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"STATE PER ENTRARE IN TERRITORIO ZAPATISTA RIBELLE, QUI IL POPOLO COMANDA E IL GOVERNO OBBEDISCE!"
Finita... bene o male?
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 21 ottobre 2011


Dunque il Rais è morto, abbasso il Rais! Non ci mancherà Gheddafi, la sua tenda beduina, i suoi cavalli berberi, le sue "Amazzoni", i suoi figli (calciatori e non), il suo look tardo-Jackson, le sue patetiche lezioni di Corano ad hostess pagate per assistere, le sue minacce, insomma le sue bizzarrie! Non ci mancherà nemmeno le sue crudeltà, in particolare quelle perpretate a danno dei migranti che tentavano la traversata per la tanto agognata Europa, passando per la Libia... le sue prigioni dove li sbatteva, e il suo bel vizio di rispedirli, a piedi e senza viveri, nel deserto verso casa, uccidendoli tutti! Pratica che, tra l'altro, noi gli avevamo appaltato con soddisfazione! Ecco cosa non mi soddisfa nell'epilogo del regime libico, il fatto che Gheddafi (la di cui morte non mi addolora per nulla, intendiamoci...) non verrà processato, perchè credo che ci sarebbe stato da ridere, e molto, se avesse iniziato a parlare delle complicità che ha trovato nel grande occidente civilizzato, quello che disprezza i dittatori di ogni risma! Ma con cui riusciamo a concludere anche dei grandi affaroni, salvo poi voltargli le spalle quando cambia l'aria, dimenticare tutto, e bombardare il suo paese! Perchè comunque anche questa guerra di Libia è stata criminale e sanguinaria, fatta solo per biechi interessi sul petrolio, e non sicuramente per fare un favore ai libici, a cui abbiamo regalato altra violenza, come se non avessero già avuta abbastanza! Noi Italians, come al solito e come già ampiamente scritto su queste pagine, ci siamo distinti per vigliaccheria, ipocrisia e stronzaggine, visto che appena un minuto prima che scoppiasse la rivoluzione libica, leccavamo e baciavamo copiosamente il culo del Rais, compreso il festante La Russa di ieri, che è riuscito a dire una serie di porcate, cazzate e merdate in serie da far rabbrividire! Ma si sa, il Balilla promosso a Ministro delle Guerra, era ancora troppo eccitato per aver potuto finalmente menare le mani... ma era meglio se avesse regalato una delle sue mitologiche dichiarazioni nel suo stupendo inglese, almeno non avremmo capito e non ci saremmo incazzati! Ora non so cosa aspetterà alla nuova Libia, sicuramente si sono liberati di un grosso peso, ma non sono così sicuro se sarà qualcosa di meglio per loro... sicuramente ho una certezza, che gli si presenta una neo-colonizzazione franco-inglese, visto che il conto ora glielo faranno pagare, essendo intervenuti per primi... così potranno sguazzare nel bel petrolio libico... appunto, LIBICO... Non nostro!



Nella foto: immagini che noi italiani, anche se notoriamente smemorati, dovremmo tenerci ben impresse nella mente, quando sentiamo parlare certi stronzi...
 

Addio, Mummy!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 20 ottobre 2011




Questa è la prima immagine del (presunto, per ora) cadavere di Muammar Gheddafi... bisogna ammettere che è quasi più bello che da vivo!

Ora speriamo che lo seguano, nella stessa sorte, tanti suoi ex-amici oltre Mediterraneo...

