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"STATE PER ENTRARE IN TERRITORIO ZAPATISTA RIBELLE, QUI IL POPOLO COMANDA E IL GOVERNO OBBEDISCE!"
Non siamo mica gli americani...
post pubblicato in Informa & Disinforma, il 4 ottobre 2011


... o forse si?!?!??!?!!? Dunque, come scrivevo ieri, alla fine l'hanno spuntata i paladini della giustizia, i difensori della libertà, dei diritti civili, dei diritti umani... dalla squallida galera di Perugia, che non sono niente in confronto alle galere turche di "Fuga di Mezzanotte", abbiamo liberato la bella, brava, buona e simpaticissima americanina, quella che per pararsi il culetto a stelle e striscie, aveva pure accusato un innocente (Lumumba), facendogli sciroppare 10 giorni di carcerazione ingiusta... E con lei si salva anche il figlio della buona borghesia del sud, Sollecito, non certo il figlio di un operario dell'Ilva di Taranto, visto che si può permettere come avvocato Giulia Bongiorno, una che se ne intende di assoluzioni (con prescrizione) di assassini, visto che ha salvato Giulio Andreotti... Ma poi, di cosa ci lamentiamo? Abbiamo in galera il colpevole perfetto per il delitto di Meredith:

Rudy Guede! Scusate, per gli americani ha pure il colore della pelle giusto dei colpevoli sempre e comunque... Sicuramente quella sera era da solo nella casa dell'inglese, non penserete che due cherubini come Amanda e Raffaele se la facciano con un negraccio africano come lui? Anzi, io rivedrei pure la posizione di Patrick Lumumba... essendo un lurido negro pure lui, vogliamo prendere per buone le sue parole o quelle di "Faccia d'Angelo" Amanda?!?!?!?

Comunque, complimenti anche ai mitologici RIS di Parma e alla Polizia Scientifica... riescono sempre ad incasinare talmente le prove, che ormai per condannare un assassino in Italia ci vuole la prova tv come per il calcio! A questo punto, basterebbe il mitico Lionel Hutz, l'avvocato scassone de "I Simpson", per far assolvere Salvatore Parolisi dall'accusa di aver ucciso sua moglie Melania!

Ciao Ciao, Amanda, adesso vatti a godere la tua celebrità americana... e per favore... non tornare più, ne abbiamo già abbastanza di stronzi in Italia!

Lascia perdere, Niccolò!
post pubblicato in Politica , il 12 luglio 2011


da www.corriere.it

IL LEGALE: «Speriamo di riavere i soldi quando la Cassazione farà giustizia»

«Lodo Mondadori, Fininvest pagherà»

Ghedini: «Nessuna ipotesi di legge per intervenire sulla sentenza, lo escludo categoricamente»

Meglio che non facciano giustizia in Cassazione, Nico... Perchè se la dovessero fare veramente, gli tocca ri-sborsare altri 200 milioni al povero Silvio, poi dopo li senti gli strilli!!!!

Nella foto... AAAAAAHHHHH!!!!!!! Scusate... Niccolò Ghedini! Che spavento!!!!

Assassini!!!!!
post pubblicato in Informa & Disinforma, il 16 aprile 2011


Da questa sera non è solo un grido... è verità, è sentenza scritta nera su bianco: l'incidente alla Thyssenkrupp, dove morirono 7 operai dilaniati dal fuoco scaturito nell'acciaieria torinese, non fu fatalità, non fu sfiga... FU COLPA E PREMEDITATA! I dirigenti della multinazionale tedesca sono stati condannati questa sera per OMICIDIO VOLONTARIO.... ripeto OMICIDIO VOLONTARIO!!!!! Vuol dire che ci fu dolo da parte dei capi della fabbrica nel non avere tenuto conto delle più elementari norme di sicurezza, per esempio la fornitura di estintori decenti!!!!! CRIMINALI E ASSASSINI, IN GALERA!!!!! Per una volta, finalmente, W L'ITALIA, W LA GIUSTIZIA!!!!!!

