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"STATE PER ENTRARE IN TERRITORIO ZAPATISTA RIBELLE, QUI IL POPOLO COMANDA E IL GOVERNO OBBEDISCE!"
Mamma mia, che tristezza!
post pubblicato in Politica , il 22 novembre 2011


Sacconi (di merda): "L'oggetto del desiderio è l'UDC!"

Dio, che tristezza! Come vi siete ridotti male nel centro-destra, dopo la caduta del governo! Dalla figa a Buttiglione... bleah!

Peccato che l'UDC sia anche l'oggetto del desiderio del PD, e questo mi fa molto, molto, molto incazzare!

Vabbè volerci far morire democristiani (MAI!), ma andare ad imbarcare gente che riempe da sempre i casellari giudiziari di mezza Italia... Capisco che con Penati e il sistema Sesto, oltre che tutte le porcate "aeree" con Enac e soci, si sia fatto un passo avanti per arrivare al livello infimo in cui siamo, ma fare la corte a gente come Cesa (condannato), oltre che agli "onesti" ma squallidi Casini e Buttiglione, e ad un paritito che tra le proprie fila ha avuto gente come Cuffaro e Romano (mafia)... beh, allora godete a proprio, voi piddini, a farvi mandare affanculo dai vostri elettori!

Per non parlare degli scandali odierni legati a Finmeccanica (il vero buco nero, di merda, dell'Italia degli ultimi anni!), dove è tornato alla ribalta il reggiano Franco Bonferroni (ovviamente, UDC!), un uomo, una tangente fin dai tempi in cui era un pezzo grosso della DC emiliana!

Insomma, ma possibile che non riusciamo ad avere niente di meglio in questo infelicissimo paese del cazzo?!?!?!?!?

Un uomo, un Caltagirone (pure!), Pierferdinando Casini... ah, dimenticavo... leghiamoci anche al peggio del Vaticano, già che ci siamo, tanto...

La Cagata del Secolo!
post pubblicato in La Cagata del giorno, il 29 settembre 2011


da www.repubblica.it

Il Cavaliere alla sua festa di compleanno: "I magistrati hanno ucciso Craxi, ora l'obiettivo sono io".

Nella foto: Silvio e Bettino ai tempi d'oro, mentre sguazzano felici nel loro habitat naturale: la merda!

Te ne vai o no?!?!!!???
post pubblicato in Politica , il 28 settembre 2011


Parma, al 112° assessore arrestato, finalmente il Sindaco Vignali si è reso conto di avere qualche piccolo problema (oltre a qualche debituccio) e si è DIMESSO! Nella foto, i cittadini di Parma apprendono la ferale notizia con composto dolore:

 

Grazie, ladro!
post pubblicato in Politica , il 29 agosto 2011


Filippo Penati, per chi segue le vicende della sinistra milanese, non è una novità nel campo delle catastrofi! Non a caso, a Milano si è vinto quando il candidato a sindaco non era quello indicato da lui! Ora però la sua figura, inevitabilmente, getta una marea di merda su tutta la giunta Pisapia e su tutta la sinistra, che ormai ha perso di vista la "Questione Morale" di berlingueriana memoria... Ora Penati dev'essere fortemente invitato a rinunciare alla prescrizione, farsi processare e togliersi dalle palle, vista anche la sua reazione da classico politico di merda della seconda repubblica, che ad un piccolo allegerimento della posizione, ed alla prescrizione, ha commentato come se fosse stato completamente scagionato! In più, Penati ha un'altra colpa: il far parlare quella massa di stronzi del fronte opposto, che prendono la palla al balzo per sparare un pò di merda dalle loro boccuccie di rosa... Far parlare gente del cazzo come Gasparri, ad esempio! Solo per questo, Penati meriterebbe l'ergastolo! Vi lascio un articolo di Alessandro Robecchi, firma satirica (anche se c'è poco da ridere...) del Manifesto, illuminante per sapere chi è veramente Penati, personaggio lasciato per troppo tempo ad imperversare nel centro-sinistra!