L'orrore!
post pubblicato in Informa & Disinforma, il 10 ottobre 2011


Stefano Gay Tachè era un bambino di due anni e i suoi genitori l'avevano portato in Sinagoga, nel ghetto romano, quel 9 ottobre 1982... non poteva ancora sapere nulla dell'odio che investiva il medio-oriente in quei giorni terribili, con il Libano messo a ferro e fuoco, ma morì lo stesso, per mano di un commando terrorista palestine, facente parte di Abu-Nidal, che attaccò la Sinagoga, e ferirono anche altre 40 persone... unica vittima, sicuramente la più innocente di tutte le vittime innocenti che potevano esserci quel giorno! Oggi il fratello e la comunità ebraica romana lo ricordano polemizzando direttamente con lo stato italiano che ha dimenticato questo fatto drammatico, e accusano i politici di allora che "flirtavano" con Arafat e l'OLP. Chi ha letto qualche pagina di questo blog sa come la penso sulla questione palestinese, da sempre mi ritengo filo-palestinese, senza incorrere però in un cieco anti-semitismo, il che ti fa vedere le cose, a mio parere, con un certo equilibrio... io capisco la rabbia dei famigliari di Stefano e della comunità ebraica romana, ma torniamo indietro a quell'autunno del 1982, e ricordiamo cos'era successo alcuni giorni prima, in Libano... tra il 16 e il 18 settembre di quello stesso anno, ci fu Sabra e Shatila. Cos'è? Fu una delle peggiori stragi, a livello di una vera e propria pulizia etnica, perpretrate ai danni dei palestinesi! Furono uccisi centinaia (la Croce Rossa internazionale parlò di 1000-1500 morti) di profughi palestinesi, stipati nel campo di Sabra e Shatila, massacrati dalle milizie cristiane libanesi, con il decisivo appoggio dell'esercito israeliano, comandato dal Generale Ariel Sharon... fu uno degli orrori peggiori del conflitto arabo-israeliano, questi sono alcuni resoconti di giornalisti occidentali sui fatti di quei terribili giorni, quando rientrano nel campo profughi:

Elaine Carey scrive sul quotidiano Daily Mail del 20 settembre 1982:

Nella mattinata di sabato 18 settembre, tra i giornalisti esteri si sparse rapidamente una voce: massacro. Io guidai il gruppo verso il campo di Sabra. Nessun segno di vita, di movimento. Molto strano, dal momento che il campo, quattro giorni prima, era brulicante di persone. Quindi scoprimmo il motivo. L'odore traumatizzante della morte era dappertutto. Donne, bambini, vecchi e giovani giacevano sotto il sole cocente. La guerra israelo-palestinese aveva già portato come conseguenza migliaia di morti a Beirut. Ma, in qualche modo, l'uccisione a sangue freddo di questa gente sembrava di gran lunga peggiore 

Loren Jankins scrive sul quotidiano Washington Post del 20 settembre 1982:

La scena nel campo di Shatila, quando gli osservatori stranieri vi entrarono il sabato mattina, era come un incubo. In un giardino, i corpi di due donne giacevano su delle macerie dalle quali spuntava la testa di un bambino. Accanto ad esse giaceva il corpo senza testa di un bambino. Oltre l'angolo, in un'altra strada, due ragazze, forse di 10 o 12 anni, giacevano sul dorso, con la testa forata e le gambe lanciate lontano. Pochi metri più avanti, otto uomini erano stati mitragliati contro una casa. Ogni viuzza sporca attraverso gli edifici vuoti - dove i palestinesi avevano vissuto dalla fuga dalla Palestina alla creazione dello Stato di Israele nel 1948 - raccontava la propria storia di orrori. In una di esse sedici uomini erano sovrapposti uno sull'altro, mummificati in posizioni contorte e grottesche

Ispirandosi a questi fatti, Fabrizio De Andrè scrisse una delle sue canzoni in genovese più belle e struggenti, Sidùn, il cui testo in italiano diceva:

Il mio bambino il mio
il mio
labbra grasse al sole
di miele di miele
tumore dolce benigno
di tua madre
spremuto nell'afa umida
dell'estate dell'estate
e ora grumo di sangue orecchie
e denti di latte
e gli occhi dei soldati cani arrabbiati
con la schiuma alla bocca
cacciatori di agnelli
a inseguire la gente come selvaggina
finché il sangue selvatico
non gli ha spento la voglia
e dopo il ferro in gola i ferri della prigione
e nelle ferite il seme velenoso della deportazione
perché di nostro dalla pianura al molo
non possa più crescere albero né spiga né figlio
ciao bambino mio l'eredità
è nascosta
in questa città
che brucia che brucia
nella sera che scende
e in questa grande luce di fuoco
per la tua piccola morte
.