Speriamo solo che la super-porcata del processo breve, prescrizione breve, visti i vari appelli, non vanifichino il tutto... ma di sicuro questa serata resterà... e farà scuola!!!!


Per voi... per sempre!
R.I.P., the Justice!
post pubblicato in Politica , il 14 aprile 2011


Da ieri, 13 aprile 2011, questo paese di merda è riuscito ad aumentare la sua merda, uccidendo definitivamente la Giustizia....

Processo Thyssen Krupp (operai carbonizzati)? NO JUSTICE!

Processo Parmalat (risparmiatori truffati)? NO JUSTICE!

Processo Cirio (vedi Parmalat)? NO JUSTICE!

Processo incidente ferroviario Viareggio (quartiere e abitanti distrutti e bruciati vivi)? NO JUSTICE!

Processo Eternit (migliaia di morti a causa dell'amianto)? NO JUSTICE!

Cari cittadini di ogni colore politico, prendetevi questo bel palo nel culo! Offerto gentilmente da:



Del Nano Bastardo e i suoi Servi di merda, dato che l'unica stella polare che seguono è salvare i cazzi e il culo della merda suprema, non mi scandalizzo più di tanto... ma di quello al suo fianco e i suoi eroici Padani un pochino si... In quanto gentaglia che, da ieri ne abbiamo la certezza, usa solo per squllida propaganda i temi della sicurezza, della pena certa per i criminali e cazzate del genere, un pochino (ma poco) non te l'aspetti che votino una tale porcata cosmica!

Facciamo un esempio: un marocchino incensurato (ma potrebbe essere di qualsiasi nazionalità, anche italiana) commette un reato qualsiasi... bene, grazie a questa legge del cazzo, che non risolve i problemi dei tempi nei processi, li scavalca solamente, potrà cavarsela alla grande, tornando a piede libero normalmente... Metti che sia un recidivo, e che il primo reato fosse non gravissimo, ma che il successivo sia, per esempio, stupro, omicidio o rapina, i padani avranno ancora la faccia (di merda) di dare la colpa a qualcun'altro e non a se stessi?!?!?!? Viste, appunto, le grandissime faccie di merda, non ho dubbi: colpa del buonismo della sinistra o dei magistrati che rompono le palle solo a Berlusconi, ovviamente... e giù voti, dal popolaccio infame!!!!!!!!!

W LA BANANA REPUBBLIC!!!!!

Colpo di Stato!
post pubblicato in Politica , il 30 marzo 2011


da www.corriere.it

«vogliono votare al massimo entro giovedì il testo. Ma questo è un blitz inaccettabile»

Prescrizione breve, subito in discussione
L'opposizione lascia la Commissione

Passa l'inversione dell'ordine del giorno alla Camera

Altro che Lampedusa e gli immigrati (Bossi, son vent'anni che dici "Fora di bal", tanto non combini un cazzo, smettila di dire troiate!), altro che la guerra in Libia (tanto a livello internazionale non contiamo un cazzo...), altro che il nucleare giapponese di Fukushima (dove ormai, sui media italaini, siamo a livello di censura sovietica!)... L'urgenza del nostro governo, del nostro parlamento è sempre la solita: salvare il culo a Sua Maestà! Quindi avanti con il Processo breve, la prescrizione breve e porcate varie... per il resto (economia, lavoro, energia etc.) cari italiani: SONO CAZZI VOSTRI!



Nella foto: Il Parlamento Italiano, Proprietà Privata di Silvio Berlusconi...