da www.alessandrorobecchi.it

UNA RONDA PER PENATI

Ma il Filippo Penati di cui si parla tanto, colpevole di concussione secondo la Procura e “solo” di corruzione secondo il Gip, è lo stesso Filippo Penati che andava distribuendo lezioncine di legalità a destra e a sinistra (soprattutto a sinistra)? E’ per caso lo stesso Filippo Penati che diceva amenità tipo “Milano non è la capitale del Burundi, ma ci sono troppi rom e clandestini”? Si tratta della stessa persona? Il Filippo Penati di cui oggi il Pd discute animatamente se debba dimettersi da tutte le cariche, fare un passo indietro, rinunciare alla prescrizione in modo da essere da esempio per la diversità della sinistra di fronte alla questione morale, è per caso lo stesso Filippo Penati che un tempo faceva il presidente della Provincia di Milano e – primo gonzo in tutta Italia – sganciava 250.000 euro ai comuni che volevano organizzare le ronde? Il famoso sceriffo della sinistra che sapeva illuminare le plebi oppresse con frasi come “Basta parlare di accoglienza, i rom non sono mica i Gipsy Kings?”. Come mai il Pd vuole liberarsi di lui adesso che l’hanno beccato, mentre prima – quando sembrava un Calderoli qualunque – lo faceva crescere nelle gerarchie e nelle cariche del partito? Persino Pierferdinando Casini disse (aprile 2009): “Penati mi fa venire il latte alle ginocchia se segue la Lega sul terreno delle ronde”. Erano i tempi del decreto sicurezza, dei sindaci sceriffi. Erano i tempi del “Non si può lasciare la sicurezza alla destra!”. Tempi in cui il Pd – oggi tanto impegnato a sembrare “diverso” – si sbracciava tanto per essere “uguale”. Passati appena un paio d’anni, Penati non va in carcere perché la prescrizione per i reati di corruzione è stata dimezzata. Una specie di nemesi storica: law & order non tirano più, a far paura non sono i Rom ma la Borsa, non gli stranieri ma i banchieri, non il Burundi, ma la crisi. La stella degli sceriffi era di latta, la paura percepita era una truffa e la sinistra che si travestiva da destra una farsa orribile e vergognosa. E’ sempre antipatico dire: “Io l’avevo detto”, e allora non lo dirò. Dopotutto, Penati non è mica i Gipsy Kings!

Constatazioni...
post pubblicato in Politica , il 2 agosto 2011


da www.corriere.it

Verdini, negato l'uso delle intercettazioni

No dell'Aula alla richiesta dei pm nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti per il G8

QUI SI SPUTTANA LA GENTE» - «Sono due anni che sono massacrato, che vengo travolto da questo tritacarne mediatico e giudiziaro da cui voglio uscire velocemente». E tutto questo avviene «con danni enormi e irreparabile. Io non mi lamento ma i danni non me li ripagherà nessuno», ha detto Denis Verdini in Aula. Il deputato Pdl ha sottolineato la necessità di «rivedere le norme che regolano le intercettazioni per evitare - ha spiegato - quello che è successo a me, travolto da due anni di persecuzione». «Chiedo che qui si rifletta sulla questione delle intercettazioni - ha aggiunto Verdini - perché da troppo tempo si sta sputtanando la gente su queste cose. A me è già avvenuto e nulla di più si può fare rispetto a quello che è stato fatto se non andare ai processi se ve ne sono le condizioni, ma queste cose toccano l'anima, il cuore e le famiglie».

Ok, ok Denis.... comunque rimani una merda, tu e tutta la cricca di stronzi degli appalti G8! IN GALERA!

Nella foto: Denis Verdini camuffato per confondere l'idee ai giudici spioni!