Quanti Stefano, quante vittime innocenti sono morte in questa orribile strage? Quando finirà questo orrore? Quando finalmente i governi di questi paesi, e i loro alleati, metteranno fine a questa spirale di odio senza senso? Pure il governo di Hamas non mi convice, anche se ha vinto delle libere elezioni, dato che è troppo ambiguo e sbilanciato sull'anti-isrealismo duro e puro... Ma è meglio l'attuale governo di Israele? Con personaggi disgustosi e reazionari come il ministro degli esteri Lieberman? Infatti, quella che potrebbe essere una mossa che può aiutare a distendere un pò gli animi, la proclamazione dello stato palestinese all'Onu, viene pesantemente osteggiata da Israele e Usa, per un assurdo veto... E' inutile, le guerre di religione rimangono tra le peggiori disgrazie dell'umanità! Per concludere, voglio chiedere alla comunità ebraica romana: se i politici italiani (personaggi orrendi come Craxi e Andreotti, quindi comunque indifendibili) flirtavano con Arafat, chi era che filtrava con Sharon a quel tempo? Non è meno condannabile? Che differenza c'è tra un terrorismo criminale come quello dell'attentato alla Sinagoga, e un terrorismo di stato come la strage di Sabra e Shatila? Domande difficili, per questo un pò di equilibrio da parte di tutti, ed in particolare di certa stampa, non sarebbe male!

Schiene dritte!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 22 agosto 2011


Sembra passato un secolo da quest'immagine, invece si riferisce all'ultima visita di Gheddafi in Italia, agosto 2010... Dopo un anno preciso, il Rais è all'ultimo giro, a breve fuggirà non si sa bene dove (Angola? Zimbabwe? Sud Africa? Venezuela?), ma poco importa, dopo 42 anni cade il regime libico... Oggi, guardando il TG2, sono stato pervaso dal quel senso di vomito misto diarrea che mi prende ogni volta che penso ai nostri governati, non solo nostrani, ma di tutti quelli occidentali... sentire il nostro penoso Ministro degli Esteri, Manichino della Standa Frattini, parlare di "Fine di un regime sanguinario" o "Ora speriamo che il Colonnello venga processato per i suoi crimini!" dopo averlo visto piantargli, solo fino a pochi mesi fa, la lingua mezzo metro su per il culo, beh... bastonare la televisione sarebbe stato poco! Ma anche lo stesso trattamento della notizia da parte del TG2 era immondo: dapprima la descrizione del fatto che l'ultima resistenza del regime è affidata al figlio minore di Gheddafi, detto il "Macellaio" per la sua sete di sangue e crudeltà... Scusate, fino al 2010 invece lo chiamavano "L'Arcangelo Gabriele", per caso? Perchè a quel tempo non se ne conosceva nemmeno l'esistenza, grazie alla nostra informazione a livello del regime libico! O la descrizione di quel minchione di Saadi, il figlio calciatore, adesso sbertucciato per il suo stile di vita bislacco, ma che non abbiamo esitato a ospitarlo qui e farlo persino giocare una manciata di minuti nel Perugia, gentile regalo della premiata ditta Gaucci- Jueventus di Moggi - Fiat, di cui i Gheddafi hanno posseduto parecchie azioni in questi anni! Ma la ciliegina era il servizio sulla carriera di Muammar, con immagini dalla gioventù fino a quando è stato riaccettato dalla comunità internazionale (vedi alla voce: pecunia non olet!), con immagini di lui con Mandela, lui con la Rice... poi un immagine in primo piano che si allarga su chi gli sta di fianco, ma si doveva essere veloci d'occhio per intravedere chi era, visto che è durata un fotogramma di un millesimo di secondo, l'immagine di Silvio Berlusconi! PATETICI! Insomma, è un vero peccato che ormai sia stato sconfitto, perchè un missile nel culo, visto il voltafaccia che gli abbiamo regalato, c'è lo saremmo proprio meritati! Ciò mi porta anche ad un'ultima, breve, riflessione... vista anche la patetica visita di Joe Biden, vice-presidente USA, in Cina la scorsa settimana, dove l'ormai ex-superpotenza, si è presentata in ginocchio alla nuova potenza economica con dichiarazioni del tipo "Tibet e Taiwan sono parte integrante della Cina, indiscutibilmente!", mi sovvengono due pensieri:

1) che per il povero Dalai Lama si presentano tempi cupi, tipo che tutte le cancellerie occidentali non lo vorrano più vedere neache in foto!