Al gabbio, merda!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 23 dicembre 2010


 

Rafael Videla, nella foto, primo capo della giunta militare argentina (1976-1983), quella famosa per i Desaparecidos, è stato condannato all'ergastolo, per la seconda volta! Solo che, a differenza della condanna del 1985, che fu cancellata da quell'altro bel personaggino che era Carlos Menem, la dovrà scontare nel giusto luogo, ovvero in galera! E chi se frega se questo vecchio bastardo ha 85 anni, a differenza di Massera (morto il mese scorso), con ritardo, dovrà scontare la giusta condanna per chi ha ucciso migliaia di giovani innocenti! Finalmente un paese che fa i conti con il suo passato nel modo giusto, ovvero senza pietà, grazie anche agli ultimi due Presidenti, Nestor e Cristina Kirchner! Che hanno cancellato anche il vergognoso buonismo verso il regime del primo presidente post-dittatura Raul Alfonsine, che, anche a causa di una democrazia ancora fragile dopo 7 anni di terrore, aveva concesso troppi indulti ai boia militari! W LA GIUSTIZIA, UNA VOLTA TANTO!

da www.ilmanifesto.it

ARGENTINA Condannato a Córdoba insieme all'ex-generale Luciano Menéndez, «la iena», per crimini contro l'umanità
Un altro bell'ergastolo per il genocida Rafael Videla
Sebastián Lacunza
BUENOS AIRES
Jorge Rafael Videla, primo capo della giunta argentina dopo il golpe militare del '76, sotto processo a Córdoba per crimini contro l'umanità, ha parlato martedì nel corso del dibattimento rivendicando in toto le barbarie commesse 35 anni fa. Un giorno prima della inevitabile condanna all'ergastolo, Videla ha salutato quel genocidio come «una guerra giusta» e celebrato «la vittoria» di allora contro «i nemici di ieri che sono oggi al potere», chiaro riferimento al governo di Néstor prima e Cristina Kirchner ora, peronisti di centro-sinistra.
Videla è stato processato dal tribunale federale di Córdoba insieme a «la hiena» Luciano Benjamín Menéndez, ex-generale che fu a capo dellaprovincia, e altri 28 killer. Tutti accusati per il sequestro e la morte di 31 detenuti politici.
Videla e altri suoi compari erano già stati condannati all'ergastolo nello storico processo dell'85 e poi in nuovi processi più di recente dopo la decisione di Néstor Kirchner e la sentenza della Corte suprema che annullarono gli indulti concessi dal social-democratico Alfonsín e dal peronista di destra Menem.
«La iena della Perla», il più famigerato lager di Córdoba, ha approfittato ieri dell'opportunità di insultare ancora una volta le sue vittime prima della sentenza. «L'obiettivo dei ribelli era l'assalto al potere per instaurare un regime comunista e far diventare l'Argentina un satellite dell'Urss». Una macabra farsa.
Ieri Videla e Menéndez si apprestavano ad ascoltare una sentenza scontata dopo un processo con tutte le garanzie legali.
Come un bel regalo della nuova realtà argentina, esempio forse unico al mondo, mese dopo mese si susseguono in diversi tribunali del paese nuove condanne contro i responsabili di un genocidio che provocò 30 mila desaparecidos. Martedì una corte federale di Buenos Aires ha condannato a vita altri killer responsabili dei campi di concentramento Club Atlético e Olimpo, che funzionarono nella capitale durante la dittatura del '76-'83. Dei 17 imputati, 12 hanno avuto la pena massima. Fra loro Julio Simón, alias «el turco Julián», infame torturatore chiamato a rispondere per 163 casi di violazione dei diritti umani, e Samuel Miara, ex-vicecommissario di polizia che si appropriò dei gemelli Reggiado Tolosa, recuperati nella loro identità dalle Nonne della Piazza di Maggio negli anni '80. A 20 anni è stato condannato un altro noto esponente del terrorismo di stato, Raúl Guglieminetti, che cercò poi di riciclarsi in democrazia e arrivò a essere una guardia del corpo del presidente Alfonsín.
La giustizia avanza ma con fatica. Per oggi una magistrata ha di nuovo convocato i figli adottivi della padrona del poderoso gruppo mediatico Clarín, Ernestina Herrera de Noble, perché si sottopongano al Dna per accertare la loro vera identità. Ci sono forti sospetti che Felipe e Marcela siano figli rubati a desaparecidos. La causa dura da un decennio e gli avvocati dei due hanno già detto che neanche questa volta si presenteranno.


