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"STATE PER ENTRARE IN TERRITORIO ZAPATISTA RIBELLE, QUI IL POPOLO COMANDA E IL GOVERNO OBBEDISCE!"
La Cagata del Giorno
post pubblicato in Politica , il 11 ottobre 2011


Giovanardi: “La Borsa crolla? Colpa della droga”

Non c'è niente da fare, se questa rubrica avrà lunga vita, lo dovrà soprattutto all'Onorevole Giovanardi! Non voglio certo sottovalutare il problema degli agenti di borsa cocainomani (che ci sono da sempre, anche dai tempi della vacche grasse!), ma mi sembrebbe un attimino riduttivo, da parte di un VICE-PRESIDENTE DEL CONSIGLIO (Sic, Sic, Sic e ancora Sic!!!!!), incolpare la sola droga della crisi finanziaria mondiale! MA CHE CAZZO DICI, CARLO?!??!??!?

Carlo, io un'altra spiegazione c'è l'ho... secondo me è pure colpa di certi governi di merda (come il tuo) e politici del cazzo (come te), che in tutti questi anni hanno seguito come un dogma indiscutibile il mitologico "Libero Mercato", senza regole e senza etica, mettendosi con il culo a 90 gradi verso i grandi speculatori della finanza mondiale... non credi, Carlo, che pure questa sia una spiegazione plausibile sull'attuale situazione????? No, troppo scomodo ammettere di essere un compendio di STRONZI!

Nella foto: un esempio di politico che, senza drogarsi, fa un mucchio di cazzate e spara merdate atomiche!

Mutande pazze!
post pubblicato in Informa & Disinforma, il 22 settembre 2010


In esclusiva, le immagini delle mutande dell'ex arbitro ecuadoregno Byron Moreno, dove nascondeva 6 chili di eroina:



Cè famo no spino?!?!?
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 9 aprile 2010


Egitto a secco fumo! Niente hashis, pusher in crisi nera, ci si butta sulla buona, vecchia marja locale! A parte gli scherzi, l'articolo che vi posto parla di cose serie: di un paese da troppo tempo sotto il tacco di un presidente autocrate e autoritario, ma amato dall'occidente e quindi "buono", e dello spinello come pratica per vedere meno triste una vita d'inferno, che da noi viene filtrata dalle vacanze da cartolina in villaggi turistici blindati o tour guidati al Cairo... Almeno però gli egiziani non si devono sorbire le menate anti-droga di Giovanardi, c'è sempre un qualcosa che all'estero, anche nei posti più disgraziati, non hanno e che però noi non ci facciamo mancare!

da www.ilmanifesto.it

di Michele Giorgio
EGITTO
Giallo al Cairo: sparito il «fumo» è arrivato il «bango»
Perché l'hashish è diventato introvabile? Nelle strade della capitale circolano le ipotesi più fantasiose
Polizia e hashish, due certezze nelle strade del Cairo. Eppure gli abitanti della caotica metropoli araba da qualche tempo in giro non trovano più pusher ma solo le divise scure degli agenti dispiegati in numero crescente a ricordare, a colpi di manganello, che il rais ultraottantenne Hosni Mubarak il potere non ha alcuna intenzione di cederlo al neofita della politica Mohammed ElBaradei, tornato in Egitto per chiedere democrazia e riforme. L'hashish è improvvisamente scomparso, o meglio è reperibile con grande sforzo, a prezzi che sono alla portata soltanto dei ricchi e dei turisti stranieri. E nessuno ha ancora capito perché, tanto che tra i cairoti circola più di una teoria. Non ultima quella di un coinvolgimento delle autorità di sicurezza che impedirebbero lo spaccio dell'hashish per far pagare ai trafficanti una «tassa» più alta per poter continuare la loro attività.
Congetture, versioni fantasiose, comunque sia l'improvvisa penuria di hashish è un vero e proprio dramma in un paese dove i consumatori abituali del «fumo» - il 10% della popolazione (circa 80 milioni) secondo alcune ricerche, ma la percentuale reale sarebbe molto più alta - sono in maggioranza proprio i più poveri. Lavoratori con salari da fame, precari, disoccupati, ai quali l'hashish rende più sopportabile la loro vita di stenti.
Si «fuma» abbastanza anche ai piani alti della società e tra gli artisti e gli intellettuali. Si tiene a distanza invece la classe media, conservatrice e più ipnotizzata dal richiamo della religione e legata al rispetto di valori e tradizioni. Anche qualche anno fa il «fumo» divenne introvabile per diverse settimane, perché la polizia, dopo quattro giorni di scontri a fuoco, prese il controllo dell'isolotto sul Nilo di Nekheila, nell'Alto Egitto, trasformata in un deposito di stupefacenti dai «figli di Hanafi», organizzazione criminale guidata dal boss dei boss «Ezzat» Hamed Mohammed. Ora però la polizia non ha compiuto operazioni speciali ad ampio raggio o sequestri eccezionali alla frontiera con la Libia, anche se i suoi comandanti fanno a gara in questi giorni ad attribuirsi il merito di aver spazzato via «la droga» dal Cairo.
Agli egiziani comunque non manca lo spirito d'iniziativa e visto che l'hashish continua ad essere introvabile, è subito aumentata la produzione e distribuzione di «bango». Le notti dei poveri di Imbaba e quelle degli intellettuali raffinati nelle ville lussuose di Maadi ora vengono allietate da questa la marijuana locale. Non piace a tutti perché è più forte dell'hashish, mentre i giovani lo apprezzano parecchio perché avrebbe effetti positivi sulla creatività. Qualità che in Egitto serve per inventarsi un lavoro e garantirsi un pasto al giorno. Fumando bango, in attesa del ritorno dell'hashish, gli egiziani si rilassano e provano a sognare un paese con più democrazia e libertà e qualche banconota in più in tasca.


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permalink | inviato da Mauro1977 il 9/4/2010 alle 10:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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