex sindaco di Varese, è indagato (peculato e concussione) per un giro di false cooperative. Matteo Brigandì, ex assessore al Bilancio della Regione Piemonte, è stato processato per truffa, per falsi rimborsi alle zone alluvionate. Francesco Belsito, sottosegretario alla Semplificazione, esibisce una laurea fantasma, presa forse a Malta. Monica Rizzi, assessore allo Sport della Regione Lombardia, si proclama psicologa e psicoterapeuta senza avere la laurea e senza essere iscritta agli appositi ordini professionali, tanto che la procura di Milano sta indagando per abuso di titolo.

Cattive notizie anche dall’Emilia-Romagna, zona di più recente espansione del Carroccio. Il vicesindaco di Guastalla (Reggio Emilia), Marco Lusetti, a giugno è stato accusato di irregolarità nella gestione dell’Enci (Ente nazionale per la cinofilia) di cui era commissario ad acta: aveva ordinato bonifici a se stesso con soldi dell’ente per 187 mila euro (poi non incassati). Il padre padrone della Lega emiliana, il parlamentare Angelo Alessandri, si è invece fatto pagare dal partito le multe (per un totale di 3 mila euro) per eccesso di velocità o per transito in corsie riservate. Il capogruppo del Carroccio alla Regione Emilia-Romagna, Mauro Manfredini, e altri candidati del suo partito (Mirka Cocconcelli, Marco Mambelli) rischiano invece una maximulta (fino a 103 mila euro a tasta) per non aver consegnato, come prevede la legge, un resoconto preciso delle spese elettorali. Dov’è finito il partito che inveiva contro Roma ladrona?

Gianni Barbacetto

 


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Rubare... evadere... quale differenza?
post pubblicato in Politica , il 16 settembre 2010


.... Umberto Bossi in merito alle polemiche Francia-UE sui Rom, si schiera ovviamente con Sarkozy e Parigi, dichiarando "Si sa, i Rom rubano di più!". Probabilmente è vero, non voglio difendere senze se e senza ma i Rom, che tra le loro fila hanno qualcuno con la mano un pò troppo lunga o qualche sfuttatore di bambini per l'elemosina (ma come in TUTTE le fila!)... Ma chiedo a Bossi: rubano tanto come certi imprenditori, alcuni moooolto vicini alla Lega, del distretto delle pelli di Arzignano, nel vicentino? Perchè lì, in quella zona, nel profondo Nord Est, la cosiddetta "Locomotiva" che traina tutta l'economia italiana, è stata riscontrata dalla magistratura e dalla Guardia di Finanza un'evasione fiscale Iva di circa 300.000.000 milioni di Euro!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Bazzecole, eh, Umberto? Vuoi mettere in confronto a quello che rubano i Rom?

Un nome, un programma!
post pubblicato in Politica , il 2 settembre 2010


Ennesima puntanta di "Leghismo & Coerenza"! Oggi ospite della rubrica è il Presidente del Consiglio Regionale del Friuli Edouard Ballaman, ennesimo supereroe padano! Perchè "Ballaman" sta per "palle", quelle che raccontano continuamente i leghisti ai lor fan, piuttosto boccaloni, purtroppo... Quante volte abbiamo sentito uno stronzo a caso, chessò, un Calderoli, un Castelli o un Salvini, sbraitare contro i privilegi della Casta politica (che si sa, in Italia è SOLO a Sinistra, chiaro?!?!?!?), in particolare delle tristemente famose "auto blu". In effetti è uno dei privilegi più odiosi, perchè il politico italiano ne da un senso piuttosto largo della cosa: praticamente diventa una auto privata sua, ma le spese rimangono sempre nostre! Qualche mese fa parlavo dell'altro Padano reggiano Angelo Alessandri, che non pagava manco le multe che prendeva con l'auto blu con cui commetteva numerose infrazioni... Ballaman andava oltre, nel senso che se ne serviva per motivi famigliari, per andare all'imperdibile partita di calcio Padania-Tibet e per i suoi agi e svaghi assortiti! Sempre, ovviamente, a spese nostre!!!! Ma dobbiamo capire i nostri amici leghisti, la battaglia che stanno portando avanti a mani nude per la sicurezza di noi cittadini, per il federalismo e per la Padania è troppo importante per fermarsi a riflettere su queste bazzecole.... Mi rimane solo un  sogno, Bossi vagheggia sempre dei 20 milioni di padani pronti alla guerra ad un suo cenno.... ma se esistono e un giorno si svegliassero dal lungo sonno causato dalle cazzate dell'Umberto & C.,  e armati di forconi gli si rivoltassero davvero, che spettacolo sarebbe?!?!?!?!? Da non perdere!!!!!!!!!!!! Segue bell'articolo su Ballaman e il suo caso scritto dal sempre ottimo Gian Antonio Stella, uno che di Casta se ne intende! Ah, dimenticavo: ma sulle auto blu non doveva dare una regolata l'altro superman (beh, supermenino, va!), il Ministro Gnomo Brunetta? Strano, avete notato, è un pò che non esterna, lui che era sempre così bravo a sparare cazzate! Che Nostro Signore ci voglia finalmente fare una grazia? Chissà...