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permalink | inviato da Mauro1977 il 23/12/2010 alle 12:43 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Garantismo a targhe alterne
post pubblicato in Informa & Disinforma, il 17 giugno 2010


Ci risiamo... già ieri vi parlavo delle accuse di giustizialismo alla sinistra da parte di Battista in merito all'opposizione alla legge vergogna, oggi mi soffermo sul casino di qualche giorno fa per quanto riguarda le manette mostrate in TV e giornali di tale De Santis, una brava personcina della cricca degli appalti... Ovviamente c'è stata una levata di scudi da parte dei classici garantisti, quelli che sono un pò come le misure anti-smog, a targeh alterne, se in manette appare un marocchino che ha rubato una macchina, si chiede anche di più dei semplici ceppi, ma si deve passare alla vera garotta spagnola; se l'ammanettato di turno è un potente, un ricco, un politico allora no! Vade retro! Ed è già tanto se non si è chiesto l'intervento di Amnesty International! Ma dopotutto da un personaggio come De Santis qualcosa ci si può guadagnare, mentre dal povero Aziz? Poi magari si scopre anche che Aziz viene assolto, ma chi ne parla? Neanche un trafiletto, non si parla magari di giudici politicizzati o malagiustizia come con altri... Anzi, certi discorsi si fanno magari quando un politico o un potente non viene condannato per prescrizione, ovvero il reato l'ha fatto, ma è passato troppo tempo, quindi non è stato assolto, anzi! Però in automatico quella diventa un assoluzione per poter pulire l'imputato e smerdare il magistrato! Ho ancora impressa, anche se avevo appena 6 anni, le immagini di Enzo Tortora (ero fan di Portobello...) ammanettato tra due Carabinieri, li veramente l'esposizione di una persona alla pubblica gogna e alla giustizia-spettacolo! Ricordo i suoi occhi smarriti e impauriti rivisti anni dopo, in età in cui capisci di più lo stato d'animo di un uomo.... Lui era stato appena arrestato e dato immediatamente in pasto alle televisioni (che poi si stracciarono le vesti quando fu assolto, con i poverino qua, poverino la: allora pochi lo difesero), mentre De Santis è stato beccato durante un trasferimento, con altri ammanettati di cui nessuno si è preoccupato, dove da che mondo e mondo i detenuti vengono trattati a manette... Sul tema vi lascio un magistrale (come sempre) articolo di Massimo Fini, che fa anche capire l'evoluzione di certi giornalistucoli da strapazzo negli ultimi 20 anni... 

da www.antefatto.it

Feltri, Belpietro e le manette  

Il 4 marzo del 1993 Enzo Carra, l'ex portavoce di Forlani, fu fotografato in manette: i più feroci furono i due giornalisti che spararono la foto in prima pagina sull'Indipendente

