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"STATE PER ENTRARE IN TERRITORIO ZAPATISTA RIBELLE, QUI IL POPOLO COMANDA E IL GOVERNO OBBEDISCE!"
Domande retoriche...
post pubblicato in Politica , il 16 ottobre 2011


Maroni: "A Roma criminali infiltrati!"

Proprio vero, Bobo, quando hai ragione hai ragione! Io lo direi proprio al Ministro degli Interni: "ma che cazzo fate la dentro invece di prevenire? Vi fate le seghe???" Vero Bobo? Dai diciamolo al Ministro degli Interni! A proposito, Bobo, ma chi è? Ah già... sei tu! Allora, che cazzo avete combinato? Capisco, Bobo, a te, ai tuoi sgherri e alleati conveniva che succedesse un bel casino, peccato che non ci sia stato anche il morto... così avrebbe coperto tutto lo schifo e lo scempio che state combinando in questo paese.... ma ci stanno già pensando i vostri prezzolati a sputare merda a cazzo di cane, l'unico cosa che sanno fare!

Incazzati di tutto il mondo, uniamoci!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 14 ottobre 2011




Era maggio, ero a Madrid(http://disinformazia.ilcannocchiale.it/2011/05/23/5_giorni_da_indignados.html), ero in quella piazza nella foto, mentre stava iniziando la rivolta degli "Indignados"... rimasi subito affascinato ed entusiasta di quel movimento di giovani che si ribellava alla crisi spagnola, al modello economico mondiale, alla dittatura delle banche e del debito... ma allora non pensavo (ma in cuor mio, lo speravo, si!) che questa sana e giusta incazzatura si sarebbe sparsa a macchia d'olio anche oltre i confini spagnoli, fino ad arrivare da noi, in quasi tutta l'Europa, in Israele e fino negli USA, con i fantastici ragazzi di OccupyWallStreet! Ora, domani, ci sarà una manifestazione planetaria, in parecchie capitali si troveranno tantissimi giovani per chiedere che il futuro non ci riservi ancora ingiustizie, speculazioni ma, soprattutto, questo cazzo di modello economico disumano, ormai alla frutta! SONO CON VOI, CI SIAMO TUTTI!
E speriamo che il 15 ottobre 2011 passi alla storia come data, quella dell'inizio di un vero cambiamento! SPERIAMOCI.... CREDIAMOCI!!!!! 

Non vi dimentico, companeros Indignados!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 1 giugno 2011


Vi riporto due articoli (che, ovviamente, provengono dal Manifesto, uno dei pochi giornali che si interessa del fenomeno...) riguardanti aggiornamenti sul movimento spagnolo degli Indignados, di cui vi ho parlato nei giorni scorsi, dopo l'esperienza madrilena... Parlano del movimento nelle due principali città spagnole, Madrid e Barcellona... In quest'ultima, come già detto, venerdì scorso c'è stata un violento scontro causa finale di Champions League, poi stravinta dal Barcellona. La cosa che mi fa piacere del dopo finale e dopo repressione è che i ragazzi sono tornati in massa a Plaza Catalunya, fregandosene altamente del trionfo di Messi & C., facendo capire che è finito, almeno in Spagna, il tempo delle "Armi di distrazione di massa", come il calcio e affini! Ecco, nonostante l'ottimismo che mi hanno regalato i trionfi di Pisapia e De Magistris, non sono ancora sicuro che in Italia, se durante un mezza rivolta popolare l'Italia vincesse i Mondiali, la gente continuerebbe a protestare e combattere! Tra l'altro abbiamo ancora vivo l'esempio della mancata rivoluzione dopo l'attentato a Togliatti nel 1948, saltata perchè Bartali vinse una tappa del Tour de France! E allora la gente l'impegno politico lo viveva piuttosto intensamente...  A Madrid invece si registrano le proteste dei commerciati e albergatori adiacenti alla Puerta del Sol, che denunciano un calo degli affari vistoso da quando gli Indignados si sono accampati nella piazza madrilena... Mi sembra una solenne cazzata, probabilmente i commercianti sono stati imbeccati da qualcuno, in quei giorni che sono stato a Madrid, c'erano un sacco di gente negli esercizi della zona... se hanno dei problemi, non credo che la causa siano gli Indignados, penso che invece derivino dalla crisi economica del paese... o mi sbaglio?!?!?!? Infine, l'analisi politica secondo cui il PSOE di Zapatero avrebbe perso le elezioni per colpa degli Indignados... cazzata colossale! E per dimostrarlo torno a casa nostra... Lo scorso anno Mercedes Bresso incolpò il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo (breve nota, anche se sono un estimatore di Grillo, non condivido quasi nulla della sua analisi del voto di lunedì!) della sua sconfitta alle Regionali in Piemonte... Se fosse stato così, allora pure Pisapia e De Magistris (che avevano entrambi contro una lista di "grillini" al primo turno) avrebbero perso le comunali!!!!! Questi soloni, spagnoli e italiani, devono capire che se perdono è solo per demerito loro, e non per colpa di altri soggetti terzi! Facile scaricare le proprie cazzate sugli altri!!!!! Vi lascio i due articolo, buona lettura e ... SIEMPRE INDIGNADOS!