2) di quanto ci credessero anche prima di oggi alla favola della "Democrazia" e dei "Diritti Umani", i grandi difensori della libertà nel mondo, i paladini della democrazia!

PAGLIACCI!

Un gran bel film!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 4 maggio 2011


Ieri sera parlavo de "Il braccio violento della legge", oggi invece mi occupo di un film più recente, ma non meno avvincente: "La morte di Osama Bin Laden", realizzato da un valido gruppo di registi di scuola CIA!

Antefatto: un Presidente degli Stati Uniti, che qualche burlone ha pure voluto insignire con il Premio Nobel per la Pace, si trova in difficoltà... tra un annetto ha le elezioni e, nonostante nel campo avverso scarseggino rivali credibili, i sondaggi lo vedono in forte calo di popolarità...

Il Cattivo: il maggior terrorista internazionale, un saudita, da dieci anni è uccel di bosco, tranne rari casi di video con generiche minacce... ha realizzato l'attentato terroristico più mostruoso della storia, ma era socio in affari con la famiglia dell'allora Presidente degli Stati Uniti, nonchè loro prezioso alleato contro i Sovietici in Afghanistan dal 1979 al 1988... il soggetto vuole ormai ritirarsi a vita privata, stanco di essere inseguito in ogni dove...

Il Fatto: viene trovato in Pakistan, ucciso e gli fanno un bel funeralone islamico (tipo "Amici miei") marittimo, su di una portaerei americana, a quel punto il Presidente annuncia trionfante la sua morte, e tutti vissero felici contenti...

Il lato comico del film: dopo una prima foto tarocca, escono mille supposizioni (era armato, non era armato, si è fatto scudo con la moglie, non si è fatto scudo con la moglie, l'ha ucciso una sua guardia, non l'ha ucciso una sua guardia, hanno partecipato i pakistani, no, dei pakistani non ci fidiamo, ci sono le foto, non ci sono le foto, c'è un video, non c'è un video), i tromboni di tutti il mondo si uniscono nelle loro inutili analisi, che si solito, non ne azzeccano una e tutti.. vissero come? Nel dubbio, nel terrore, o nel sospetto che per l'ennesima volta qualcuno ci prenda per il culo?!?!?!? 

Epilogo: forse, in un futuro non lontano, entrerà in scena un altro cattivo (ma per qualcuno è un buono), che svelerà che cazzo è successo: si chiama Assange ed ha un sito internet, Wikileaks! Forse, a quel punto, si dirarerà la nebbia... se sarà ancora vivo!!!!

Non male, eh? Secondo me agli Oscar 2012 farà incetta di nomination e premi!



Nella foto: una delle prime immagini del kolossal: l'attore protagonista (probabile Oscar come miglior interprete principale) segue nella Situation Room "Il Blitz" insieme a quella grandissima cornuta del suo Segretario di Stato... notate il pathos!

P.S.: il film è un libero remake di "Wag the Dog" (in Italia "Sesso e Potere") film del 1997 di Barry Levinson con Robert De Niro e Dustin Hoffman... non so se qualcuno di voi lo ricorda... parlava di una finta guerra con l'Albania, creata ad arte e televisivamente, per coprire uno scandalo sessuale del Presidente USA... dov'è la fiction e dov'è la verità? Chi lo sa!!!!!

Ammazza che culo gli hanno fatto!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 2 maggio 2011




Nella foto (falsa, come ammesso dalla TV pachistana che l'ha pubblicata per prima): Osama Bin Laden stecchito... direi che forse gli hanno fatto anche un bel paio di occhiali da sole prima di seccarlo!!!!!

Onestamente sono rimasto sorpreso, pensavo fosse già morto da tempo e che venisse utilizzato solo come spauracchio... Certo, prenderlo vivo sarebbe stata, a mio parere, una vittoria doppia per l'intelligence americana. Ma c'è un problema: i vivi parlano, i morti no! Meglio così, per qualche ex-presidente degli Stati Uniti di origine texana...

Ora rimane il mistero del Mullah Omar, che con il suo Garelli scorazza sempre libero non si sa dove, facendo pure le penne!