da www.dagospia.it

Gian Antonio Stella per il "Corriere della Sera"

In vacanza, al ristorante, a vedere la partita con l'auto blu. Settanta viaggi poco istituzionali sono finiti in un dossier. Sul quale c'è un'inchiesta della Corte dei conti. Protagonista: il presidente del Consiglio regionale del Friuli, Edouard Ballaman. Della Lega Nord. Il partito che era nato tuonando contro le auto blu. C'era da andare a prendere i parenti della moglie all'aeroporto? «Autista: la macchina!».

Voleva vedere la partita di calcio Padania-Tibet? «Autista: la macchina!». Era invitato a pranzo dei suoceri? «Autista: la macchina!». Finché tutti questi viaggi poco istituzionali sono finiti in un dossier. Sul quale c'è un'inchiesta della Corte dei conti. Protagonista: il presidente del consiglio regionale del Friuli, Edouard Ballaman. Della Lega Nord. Il partito che era nato tuonando contro le auto blu.

La dettagliatissima ricostruzione dell'uso disinvolto dell'auto di servizio da parte dell'alto esponente del Carroccio, già deputato per tre legislature e questore della Camera, è stata pubblicata dal Messaggero Veneto. Dove Anna Buttazzoni ha rivelato un elenco sconcertante di una settantina di «missioni» dure da spacciare come dovute a obblighi d'ufficio. Frequenti trasferte a Campongara (Venezia) a casa dei genitori della fidanzata e poi moglie Chiara Feltrin. Una puntata a Jesolo «da un notaio per rogito appartamento al mare».

Una serata con la fidanzata al ristorante «Da Giggetto» a Miane. Un viaggio all'aeroporto di Venezia «con fidanzata per accogliere nonna e zio di lei in arrivo dal sud Africa per il matrimonio». Un paio di sfacchinate fino a Milano per assistere ai primi di maggio 2008 all'incontro di calcio citato tra la Padania e il Tibet e poi per partecipare alla proiezione del film fortissimamente voluto dai leghisti «Barbarossa» di Renzo Martinelli. E via così...

Un dettaglio spicca sugli altri: nella lista ci sono due trasferimenti alla Malpensa. Prima per «partenza viaggio di nozze». Poi per «rientro viaggio di nozze». Esattamente lo stesso sfizio che si era preso Giuseppe Buzzanca che proprio per quel viaggio era stato non solo messo sotto accusa ma addirittura dichiarato decaduto, dopo un tormentone di sentenze e appelli, dalla carica di sindaco di Messina.

Qual è la differenza? Che di là c'era il solito «terrone» della solita «Terronia» che si prende i lussi della Casta e di qua invece un virtuoso padano dedito al bene comune e costretto dalla forza degli eventi a utilizzare l'auto blu per il più personale di tutti motivi personali? Difficile da sostenere. Tanto più agli occhi dei leghisti duri e puri. Quelli che non hanno dimenticato come la Lega Nord sia stata per anni scatenata contro l'abuso delle auto di servizio.