LiberaParma!
post pubblicato in Politica , il 24 giugno 2011


Ancora mazzate per i cugini d'Oltre Enza, ma stavolta è scattata l'indignazione, e per il Sindaco Pietro Vignali - Kurt Russel stavolta sembra proprio che siamo ai titoli di coda! Una delle poche amministrazioni emiliane di centro-destra affonda in un mare di debiti, tangenti e quant'altro... Non bastava il buco milionario nel bilancio comunale, non bastava lo scandalo Bonsu che investiva i Vigili Urbani, non bastava la scandalosa lapide in memoria dei Repubblichini di Salò al cimitero comunale... Ora ci sono 11 arresti eccellenti per quella che si può chiamare la "Giardinopoli" parmigiana, ovvero appalti gonfiati e tangenti legate alla gestione dei verde pubblico, già scoppiata, in piccolo, lo scorso anno, ed oggi definitvamente esplosa, con l'arresto del Comandante della Polizia Municipale e di un uomo vicinissimo al Sindaco stesso... tantissimi parmigiani si sono presentati davanti al Comune per chiedere a gran voce le giuste dimissioni di Vignali, che dal canto suo resiste... Ma con l'elezioni previste per l'anno prossimo, è giunto il momento per il centro-sinistra di Parma di trovare il suo Pisapia e far tornare rossa la città che nel 1922 tenne testa e cacciò le squadracce fasciste di Italo Balbo, nelle famose barricate di Oltretorrente! Ora è il turno di Vignali, sindaco fighetto e falso civico (vicinissimo a Gianni Letta), che ha dimostrato il totale bluff del buon governo del centro destra parmigiano, in caduta libera dopo l'amministrazione Ubaldi... C'è sempre stata rivalità tra noi reggiani e parmigiani, ma avendo tanti amici tra le fila dei "cugini", ed essendo un città in cui ho passato serate indimenticabile, li incoraggio ad andare avanti nel chiedere che questa gentaglia vada a casa, per tornare a riprendersi la loro città!!!! Vi posto un ampia cronaca dei fatti di oggi dal Fatto Quotidiano...

da www.ilfattoquotidiano.it

Parma, 11 arresti per tangenti (video)
Rabbia della folla, cariche e lanci di monetine

Le misure di custodia cautelare, predisposte nell'ambito dell'inchiesta 'Green money', oltre a Giovanni Jacobazzi, numero uno della polizia municipale, riguardano anche Carlo Iacovini, ex direttore generale del Comune. Sotto accusa l'aggiudicazione di appalti nel settore del verde pubblico

Prima il risveglio sotto la bufera: 11 arresti per tangenti, primo della lista il comandante dei vigili urbani, tutti uomini fidati del sindaco Pietro Vignali. Nel pomeriggio la bufera che si è trasformata in un tornado: la gente è scesa in piazza, prima 200 persone, poi almeno cinquecento, per chiedere le dimissioni del sindaco Vignali, tra urla, cariche della polizia e lancio di monetine come non si vedeva dai tempi di Bettino Craxi all’Hotel Raphael. Il tutto sotto quel cielo apparentemente sereno e ovattato che è Parma.

La folla voleva entrare in Comune ed è stata respinta dagli agenti in tenuta anti sommossa. Che a un certo punto hanno iniziato a manganellare i manifestanti, nonostante siano tutte persone di una certa età e non facinorosi. La folla ha anche lanciato monetine all’ingresso del Comune. E il sindaco Vignali è ancora barricato nel suo ufficio. Che continua a ripetere: “Non sapevo niente di quello che facevano, dunque non mi dimetto”.

L’inchiesta. Società fittizie che prestavano servizi in cambio di soldi veri. Fatture gonfiate a dismisura su opere pubbliche, in cambio di favori personali nei giardini privati dei dirigenti che appaltavano i lavori. Tangenti, corruzione, vendita di informazioni e favoritismi personali. E questa è solo una parte della fitta trama di reati scoperta dall’operazione ‘Green Money’ atto secondo, condotta dalla Guardia di Finanza di Parma sotto la direzione del Pm Paola Dal Monte e curata dallo stesso procuratore Gerardo La Guardia. E che ha portato in carcere nomi eccellenti di Parma, scatenando una vera e propria bufera su comando della polizia municipale, Comune, Iren e mondo dell’imprenditoria.