da www.ilmanifesto.it

ARTICOLO di Gianni Proiettis BARCELLONA
Neanche il mitico Barça smuove gli indignados
Il 15-M respinge l'accusa di essere responsabile della disfatta di Zapatero nelle elezioni del 22 Cinquantamila firme per chiedere che sia rimosso l'assessore che ha ordinato la carica della polizia

 

BARCELLONA
Dopo il brutale sgombero effettuato venerdì mattina dai Mossos d'Esquadra - i celerini catalani - a Plaza Catalunya, il movimento degli indignados, che stava discutendo se abbandonare la piazza per decentrarsi nei quartieri, si è rafforzato e radicato. Nel senso che, a questo punto, la piazza non si molla. Ieri sera l'assemblea doveva decidere fino a quando.
Già la sera di venerdì, il chilometro zero barcellonese pullulava di gente. La rituale assemblea generale delle ore venti, frequentatissima, accantonava due proposte di minoranza e decideva per consenso di rimanere in acampada anche durante e dopo la finale della Champions League, l'attesissima partita Manchester-Barcelona di sabato, poi stravinta dai blau-grana.
Vicino a un cartello con scritto «Gracias Felip Puig», (il conseller de interior catalano, responsabile dell'ordine pubblico, «ci hai fatti aumentare di numero e di forza», se ne leggeva un altro che suonava così: «Cambio la Champions con una democracia real». Fino a poco prima si discuteva se lasciar montare il maxischermo sulla piazza per celebrare anche lì la quarta coppa europea del Barca (poi è stato collocato all'Arc de Triomf).
Ringraziato ironicamente nei cartelli della piazza, il super-poliziotto catalano Felip Puig ha già provocato 50mila firme che chiedono la sua destituzione immediata per aver ordinato un pestaggio immotivato e brutale nonché un esproprio totalmente illegale di tutto quello che nella piazza capitava a portata di mano dei Mossos, dal materiale da cucina ai computer.
Il movimento 15-M accampato da due settimane nelle piazze spagnole, «pieno di entusiasmo» secondo lo scrittore Eduardo Galeano, «allegria dell'inatteso» per l'attivista 84enne Agustín García Calvo, le sue decisioni sul futuro delle acampadas le aveva già prese da tempo: apparente smobilitazione dopo le elezioni di domenica 22 per decentrarsi a livello dei quartieri, contagiando il resto della cittadinanza con le nuove idee e il gusto di discuterle. Perché se si volesse dare un solo merito alla pacifica sommossa spagnola, non si potrebbe negarle quello di aver riacceso il gusto dell'assemblea, la voglia di ascoltare e comunicare.
I primi giorni predominavano gli interventi in catalano - una lingua che è anche una rivendicazione identitaria - ma poi le richieste dei partecipanti che chiedevano l'uso dello spagnolo come lingua franca sono state accolte, ammainando forse un vessillo d'orgoglio ma aprendo le porte all'internazionalismo.
E' rincuorante veder tracciare nell'aria, un intervento dopo l'altro, l'architettura di un mondo nuovo, degno quanto meno di essere sperimentato. Ed è impressionante la competenza dei partecipanti che, con discorsi ben argomentati, fanno proposte, soprattutto nel campo dell'economia, strabilianti eppure praticabilissime.
Come utilizzare la tassa Tobin, come formare banche popolari di mutuo soccorso, da dove cominciare per costruire un'economia basata sulla solidarietà anziché sul profitto, come finanziare progetti di autoimpiego sono argomenti che finiscono per formare il breviario di una nuova società. E se si percepiscono a volte dei déjà vu, quello che importa è la ricombinazione degli elementi. Qualunque futuro capolavoro letterario non sarà sempre scritto con le solite 25 lettere?