Nella foto: il Mullah Omar festeggia a modo suo la morte di Bin Laden: da oggi è lui il ricercato numero uno al mondo!!!!

Il Cretino che gioca al Soldatino...
post pubblicato in Politica , il 11 ottobre 2010


Me l'immagino La Russa, da bambino, che schierava le sue truppe di soldatini di piombo sul pavimento di casa, sognando imprese militari in terre lontane, sogni portati avanti nella sua gioventù fascista... Quindi, quando è stato nominato Ministro della Difesa, dev'essere stato il coronamento del sogno di ogni destrorso "Dio, Patria, Famiglia" al quale si ispira il prode Ignazio (che non so nemmeno se ha fatto la leva...)! Ora, dopo l'ennesimo, inutile massacro di soldati italiani in Afghanistan, se ne salta fuori con una specie di "Bombardiamoli senza pietà!"... Tolta la strategia militare, di cui non mi frega assolutamente UN CAZZO, i miei dubbi sono sul finanziamento di queste azioni di GUERRA... Già, perchè con questa proposta, cade per l'ennesima volta il velo sulla stronzatona della "Missione di Pace" o "Umanitaria", perchè siamo in guerra, e i nostri alleati ci chiedono di combattere una guerra, cioè una cosa che la Costituzione del nostro paese dice che "Ripudiamo!"... Quindi, in un momento in cui tagliamo tutto, ma in particolare le basi di uno stato civile, cioè scuola e sanità, continuamo (perchè lo stavamo già facendo nel silenzio generale) a spendere in inutili armamenti e, tornando all'istruzione, nei corsi paramilitari delle scuole lombarde, ma si sa, caro La Russa, "Libro e moschetto, fascista perfetto",  e, diciamocelo (alla Ignazio!), non vedevi l'ora di tornare ai bei vecchi tempi dei Balilla!
VIA L'ITALIA DALL'AFGHANISTAN, BASTA GUERRE!!!!!!!!!

 
Nella foto: Il Cretino che gioca al Soldatino del titolo, a cui va aggiunto l'altro cretino, forse PIU' cretino, di Piero Fassino, che soffre anche di dimagrimento alla massa celebrale e mostra interesse per i deliri del Gerarca berlusconiano!

Alessandro Romani, 36 anni...
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 17 settembre 2010


... è l'ennesima, evitabile, vittima italiana dell'inutile conflitto afghano... Ora ci tocchera sentire le solite quattro cazzate retoriche del Ministro della Difesa e dei vari politici sui "Nostri ragazzi"; "Eroe italiano"; "Missione di Pace" e/o "Missione Umanitaria", vuote parole che non vogliono dire un beneamato CAZZO! Alessandro, non è colpa tua, tu sapevi, con il mestiere che ti eri scelto, che poteva succedere qualcosa del genere in Afghanistan... e colpa di chi vi ha mandato al macello senza motivo! Sei l'ennesima vittima sul lavoro in Italia, anche se nel tuo mestiere, come dicevo, la morte aleggia sempre, mentre ci sono altri padri di famiglia che escono di casa per andare in cantieri o fabbriche e magari muoiono, lì dove non dovrebbe accadere MAI! Ma non voglio essere anch'io retorico, ti saluto, Alessandro, senza troppo inutili giri di parole... BASTA GUERRA, VIA DALL'AFGHANISTAN OCCUPATO!

Ridi ridi... che la mamma batte sul marciapiede!

Trova le differenze...
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 10 settembre 2010


Oggi mi voglio dedicare ad un pò di sana enigmistica:

Scova le differenze tra:



Il Reverendo Terry Jones, l'uomo che vorrebbe bruciare il Corano in memoria dell'11 settembre 2001

e...



Mahmud Ahmadinejad, Presidente dell'Iran, noto per le sue sparate antisemite e integraliste...

Provate anche voi a trovare che differenza c'è tra questi due coglioni da cineteca!

Sul tema Terry Jones, riporto un articoletto molto interessante del Prof. Gennaro Carotenuto, docente di Storia Contemporanea all'Università di Macerata...

da www.gennarocarotenuto.it

Il Pastore Terry Jones: un esempio di disinformazione

Il messaggio che tracima dai media è che il talebano protestante, Reverendo Terry Jones, che per domani ha organizzato un bel rogo di libri, in particolare del Corano, è inopportuno e al massimo pericoloso ma testimonia a suo modo la grandezza degli Stati Uniti, paese dove tutti darebbero la vita per permettere al pastore di esercitare il suo diritto di seminare odio.