Gli arrestati. Si tratta di Giovanni Maria Jacobazzi, comandante dei vigili, Carlo Iacovini, dirigente comunale nel settore del marketing e della comunicazione ed ex capo dello staff del sindaco e direttore di Infomobility, Manuele Moruzzi, del settore ambiente del Comune di Parma, Mauro Bertoli, direttore generale dell’Iren, Ernesto Balisciano, presidente di Engioi (società per azioni di cui il Comune detiene la maggioranza).

In manette anche vari imprenditori locali: il presidente e il vice della cooperativa Student work service Gian Vittorio Andreaus e Tommaso Mori, gli imprenditori Gianluca Facini, Norberto Mangiarotti, Alessandro Forni (coinvolto anche nell’inchiesta ‘Green Money’ 1 dello scorso giugno) e l’investigatore privato Giuseppe Romeo Lupacchini. Un’operazione anti corruzione non ancora conclusa, fa intendere il procuratore La Guardia: “Come avevo annunciato il mio ufficio si è concentrato contro il fenomeno della corruzione, che a Parma è molto diffuso – afferma lapidario -. Purtroppo sempre più pubblici ufficiali stanno mettendo avanti i propri interessi personali rispetto a quelli della comunità, per cui sono chiamati a lavorare”.

A che punto è l’indagine. L’inchiesta, quindi, continuerà. E non si escludono colpi di scena, dato che spicca tra la lista degli arrestati l’assenza di politici. Sugli indagati, da parte del procuratore e del comandante della Guardia di Finanza, Guido Maria Geremia, bocche cucite. Ma affermano: “La richiesta per queste misure cautelari l’abbiamo avanzata i primi di aprile – spiega La Guardia – e ci è stata concessa solo ora dopo un’attenta riflessione del gip”. Sottointeso: non finisce qui. Intanto però, 11 persone molto note a Parma sono finite nelle celle di via Burla. E le prove contro di loro sono “Ficcanti e inconfutabili” spiegano gli inquirenti: video, fotografie, intercettazioni. Tutto fa capire quanto Enìa era considerata “Una mucca da mungere” da parte dei dirigenti e degli imprenditori, che si facevano pagare con soldi pubblici lavori mai effettuati. Pagando la complicità di chi sapeva con lavori privati delle abitazioni del comandante Jacobazzi e dei dirigenti pubblici. Il tutto, per un totale di circa 500mila euro di risorse pubbliche finite nelle tasche sbagliate.

E’ il caso delle famose rose piantate sul lungo Parma. Un lavoro costato 180mila euro al settore del verde pubblico. Che però costava qualche migliaia di euro, dato che non funziona nemmeno l’impianto di irrigazione. O ancora i 70mila euro che il Comune ha pagato per degli studi realizzati sulla pulizia effettuata sui canali irrigui. Anche il canile ‘Lilly e il Vagabondo’ di Parma è finito al centro della bufera: “Sempre alle solite aziende riconducibili agli imprenditori arrestati, in questo caso a Forni, o alle loro mogli si sono pagati 70mila euro per la realizzazione dell’oasi all’interno del canile – spiega Geremia -. Un lavoro che in realtà è stato effettuato gratuitamente dai tanti volontari del canile. Così come la toelettatura dei cani, effettuata dall’azienda ‘Ringhio’ della moglie di Moruzzi, costata alla comunità 4mila euro al mese. Ma sempre effettuata gratuitamente dai volontari della struttura”.

Non è un caso, quindi, se poi lo stesso Forni abbia effettuato lavori di riqualificazione gratuitamente nella casa al mare di Santa Marinella, a Roma, del comandante della polizia municipale Jacobazzi. Lavori, che secondo gli inquirenti sarebbero stati pagati con i soldi destinati alle due nuove unità cinofile della polizia municipale.