Ho cominciato la mia carriera di giornalista come cronista giudiziario all'Avanti! di Milano nei primi anni Settanta. Ogni giorno vedevo passare nei grandi androni del Palazzo di Giustizia non solo qualcuno in manette ma file di detenuti tenuti insieme dagli "schiavettoni" e da catene sferraglianti come dei deportati alla Cajenna. Ogni tanto quando c'era un delitto particolarmente importante, in genere rapine perché allora la classe dirigente non si era ancora così corrotta come sarebbe stato negli anni Ottanta e dimostrato nei Novanta con le inchieste di Mani Pulite, arrivavano, oltre ai fotografi, anche le Televisioni. Da neofita me ne stupivo. Non tanto delle manette, che soprattutto nei trasferimenti di più detenuti sono necessarie, ma dell'esposizione pubblica di queste persone, senza alcun rispetto, senza ritegno, senza protezione (anche quando non ci sono le tv non deve essere piacevole farsi vedere in manette dalle centinaia di persone che transitano ad ogni ora in un grande Palazzo di Giustizia qual è quello di Milano) ma allora nessuno sembrava curarsene, tantomeno i politici e gli opinionisti. In fondo la cosa non riguardava che degli stracci. Il 4 marzo del 1993, in piena Mani Pulite, ci fu l'episodio di Enzo Carra, l'ex portavoce di Forlani, fotografato in manette. I più feroci furono Bibì e Bibò, alias Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro, direttore e vicedirettore dell'Indipendente, che spararono la foto in testa alla prima pagina, ingrandendola il più possibile e indicando Carra al ludibrio della folla inferocita di quei giorni. Il più pietoso fu il "giustizialista" Antonio Di Pietro, ai tempi pubblico ministero, che ordinò agli agenti penitenziari di togliere immediatamente le manette a Carra. Del resto allora Bibì e Bibò erano dei forcaioli assatanati, sarebbero diventati dei "garantisti" a 24 carati quando passarono nella scuderia di Silvio Berlusconi. Se la prendevano anche coi figli degli imputati. Per esempio quelli di Craxi. Toccò a me scrivere sull'Indipendente una lettera aperta a Vittorio (“Caro direttore, ti sbagli su Stefania Craxi”, 11/5/1993) ricordandogli che i figli non hanno i meriti ma neanche le colpe dei padri. Così come toccò a me, nel momento della caduta, mentre una legione di improvvisati fiocinatori si accaniva sulla balena ferita a morte, scrivere, sempre sull'Indipendente, un articolo intitolato “Vi racconto il lato buono di Bettino” (17/12/92), in cui, benché tempo prima Craxi mi avesse definito, nientemeno che dagli Stati Uniti dov'era in visita, “un giornalista ignobile che scrive cose ignobili”, ricordavo che oltre all'uomo sfigurato , sconciato che vedevamo, con orrore, in quei giorni drammatici, ce n'era stato anche un altro che aveva suscitato speranze in molti. Passata la stagione euforica di Mani Pulite, l'immagine di Enzo Carra in manette è passata alla storia come l'emblema della "gogna mediatica" che non avrebbe dovuto ripetersi mai più (come dopo il "caso Valpreda" si giurò che mai più nessuno sarebbe stato chiamato "mostro"). Il Garante della privacy emanò alcune regole di comportamento per i media e parve affermarsi una maggior sensibilità per il rispetto della dignità dei detenuti. Ma solo per alcuni. Lo dice il recente episodio che ha visto protagonista Fabio De Santis, l'ex provveditore alle Opere pubbliche toscane, uomo di fiducia di Angelo Balducci, insomma uno della "cricca". Con un cellulare De Santis è stato portato in manette, come gli altri quattro detenuti che erano con lui (due spacciatori di droga, un ladro, un rapinatore) dal carcere fiorentino di Sollicciano al Tribunale del Riesame. Quando è sceso dal cellulare De Santis ha dovuto percorrere una ventina di metri sotto l'occhio delle telecamere. Solo due telegiornali però hanno mandato in onda quella scena. La giustificazione più farsesca e farisaica è stata quella di Mauro Orfeo, direttore del Tg2: “Volevamo denunciare una gogna che ricorda certe immagini di Mani Pulite”. Denunciava la gogna mentre lo stava mettendo alla gogna.

Il Garante della privacy è intervenuto, molti politici e opinionisti si sono indignati. Molto giusto. Ma nessun Garante della privacy ha battuto ciglio e nessun politico si è indignato, nessun opinionista ha alzato il dito quando tutti i telegiornali, solo per fare, fra i tanti possibili ,
l'esempio ricordato ieri da Travaglio, mostrarono, con evidente compiacimento, le immagini di tre rumeni in manette accusati di stupro (e poi assolti). Molti politici, in particolare donne, dichiararono: “Per questi soggetti ci deve essere la galera subito e poi, processo o non processo, buttare via la chiave”.