Inopportuno e pericolo non perché nazista come Hitler il 10 maggio del 1933, ma inopportuno e pericoloso perché fomenta la reazione delle orde islamiche che ci circondano pronte a sgozzarci.

Se domani qualcuno a Ramallah o Kandahar brucerà una bandiera statunitense in risposta al rogo di Jones, quella sarà la vera offesa e il vero pericolo. Forse perché gli afgani o i palestinesi non sono benedetti dal generoso ombrello della Costituzione statunitense e pertanto non hanno diritto a fare quel che a Jones va garantito.

Al massimo potremmo dire, come Giulio Andreotti per Giorgio Ambrosoli, che Jones se l’è cercata.

Il secondo messaggio che oggi arriva dai media è accettare il gioco lurido di Jones che collega il suo rogo con la costruzione del centro islamico a New York. Si eclissa così l’essenza del messaggio d’odio lanciato dal fondamentalismo protestante, se ne eclissa il carattere ricattatorio, che invece andrebbe denunciato come criminale e si fa il gioco del reverendo: bruciare il Corano e costruire un centro di cultura sarebbero due provocazioni uguali e contrarie.

Non è dunque, vogliono convincerci, il millenarismo razzista del destino manifesto alla base dei culti protestanti a fare di questa religione una religione d’odio ma è la costruzione di un centro religioso islamico a provocare.

Quindi se per il rogo di domani (una marachella da difendere in omaggio alla Costituzione americana) ci saranno violenze e forse vittime a Quetta o a Kerbala esimiamo l’iniziativa di Jones anche del carattere di provocazione. La vera provocazione è islamica e offende i nostri morti dell’11 settembre.

Forse il mondo nel quale viviamo è dei Glenn Beck, dei Roberto Calderoli e dei Terry Jones. Ma lo distruggeranno.

Crimine
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 8 settembre 2010


 
La guerra. Un crimine. Anche se "Santa". Anche se "Giusta". Ma esistono guerre "Sante" e "Giuste"? Sentendo palle di merda come Giuliano Ferrara, si. Sicuramente lo pensavano (mentendo) George W. Bush e Tony Blair, quando scatenavano le guerre in Afghanistan e Irak. Dopo quasi 10 anni dall'inizio di questa follia, iniziata con l'altrettanto folle attentato dell'11 settembre 2001, si può finalmente analizzare nella giusta ottica tutto questo schifo. Cioè che Bush Jr e Blair verranno ricorderdati per quello che sono stati: due criminali di guerra. Lo dimostra la contestazione violenta che ha subito l'ex primo ministro inglese in Irlanda pochi giorni fa (e nessuno ha parlato di "Squadrismo") dov'era atteso a presentare il suo cazzo di libro di merda, da criminale di guerra e da distruttore della sinistra europea, anche se qualcuno in Italia lo vede ancora come un "faro". Lo dimostra il fatto che gli Stati Uniti vogliono dimenticare i loro peggiori 8 anni di storia, la presidenza del texano imbecille, peggiori degli anni di Nixon (che nonostante fosse un bugiardo e mascalzone, aveva governato meglio!), peggio degli anni di Reagan, il fautore della lunga notte neoliberale del mondo, che tanta miseria e morte ha portato nel sud del mondo, peggio di Clinton e della sua altrettanto criminale guerra in Kosovo (di cui siamo stati complici, come delle guerre al terrorismo)... Insomma, finalmente si scopre il velo di menzogne, di morti inutili che queste guerre, che con il terrorismo e la "civiltà", non hanno avuto niente a che fare, perchè combattute solo per meri motivi economici! Alla Mosta del Cinema di Venezia, la giornalista Monica Maggioni, che non amo particolarmente perchè ancora in forza al TG1 di Minzolini e che ai tempi era inviata "embedded", ovvero autorizzata al seguito delle truppe, quindi piuttosto "edulcorata",  trova finalmente un pò di coraggio e racconta in un documentario quello che allora non poteva (o non voleva?) raccontare  su gli anni tristi della guerra irachena. Drammatici non solo per una popolazione massacrata, ma pure per i soldati USA. Una generazione letteralmente spazzata via, formata per lo più da minoranze etniche e poveracci, ma anche da ragazzi che credevano in quella divisa, e che sta portando molti a tentare (e riuscire) il suicidio, tornati a casa loro. Come la generazione del Vietnam, l'America manda i suoi migliori giovani al macello senza dirgli nemmeno grazie, e senza dargli un briciolo di assistenza dopo i drammi vissuti, sepolti dalla retorica dei "nostri eroi" e "nostri ragazzi al fronte", macinati da un meccanismo politico-economico a cui non frega un CAZZO di loro! Vi riporto l'articolo del Manifesto che parla del protagonista del documentario della Maggioni...