Non solo corruzione. Ma il reato di corruzione non è l’unica accusa caduta sulla testa del comandante dei vigili, in carica a Parma dal 2008. Un filmato e fotografie della Guardia di finanza, infatti, lo incastrerebbero mentre si fa consegnare 4mila euro da un investigatore privato, a Monza, in cambio di informazioni private date in uso solo alle forze di polizia riguardo a persone titolari di società. E ancora, è accusato pure di tentata concussione. Quando il responsabile della polizia municipale annonaria fece una multa al ‘contestatissimo’ dehors di un ristorante di via Farini, di proprietà di un noto imprenditore locale, Jacobazzi chiamò il suo sottoposto minacciandolo di trasferimento nel caso non avesse provveduto immediatamente a togliere la multa a carico dell’imprenditore.

L’inchiesta vede pagine e pagine di reati simili contestati. Come consulenze fittizie strapagate con soldi pubblici. O i servizi con spese ‘gonfiate’ forniti dalla società ‘Student work service’. Un modus operandi che affonda le radici nel tempo: i primi casi di corruzione riscontrati risalgono al 2007. E sono tutti direttamente collegati a quanto emerso dall’operazione ‘Green money’ 1, che aveva portato in carcere 4 dirigenti di Enìa del settore verde pubblico.

Forza Grecia!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 22 giugno 2011




La scritta che vedete vergata con il laser sulla facciata del parlamento greco ha un significato lampante: LADRI!

L'hanno scritta ieri sera i manifestanti, che protestano ormai da mesi per la grave situazione greca, mentre all'interno si votava la fiducia al debolissimo governo Papandreu... Ormai è una situazione comune ad una grossa fetta d'Europa, governi che si fiduciano in parlamento, ma che fuori non godono di molta stima... Mi ricorda anche un governo aldilà del mare greco, verso occidente...

E, sia chiaro, i greci non sfiduciano solo il loro governo, ma  anche la loro opposizione di centro-destra, principale colpevole del crack economico-finanziario!!!!!

RIPRENDIAMOCI I NOSTRI PAESI DA QUESTI GOVERNANTI DEL CAZZO!!!!!!

Roma Ladrona, la Lega non perdona!
post pubblicato in Politica , il 20 aprile 2011


da www.corriere.it

IN MANETTE ANCHE il costruttore e un geometra che ha fatto da tramite

Tangenti nel Bresciano, arrestati
due assessori comunali leghisti

Un imprenditore li ha corrotti per costruire un centro commerciale su un terreno con vincolo ambientale

MILANO - Una tangente da 22mila euro per «ammorbidire» i controlli e realizzare un centro commerciale su un terreno sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale. E' questa l'accusa con cui sono finiti in carcere l'assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Castel Mella, Mauro Galeazzi, 48 anni, e il capoufficio tecnico dello stesso Comune Marco Rigosa, 45 anni (che è anche assessore a Rodengo Saiano, Comune estraneo alle indagini). Con loro sono stati arrestati Andrea Piva, 36enne di Rodengo Saiano, geometra, libero professionista, e Antonio Tassone, 68 anni, di Lumezzane, imprenditore, il costruttore del futuro centro commerciale. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Brescia, Cesare Bonamartini, su richiesta del pm Silvia Bonardi, al termine di un'indagine condotta, negli ultimi mesi, dai carabinieri del Nucleo investigativo di Brescia. È indagato anche un altro dipendente dell'ufficio urbanistica del Comune di Castel Mella. I reati contestati sono, per tutti, di corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio; nel caso del solo Galeazzi, c'è anche l'accusa di peculato, per una storia di telefonate private con il cellulare di servizio.