A livello organizzativo, gli indignados catalani hanno superato se stessi: la commissione cucina ha sfamato migliaia di persone non con i soliti papponi da mensa dei poveri ma con prodezze culinarie sfornate da professionisti del catering; la commissione giuridica è stata talmente visitata - e non solo per denunce all'autorità - che ha dovuto fare un comunicato in cui si pregava di non chiedere consulenze per i divorzi, perché non c'era il tempo; la commissione salute sconsigliava birra e alcolici ma senza proibirli; la commissione nettezza urbana ha fatto un lavoro encomiabile, evidenziando il cinismo delle forze dell'ordine, che hanno definito lo sgombero di venerdì «un'operazione di pulizia»; la commissione di rispetto è stata attenta a non inimicarsi i commercianti della zona, come è successo a Madrid.
La acampada di Plaza Catalunya durante il giorno ha l'aspetto di un grande sit-in. Dalle Ramblas, che sfociano sulla piazza, arrivano gruppi di turisti e curiosi. Anche se la densità degli indignados seduti per terra è pari a quella della selva amazzonica, ci sono dei corridoi di evacuazione per spostarsi da un lato all'altro della piazza.
«La plaza es del pueblo», «Vuestra violencia es nuestra legitimidad», «Con causa ma senza casa», «Non metteremo i nostri sogni nelle vostre urne», «Se non ci lasciate sognare non vi lasceremo dormire», alcuni fra i cartelli più fotografati.
Ma quali sono le maggiori rivendicazioni di questo movimento, giovanile ma non solo, che si vale delle esperienze di tanti movimenti anteriori e le porta un passo avanti, con allegra fermezza? Intanto, un rifiuto del sistema dei partiti, del bipolarismo alla spagnola, della legge elettorale in vigore. La richiesta di un nuovo sistema proporzionale è diretta a favorire il pluralismo e l'equità. Poi, una ferma volontà di smantellare un sistema finanziario e bancario ormai visto (e sentito) come parassitario. E ancora proposte sulla gestione dei beni comuni, sull'amministrazione cittadina partecipativa, sul rifiorire dei mercati locali, sull'alt alle multinazionali e perfino sull'istituzione di una moneta-bonus per scambiare beni e servizi all'interno della propria comunità. Il coinvolgimento dei quartieri nella discussione, sentito come un incendio che divamperà nella steppa, è la consegna delle ultime assemblee. Per approvare una mozione, gli indignados agitano le mani in alto con le dita aperte, simulando il volo di uno stormo di uccellini.
Gli storici e i cronisti dei movimenti stanno già analizzando e tracciando similitudini - quei punti di riferimento che cerchiamo come bussole - fra quello che succede in questi giorni in Plaza Catalunya (la nascita di una rivoluzione, un esperimento avanzato di democrazia diretta, la formulazione di un nuovo patto sociale, una pirotecnica assemblea permanente?) e altri movimenti apparsi in questi ultimi decenni.
Spontaneo e inatteso come il '68 parigino, senza paura come la lotta dura del '77 italiano, creativo e critico come gli hausbesetzer berlinesi degli anni '80, propositivo e organizzato come lo zapatismo ciapaneco, pacifista e civilizzato come il movimento cittadino che occupò per 50 giorni il centro di Città del Messico nel 2006 per impedire il furto della presidenza e «non lasciò neanche un vetro rotto», il 15-M iberico, che agita come un vento di rinnovamento tutte le piazze di Spagna, è certo il prodotto del crollo di un benessere fittizio che è esploso come una bolla di sapone nelle mani di Rodriguez Zapatero e del Psoe.
Dopo le elezioni amministrative del 22 maggio, mentre la destra e il Partido popular credono di essere stati premiati dalle urne, invocano elezioni anticipate, forti di un quasi 10% di voti in più, e non si vogliono rendere conto che si è trattato di un voto di castigo contro il Psoe. Il movimento rifiuta ogni responsabilità nel crollo socialista. Gli indignados, ricordano, non hanno dato indicazione di voto, né di astensione, né di scheda bianca. Invece di cercare colpevoli per la sconfitta della «sinistra», rispolverano il vecchio adagio: chi è causa del suo mal...