Che cosa significa tutto ciò? Che si sta sempre più affermando in Italia un doppio diritto, di tipo feudale e peggio che feudale. Quello per i "colletti bianchi", per i vip, per "lorsignori", che oltre ad essersi inzeppati il Codice di procedura penale di leggi talmente "garantiste" da rendere quasi impossibile l'accertamento dei reati loro propri (fra poco non potranno nemmeno essere intercettati se non con mille limitazioni - parlo dei limiti posti alle indagini della polizia giudiziaria e della magistratura , non di quelli, a mio parere sacrosanti, alla loro divulgazione), van sempre trattati con i guanti. Per tutti gli altri, per coloro che commettono reati da strada, che sono quelli dei poveracci, non vale nemmeno la presunzione di innocenza. C'è la "tolleranza zero". Ma questa è la vecchia, cara e infame giustizia di classe.

www.ilribelle.com

da Il Fatto Quotidiano del 17 giugno 2010
 


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permalink | inviato da Mauro1977 il 17/6/2010 alle 16:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Terzismo, paraculismo o servilismo?
post pubblicato in Politica , il 16 giugno 2010


Pierluigi Battista, detto anche (da Travaglio) "Pigi Cerchiobottista" è il massimo esponente di quella corrente giornalistica italiana chiamata "terzismo", ovvero quando un giornalista, nonostante il suo essere di destra o sinistra, riesce a cogliere gli aspetti positivi dell'altra parte senza preconcetti. Cosa buona, in teoria, peccato che in Italia questo si riduca ai famosi terzisti del Corriere della Sera (Battista, appunto, Galli della Loggia, Panebianco, Franco e Ostellino), che di positivo vedono solo il berlusconismo e i suoi tentacoli... Penso di non aver mai letto niente di positivo negli ultimi anni, da parte di costoro, sull'altra parte politica, o di negativo sulla miriade di leggi porcata che ci ha propinato il Sultano, anzi... è di questi giorni un articolo di Battista in cui, ovviamente, accusa la sinistra di ipocrisia sulla legge bavaglio relativamente all'intercettazioni, in quanto ha perso quello stile liberatario e anti-ordine cositutito, per diventare moralista e giustizialista, e a riprova, porta ad esempio De Andrè, Sacco e Vanzetti e altri... Ora caro Pigi Cerchiobottista, spiegami cosa cazzo c'entrano Sacco e Vanzetti con la cricca degli appalti, le puttane di Berlusconi e tutte le schifezze che verrebbero coperte con questa legge vergognosa?!?!? Ah, come dici? Sei un servo del potere? Ah, ok, allora va bene così... Il fatto grave però è che grazie a questi pennivendoli, Caligola è riuscito in quello che ha tentato per 20 anni inutilmente, influenzare anche il Corriere della Sera... sì, perchè ultimamente, e anche in futuro visto che il prossimo direttore dopo De Bortoli sarà sicuramente uno degli sgherri di cui sopra, il quotidiano di Via Solferino è diventato il portavoce (autorevole, purtroppo) del potere marcio italiano, ciò che era stato stoppato ai tempi della P2, è riuscito oggi, casualmente... Poi, voglio dire, anch'io mi sento ancora un liberitario, ma anche molto Giacobino come il mio idolo Robespierre, quindi i crimini dei potenti mi stanno mooolto sulle palle, caro Pigi! Ma non mi stupisco, è una vita che spara cazzate, come quella volta che Maurizio Chierici (giornalista VERO, ex Unità ora al Fatto Quotidiano) scrisse della Fiera del Libro dell'Avana a cui partecipò negli anni 90, dove vedeva giovani cubani che uscivano con sacchi pieni di libri di grandi autori italiani: Calvino, Moravia, Pirandello ecc. Battista (che aveva debuttato al Manifesto, ricordiamolo) ironizzando per prendere in giro Chierici scrisse: "I cubani che leggono i classici italiani? Impossibile, il regime glielo proibisce, possono leggere Marx, Mao e poco altro, comunque sempre a tema..." , questo per farvi capire che razza di servo ottuso sia, altro che terzista! Ma meglio che vi posti l'interessante articolo di Ida Domijanni sul Manifesto, che smonta le raffinatezze del ser... ehm terzista!