da www.ilmanifesto.it

APERTURA   |  
di Antonello Catacchio
Spettri DI GUERRA
I veterani non riescono a riadattarsi. Tra loro, 950 tentativi di suicidio ogni mese. Un documentario racconta la quotidianità di questi uomini segnati per sempre da un conflitto di cui non hanno capito il senso
Il 26 aprile di quest'anno Army Times, periodico dell'Esercito americano ha fornito questi dati: tra i soldati in cura nelle strutture del ministero per i veterani ci sono 950 tentativi di suicidio ogni mese e nel 2009 il numero dei militari suicidi ha superato quello dei soldati morti in guerra.
La struttura che dovrebbe farsi carico dei problemi psicologici dei soldati che tornano dalla guerra in Afghanistan o in Iraq è il Ward54, il braccio psichiatrico del Walter Reed, l'ospedale che si fa carico dei veterani a Washington. Negli altri reparti i feriti, i mutilati, qui invece quasi un braccio fantasma, perché lì non si entra. L'esercito non ama far vedere che molti, troppi, non hanno retto psicologicamente. Anche perché dovrebbe risarcirli. Ecco allora che il Ptsd, il termine che definisce un «Disturbo post-traumatico da stress» viene praticamente bandito. Utilizzando cavilli burocratici, anche se hanno terminato la ferma, alcuni vengono rimandati nelle zone operative, chi ha tentato il suicidio viene cacciato dall'esercito con disonore (e senza soldi). E dietro questi suicidi, tentati o riusciti, ci sono storie di persone che Monica Maggioni, giornalista del Tg1, ha voluto raccontare nel documentario Ward54, presentato a Venezia nell'ambito del Controcampo italiano, seppure in modo semiclandestino (una sola proiezione pubblica in una saletta da 150 posti).
La storia segue le vicende di alcuni veterani che hanno tentato il suicidio. In particolare quella di Kristofer Goldsmith. Kris è andato in Iraq, il suo compito era quello di fotografare e classificare i cadaveri iracheni. Un giorno però l'orrore di una fossa comune fa scattare qualcosa da cui non riesce a liberarsi. Ritorna in patria e la prima cosa che fa è entrare in un negozio di liquori e prendersi litri di whisky. Per un paio di mesi beve a dismisura «prima di allora avevo bevuto cinque o sei volte», afferma. È chiaramente malato, ma l'esercito non ci sta, lo vuole rimandare in Iraq. Lui allora il Memorial Day tenta di suicidarsi. E l'esercito lo congeda. Con disonore.
Kris è a Venezia per accompagnare il film, a sua volta accompagnato dalla sua ragazza «non mi sentirei a mio agio senza di lei, questa è la prima volta che vengo in Italia, gli unici miei contatti con l'Europa sinora erano stati un aeroporto in Germania e uno a Dublino». Ma questa è l'unica nota leggera in un contesto durissimo dove appaiono immagini crude. Alcune, quelle delle fosse comuni, sono state riprese proprio da Kris, altre dalla troupe di Monica Maggioni che ha inquadrato prigionieri iracheni devastati dopo tre giorni abbandonati nel deserto, oppure nel Mash, l'ospedale da campo dove si vede un intervento a cuore aperto, o sulla tristissima processione di militari feriti che salgono sul 130 che li riporta in patria. Immagini che Bush non voleva far vedere ai suoi cittadini.