TAGLIO MEDIO

PUERTA DEL SOL
Perplessi gli indignati (che fare?) Inferociti i commercianti

 

Si fa pesante l'aria intorno alla Puerta del sol, la centralissima piazza madrilena dove da 17 giorni ieri il 15-M, il movimento degli indignados, ha piazzato il suo accampamento (foto Reuters). Domenica l'assemblea ha deciso di continuare la «acampada» provocando l'esasperazione dei commercianti e albergatori della zona. Ieri sera era allo studio l'idea di ristrutturare l'accampamento che per alcuni degli indignati «si è convertito in un ostello». La sezione madrilena della Confindustria aspettava fino a ieri per capire se la «delegada de gobierno» Dolores Carrion (una sorta di prefetto presso le Comunità autonome regionali), fosse riuscita a trovare una soluzione, altrimenti, in assenza di «una sorpresa» (uno sgombero alle brutte tipo Barcellona) o della fine dell'accampamento, ha annunciato per oggi il ricorso alla magistratura con la presentazione di una denuncia «per danni». Gli indignatissimi commercianti sostengono di aver patito, in queste due settimane, una caduta del 70% del loro fatturato abituale e gli albergatori del 30-40% (ma le cifre sono smentite dagli indignati della piazza che parlano solo di «una minoranza» di commercianti in rivolta e contestano che alcuni grazie al «movimento» hanno aumentato gli affari «del 200%»). Ieri la delegata Carrion doveva incontrare gli indignati. Se lei ribadisce (come già il ministro degli interni Rubalcaba domenica) la necessità di muoversi «con molta prudenza», «con senso della responsabilità e delle proporzioni», specie dopo il brutale e immotivato intervento della polizia catalana mandata a sgomberare la Plaza Catalunya di Barcellona (che a parte le critiche alla Generalitat ha avuto l'effetto contrario di provocare un ritorno di fiamma del 15-M), i commercianti non ci sentono: esigono il ritorno della «legalità» (figurarsi) e che il governo «si muova e faccia qualcosa».
Il che fare senza che il movimento «Democracia real ya» si sfarini per consunzione (come spera il governo...) non è facile da decidere. Lunedì ha annunciato di voler organizzare per il 15 ottobre manifestazioni in tutto il mondo. Intanto, per il 19 giugno a Madrid sono previste diverse manifestazioni che dai vari quartieri confluiranno verso il Congresso dei deputati per chiedere una nuova legge elettorale di tipo proproporzionale che elimini il monopolio dei due principali partiti, il Psoe e il Pp. Non è la rivoluzione ma sarebbe già qualcosa, per cominciare.


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Giù le mani dagli Indignados!!!!!!!!!!!!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 28 maggio 2011



A Barcellona, con la scusa della finale di Champions (spero che vinca il Manchester, sempre pensato che il Barcellona sia una squadra di stronzi!), la Polizia al servizio dello sputtanato Zapatero, spara proiettili di gomma agli inermi Indignados... VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA!!!!! INDIGNADOS, SIEMPRE! 

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5 giorni da "Indignados"!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 23 maggio 2011