P.S.: Battista potrebbe prendere ripetizioni da Paolo Condò, oggi quando ho letto sulla Gazzetta dello Sport il suo articolo di presentazione della partita Cile-Honduras, valida per i Mondiali, mi sono commosso: è il primo giornalista (di un grande quotidiano) che ha finalmente scritto che il presidente dell'Honduras Lobo fa parte di un regime che viola i diritti umani! Ma la cosa triste però è che l'ho dovuto leggere sulla Gazzetta dello Sport, non sul Corriere o Repubblica, e nemmeno sentito in nessun Telegiornale!

da www.ilmanifesto.it 

Ida Dominijanni

Da Nic e Bart alla corte del Sultano

Dal «Corriere della Sera» di ieri, firmato Pierluigi Battista: «C'era una volta una sinistra che detestava lo strapotere dei magistrati, diffidava di una polizia onnipotente, e vedeva come una minaccia alla libertà uno Stato che potesse spiare chiunque, senza argini e controlli... C'era una volta una sinistra che si sdilinquiva con i versi libertari di Fabrizio De André. Che intonava commossa "Here's to you Nicola and Bart" per ricordare, sdegnata, l'oltraggio alla giustizia perpetrato con la condanna a morte di Sacco e Vanzetti...Che leggeva avidamente "I mostri" di Luigi Pintor, dove "i magistrati dispongono del più illecito dei poteri, quello sulla libertà altrui. Ma sono intoccabili...dispongono di armi micidiali, leggi inique e meccanismi incontrollabili. E le maneggiano come e contro chi vogliono". Che in "Sorvegliare e punire" di Michel Foucault ritrovava l'anatomia inquietante della società disciplinare, dell'incubo moderno della trasparenza assoluta in cui il Potere controlla tutti, si intromette nella vita di chiunque, intercetta ogni segreto palpito degli individui...C'era una volta una sinistra che adesso non c'è più». Lo spunto della filippica, va da sé, è l'opposizione alla legge sulle intercettazioni. Ma è solo l'ultimo di una lunga serie, perché il mantra berlusconian-terzista sulla sinistra che da libertaria è diventata giustizialista dura dai tempi di Tangentopoli, e quello sulla sinistra che da libertaria è diventata moralista, sessuofobica, spiona dura da quando è scoppiato il sexgate che ha travolto Berlusconi. Ora, per carità: che la legalità sia diventato, per il senso comune maggioritario della sinistra, una sorta di totem, e che il medesimo senso comune sia attraversato da pulsioni giustizialiste e moraliste con funzioni suppletive di una politica carente, questo è innegabile ed è innegabilmente un problema. Astrarre questo dato dal contesto e dal cambiamento che c'è dietro, però, è innegabilmente una furbata, faziosa. Lo stesso Battista, che a quel bel tempo andato della sinistra ascrive la sua stessa provenienza, chiude il suo articolo così: «Qualche volta in molti di noi punge come una tormentata infedeltà a se stessi il cambiamento che si è consumato rispetto a quella stagione. Ma è confortante constatare quanto sia cambiata ancora più radicalmente, e in peggio, quella sinistra che non c'è più». Ecco: non sarebbe il caso di nominarlo più puntualmente, quel cambiamento, e di farlo uscire da una indistinta nebulosa? Battista converrà che non si può pretendere per il ministro Scajola la stessa battaglia contro la giustizia assassina fatta ai tempi per Sacco e Vanzetti. Converrà anche che i mostri nel mirino di Luigi Pintor appartenevano a quella magistratura sistematicamente schierata dalla parte del potere politico che ha afflitto a lungo la storia italiana, mentre ora si pretende che siano considerati mostri quei magistrati che il potere politico vorrebbero controllarlo. Converrà infine che Michel Foucault, quando disvelava l'incubo disciplinante del panottico, aveva a cuore quella che chiamava «la nave dei folli» e una varia umanità di carcerati, internati e reietti, non la cricca della Ferratella o la corte del sultano. Questo per dire che fra la stagione «libertaria» della sinistra che Battista rimpiange e quella di oggi c'è di mezzo una rotazione fondamentale del rapporto fra potere, legalità e linbertà che nessuno nomina, perché il potere è come se fosse diventato senza spessore, innocuo e ininfluente. Tradotto: un conto è difendere i senza-potere dagli abusi della legge, un altro è immunizzare i potenti dal controllo della legge. Un conto è tutelare la privacy dei comuni cittadini, un altro è barricare gli affari privati dei cittadini speciali. E chi sta, in questa situazione, «dalla parte dell'ordine costituito», dove Battista mette risolutamente la sinistra? L'ordine costituito è il panottico mediatico-giudiziario o il potere politico che si autoesenta dal controllo di legalità?
E' vero, la sinistra non può diventare il guardiano della legalità: deve essere perfino in grado di violarla - non so quanto Battista sarebbe d'accordo -, o di tenere aperta la forbice fra politica e legalità, in nome delle battaglie di libertà o della contestazione del potere. Ma deve sì impugnarla, la legalità, quando essa serve da scudo contro gli abusi del potere. Non è uno schema fisso, è un gioco mobile, difficilmente riportabile alla concezione manichea della lotta politica in voga di questi tempi, e neanche all'ortodossia liberale. E' sicuro che la sinistra non lo maneggia bene. Ma è ancor più sicuro che è la destra ad averne alterato i termini, identificando libertà e immunità, potere e arbitrio, privato e pubblico, e rendendo fisiologiche le patologie di una giustizia debole con i forti e forte con i deboli, o di una privacy garantita per i potenti e calpestata per tutti. Sarebbe bello sentire le stesse voci che si levano contro le intercettazioni levarsi altrettanto chiare e forti contro le telecamere per strada, a favore della libertà di navigazione in Internet, contro le società di marketing che ci tartassano di telefonate, contro i reality che cannibalizzano le emozioni eccetera eccetera. E la stessa diffidenza per i magistrati al primo cassonetto svuotato da un no global. Si può scommettere che invece taceranno.