I soldati da inviare nella guerra bugiarda erano pescati tra le fasce più deboli della popolazione. «I giovani erano reclutati tra coloro che non avevano alternative - racconta Maggioni - ragazzini che arruolandosi speravano di raggranellare il denaro necessario per andare all'università, immigrati di seconda generazione che arruolandosi ottenevano la cittadinanza, addirittura persone condannate per reati minori che così avevano qualche sconto di pena». Poi però dovevano confrontarsi con una guerra odiosa. Così viene spontaneo chiedere a Kris perché lui, di Long Island, quindi vicino a New York, si sia arruolato, soprattutto in un periodo di guerra. «Fin da bambino sognavo di entrare nell'esercito. Mi piacevano le mimetiche, collezionavo mostrine militari, ero affascinato dalle divise. Sognavo di fare la carriera militare sino in fondo, diventando alla fine ufficiale. Mentre ero al liceo ci fu l'11 settembre. A quel punto al sogno di una vita si abbinava un nemico concreto. Alla fine del 2003 mi sono arruolato. All'epoca la guerra era quella in Afghanistan. L'Iraq doveva essere una guerra lampo. Poi l'Afghanistan è stato dimenticato e l'Iraq è stato quel che è stato».
E allora viene da chiedergli quale sia oggi la sua percezione del nemico che aveva visto concretamente. «Questo argomento di chi sia il nemico è un pensiero costante per me. Più imparo, conosco, cerco di comprendere e analizzare, più cambia il mio punto di vista. Da ragazzo, il primo anno in cui mi sono arruolato, mi avevano insegnato che iracheni e afghani erano tutti jihadisti, erano nostri nemici perché avevano come unico obiettivo uccidere americani . Avevamo allora un presidente che ci diceva queste cose, affermando che loro odiavano la nostra libertà. Ora mi sembra sciocco. La guerra fu fatta col pretesto di cercare armi di distruzione di massa che avrebbero potuto distruggere le città americane, anche se la scusa era Libertà in Iraq. Poi vidi Bush che scherzava su queste cose, fingendo di cercare le armi di distruzione di massa sotto la sedia, nello studio ovale. Lì ho cominciato a aprire gli occhi. Mentre tanti al fronte soffrivano, cominciavo a trovare spaventoso quel che diceva».
Kris ha dovuto abbandonare il suo sogno infantile di diventare ufficiale, poi anche quello più modesto di andare all'università con i soldi dell'esercito che non gli riconosce alcuna malattia. Lui non rinnega la sua storia militare, anzi vuole che gli venga riconosciuta. «In prima istanza, ho ricevuto un rifiuto alla mia richiesta; voglio riaprire il caso, l'esercito non può ignorare queste cose, alcuni miei amici sono finiti in galera per avere tentato il suicidio».
La Ptsd è una sorta di insormontabile senso di colpa per quel che si è visto e fatto in guerra e uno dei momenti emotivamente più forti del documentario è la visita di Kris ai genitori di Jeffrey Lucey. Giovanissimo, Jeffrey aveva firmato per arruolarsi contro il parere di mamma. Poi era stato addestrato per partire prima ancora dell'invasione. L'impatto con l'Iraq, a Nassiriya è devastante. Quando si trova di fronte due giovani della sua stessa età, disarmati, Jeffrey esita. Qualcuno invece lo spinge a tirare il grilletto. Spara. Davanti a lui due cadaveri. Jeffrey prende le loro piastrine e non le mollerà più. Quando rientra a casa è devastato, la sua idea fissa è il suicidio, addirittura gli capita di chiedere al padre di tenerlo sulle ginocchia. Una sera il babbo vede la luce accesa in veranda, apre la porta, lungo le scale vede delle fotografie, disposte con attenzione, scende gli scalini, cammina ancora, vede suo figlio, sembra in piedi, invece ha qualcosa intorno al collo. Si è impiccato. Il padre lo solleva e lo tiene in braccio. Per l'ultima volta.
Il prezzo pagato dagli iracheni per la guerra criminale voluta da Bush e co. è spaventoso, ma c'è anche un conto da saldare nei confronti di chi, per ingenuità o ignoranza, ha creduto in buona fede di combattere per la libertà e la giustizia e si è ritrovato privato proprio di libertà e giustizia.

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