Torno al blog dopo una breve assenza dovuta ad un bel viaggio in quel di Madrid... essendo una specie di calamita per gli avvenimenti politici dei paesi in cui ho viaggiato (in Messico ero in uno stato sotto elezioni, in Venezuela, nel 2006, era in pieno svolgimento la campagna elettorale che si concluse con la rielezione di Chàvez, mentre a Cuba, nel 2009, ricorreva il cinquantenario della Revolucion...), mi sono trovato nel bel mezzo, e proprio all'inizio, della ormai famosa manifestazione spontanea degli "Indignados"... Martedì scorso, io e i miei compagni d'avventura, ci trovavamo in mezzo ad un mare di gente, tutti giovani e giovanissimi, che pacificamente si erano assembrati alla Puerta del Sol, circondati da parecchi poliziotti... Ho chiesto al mio amico Luca, che ci ospitava a Madrid dove vive da ottobre, di cosa si trattasse, e mi ha spiegato che era un movimento spontaneo di ragazzi spagnoli che, tramite internet e i social network, si erano dati tutti appuntamento in quel posto per dire: "Siamo indignati, la classe politica spagnola ci fa schifo tutta, questa spaventosa crisi economica che attanaglia il paese non la dobbiamo pagare solo noi!"... Vi ricorda qualcosa???? Ma andiamo avanti, ammirato lo spettacolo che regalavano quei numerosi ragazzi, che si accamparono nella piazza, continuammo il nostro giro per le strade del meraviglioso centro della capitale spagnola.... Nei giorni successivi però l'onda creata da quei ragazzi è cresciuta di giorno in giorno, ed anche le televisioni spagnole hanno iniziato a seguire con maggior attenzione il fenomeno... Quasi ogni giorno siamo passati da quella straordinaria piazza, e ogni volta vedevamo che il numero di ragazzi, allegri, pacifici ma giustamente arrabbiati, aumentava a dismisura, e lì ho capito alcune cose... Ho capito che troppe volte la sinistra italiana è vissuta di falsi miti che venivano dall'estero, e che il bastonato (elettoralmente, nella amministrative di ieri) Zapataro era uno di questi... Siamo troppo disgustati dallo squallore politico del nostro paese in questi ultimi vent'anni berlusconizzati, e per questo ci gettiamo tra le braccia di idoli che, gratta gratta, si rivelano della gran fregature! E' vero, Zapatero ebbe il merito appena salito al potere di indovinare un paio di mosse "de sinistra" che ammaliarono noi poveri sinistrati italiani: il ritiro spagnolo dall'Irak in guerra per volere di Bush, e, soprattutto, le moltissime aperture in materia di diritti civili in un paese fortemente cattolico, come e più del nostro... Ma il resto? Il resto è la realtà della triste "Sinistra Riformista Europea", creata dal ben peggior idolo Tony Blair, che segue fedelmente le ricette economiche neo-liberali che sono state imposte al mondo negli ultimi 30 anni, e che hanno come diretta conseguenza la crisi economica di questi anni! Quella ricette economiche fatte di privatizzazioni selvagge e fallimentari, di liberalizzazioni indiscriminate e dannose, ma in particolare del totale svilimento del lavoro, flessibilizzato e precarizzato fino alle estreme conseguenze! E gli "Indignados" sono i figli sciagurati di quest'ultimo devastante problema, ed erano lì a dirmi: "Che cazzo ci frega di Zapatero, qui è il modello economico che dobbiamo scardinare!"... Ed infatti l'indicazione dei ragazzi per le amministrative di ieri era quello di disertare le urne, perchè non si creda che la soluzione per la Spagna sia la merdosissima destra del PP, post Franchista, vicina all'Opus Dei, fascista mascherata da moderata e pesantemente condizionata dalle orrende multinazionali spagnole, le peggiori del mondo! O vogliamo scordarci di un certo stronzo di nome Aznar, leader per anni di quel pessimo schieramento?!?!?!? E poi c'è il fattore rivoluzionario che è esploso in questi anni, quello della rete, che aggrega, fa sbocciare la democrazia dal basso, com'è stato per le rivoluzioni africane, per gli Indignados, e da noi, oltre che dal successo dei Grillini, ne è un esempio lampante la straordinaria campagna elettorale del "Mostro" Pisapia a Milano, tutta giocata sulla rete, sulla partecipazione, sulla cittadinanza attiva, e che sta tenendo testa alla possente macchina mediatica del "Partito dell'Amore" (?), con i media tradizionali tutti a novanta gradi al cospetto del Ducetto di Arcore!!!!! Quindi la sinistra italiana (pia illusione) ed europea dovrebbe capire che siamo agli sgoccioli del crollo del sistema economico degli ultimi anni (come lo fu per il comunismo) e che non può restare a guardare mentre si sgretola, tenendo pure fede a quei dettami, ma che deve contribuire ad abbattere, per creare qualcosa di nuovo per questo mondaccio infame!!!! Insomma, gli "Indignados" hanno dato forza alla mia vena di sognatore... TE AMO, MADRID!!!! VE AMO, INDIGNADOS!!!!!!


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