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La Cagata del giorno
post pubblicato in La Cagata del giorno, il 23 marzo 2010


Dal Corriere.it

Professioniste

Frisullo ai pm: le donne?
Non pensavo fossero escort

Eccone un altro che si credeva un latin lover... A' Frisullo, sinceramente? Ma vaffanculo!

Al simpaticissimo Sandro Frisullo (quando uscirà dal gabbio) va in premio un buono per un tour gratuito alla Fratta, strada secondaria che costeggia l'Enza tra la provincie di Reggio Emilia e Parma, dove potrà sfoggiare tutto il suo fascino latino a ragazze illibate che si trovano in quello tratto di strada buio solo per lui!


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W la Toga!
post pubblicato in Politica , il 19 marzo 2010


A Bari arrestano un ex-assessore regionale, Sandro Frisullo (area D'Alema, ovviamente...), ma non sento servi, servetti, terzisti del tubo stracciarsi le vesti per la "Giustizia ad Orologeria" (sono 20 anni che mi tocca sentire le stesse quatttro cazzate, che palle!) , visto che siamo sotto elezioni, potrebbe valere anche per la dimostrazione del metodo trasversale del mignottaro Giampi Tarantini (quello della D'Addario, remember?) ... Ma Bondi probabilmente aveva da comporre (sic!) o da inaugurare una mostra essendo Ministro della Cultura (ri-sic!) mentre l'apprendista muratorino Cicchitto invece era troppo impegnato tra cappucci, compassi e grembiulini in qualche riunione ad alto livello...

Di contro, l'inchiesta di Trani, almeno la parte che riguarda Kim Il Jong, passerà molto probabilmente a Roma, l'unica procura amata dal nostro... e te credo, se c'è un porto delle nebbie in Italia sta proprio in quel tribunale, già dai tempi di Previti (Cesare, Lodo Mondadori, remember?) e dei magistrati in vendita, come il tristemente noto Metta. Ma basterebbe vedere anche in questi giorni, con il giudice della procura romana Toro impegnato a fare soffiate agli indagati dello scandalo della Protezione Civile, per capire che forse è li che va cercato il vero marcio che c'è nelle toghe! Ma forse saranno Toghe Rosso....Nere! (battuta bruttissima e scontatissima, però rende un attimino l'idea di democrazione che ha il nostro Caro Leader!)


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