Prima di «rassegnarsi» al comfort del sedile posteriore delle macchine dai vetri oscurati («È vero che noi della Lega per anni abbiamo dato battaglia su questa cosa. Ma per una donna e una mamma come me, diciamo la verità, l'auto blu è una bella comodità», spiegò l'allora presidente della regione Friuli-Venezia Giulia, Alessandra Guerra, «Non so come farei, se non venissero a prendermi a casa tutte le mattine») i leghisti erano arrivati al punto di presentare, nel 1993, un progetto di legge per abolire le Croma, le Mercedes, le Bmw da sostituire con Panda, Cinquecento, Renault 4 e Fiat Uno: «I potenti devono viaggiare in utilitaria».

Per non dire del «Manuale di resistenza fiscale» benedetto da Umberto Bossi nel novembre 1996 e illustrato da Mimmo Pagliarini e quel Roberto Maroni che oggi è al Viminale. I quali invitarono il contribuente «a un atto di disobbedienza» e a rivendicare il «diritto naturale» di togliere dalla dichiarazione dei redditi, tra l'altro, «35 mila lire di detrazione per le ingiuste spese delle auto blu».

Una offensiva durata anni. E ogni tanto tirata fuori tra mille strilli. Contro il governo quando a palazzo Chigi c'era Dini. Contro la regione Emilia-Romagna. Contro la provincia di Milano quando era presidente Filippo Penati. Contro Letizia Moratti, tre anni fa, quando Matteo Salvini propose di tagliare le auto in dotazione alla giunta e a ventitré dirigenti co-munali: «Facciamo andare a piedi gli assessori per costruire due villaggi solidali in Africa».

Rintracciato da Marco Ballico del Piccolo, che a maggio aveva già rivelato come andasse in ufficio tenendo sotto l'ascella un revolver modello «357 magnum» («tranquilli, non lo porto in aula»), Ballaman ha detto: «Se ho sbagliato pagherò. La maggior parte dei viaggi è giustificata. Sul resto vedranno i legali». Pagherà fino alle dimissioni? «Non penso proprio. Si paga il giusto, non di più».

Come mai è saltata fuori la lista di questi viaggi? Ovvio: un complotto. Di chi? Dei conducenti: «Probabilmente a lasciarli a casa, mi sono inimicato qualche autista». Come mai? Perché il presidente, il 1° aprile scorso, forse intuendo d'avere un po' esagerato, aveva deciso di fare il bel gesto: la rinuncia all'auto blu! Peccato che lo stesso Piccolo di Trieste l'aveva beccato: grazie al ricorso all'auto propria, una Rover, Ballaman incassava oltre allo stipendio lordo mensile di 16.500 euro, anche 3.200 euro in più al mese di rimborsi.

Ballaman non è nuovo alle cronache. Come scrisse il Gazzettino, nel 2001 il sito internet dei Monopoli dello Stato comunicò che «tra i cinque concorrenti» le concessioni di due sale Bingo erano «state assegnate alla Cristallina Srl (47 punti) e alla Milleuno bingo (45)». E chi c'era tra i soci della Cristallina Srl? Lui. E sempre lui c'entrava nella sventurata speculazione immobiliare leghista a Punta Salvore, in Istria.

La faccenda più «curiosa», però, fu lo scambio delle mogli con l'allora sottosegretario agli Interni Maurizio Balocchi. Niente sesso, si capisce: per aggirare la legge che vieta di assumere i propri parenti, lui prese in ufficio la signora Laura Pace, compagna di Balocchi, e Balocchi prese come collaboratrice Tiziana Vivian, alla quale Ballaman era legato prima di fidanzarsi e poi sposarsi con l'attuale compagna di autoblù. Anche allora, manco a dirlo, trovò del tutto superfluo perfino l'accenno alle dimissioni. E quando mai?


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permalink | inviato da Mauro1977 il 2/9/2010 alle 23:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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