LA TANGENTE - L'imprenditore Antonio Tassone aveva già opzionato con un contratto preliminare, nel Comune di Castel Mella, un terreno sottoposto a vincolo paesaggistico-ambientale, su cui intendeva realizzare il suo centro commerciale. Tramite il geometra Andrea Piva, aveva intessuto rapporti con il responsabile dell'ufficio tecnico Rigosa e con l'assessore Galeazzi. Nella ricostruzione dell'accusa, per rendere più veloce e sicuro l'iter di approvazione del piano urbanistico, ammorbidendo i controlli, in particolare della commissione paesaggistica, Tassone aveva pattuito un versamento di 22 mila euro, dei quali 12 mila pagati a favore della società di Piva ed 10 mila, versati in contanti dallo stesso imprenditore a Piva e da questo consegnati al Rigosa, che infine ne aveva versato una parte all'assessore Galeazzi. Galeazzi è indagato anche per peculato, poiché nella sua veste di pubblico ufficiale, aveva nella sua disponibilità un cellulare di servizio, intestato alla Provincia di Brescia, con cui aveva fatto centinaia di telefonate a fini esclusivamente privati.

Redazione online
20 aprile 2011

Poco da aggiungere, direi che la notizia si commenta da sola, nella sua drammatica comicità! Solo una cosa: proprio vero che i leghisti sono radicati e amano alla follia il loro territorio, a costo di fargli anche un culo così!!!!



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Poverino!
post pubblicato in Informa & Disinforma, il 1 aprile 2011


da www.corriere.it

Il giorno del SISMA in Abruzzo fu intercettata una sua telefonata

Rise del terremoto, tenta il suicidio

Piscicelli ha ingerito sonniferi, è fuori pericolo.
È imputato per gli appalti del G8

Poverino, mi dispiace proprio per il povero Francesco Maria De Vito Piscicelli (Mazzanti Vien Dal Mare Coimbra De La Coronia I Azevedo)... Nel senso che mi dispiace proprio che non sia riuscito nel suo intento, avrebbe finalmente dato un senso alla sua lercia e lurida vita da pezzo di merda! Ma probabilmente avrà preso delle mentine spacciandole per cianuro... Urge trovare figurante per Forum, che garantisca in trasmissione che Francesco Maria De Vito Piscicelli (Mazzanti Vien Dal Mare Coimbra De La Coronia I Azevedo) è brava persona, che quella notte di due anni fa non rideva nel letto pensado ai lavori che avrebbe fatto per il terremoto, ma era riso isterico, insomma rideva per non piangere, perchè lui era veramente dispiaciuto per gli aquilani...



Nella foto: Francesco Maria De Vito Piscicelli (Mazzanti Vien Dal Mare Coimbra De La Coronia I Azevedo)... a volte il Lombroso andrebbe rivalutato, le facce (da culo) indicano l'anima dell'individuo!


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A casa!
post pubblicato in Politica , il 12 ottobre 2010


Quest'uomo di MERDA!


...alias Denis Verdini, coordinatore del PDL! A casa lui e tutti i suoi compari, una cricca di super-merda con vari politici, faccendieri, funzionari pubblici corrotti, imprenditori che si rivelano soprattutto corruttori, massoni etc.etc.etc....Gentaglia del cazzo che ha voluto arricchirsi su una tragedia immane come il terremoto dell'Aquila! BASTA! Altrimenti questo paese non riuscirà mai ad emergere dal pozzo di merda in cui si è ficcato!

da www.dagospia.it

Guido Ruotolo per "La Stampa"

1 - L'AQUILA, IL RAPPORTO DEI ROS PUNTA IL DITO SU VERDINI...
L'informativa del Ros dei carabinieri è arrivata sul tavolo del procuratore Alfredo Rossini il 25 settembre scorso. E' un atto d'accusa contro il triunviro del Pdl Denis Verdini, la cui posizione risulta sempre più compromessa, insieme a quella dell'amico imprenditore Riccardo Fusi, ex presidente della Btp, e di Ettore Barattelli, presidente del Consorzio «Federico II» che si è aggiudicato lavori per la ricostruzione del post terremoto.

I tre, sono stati convocati per lunedì prossimo dal procuratore Rossini, con un avviso a comparire che ipotizza per Denis Verdini il reato di «concorso in abuso d'ufficio con gli imprenditori Fusi e Barattelli», per aver «abusato della sua funzione di membro della Camera dei deputati» per favorire gli amici imprenditori. Gli interrogatori sono ritenuti decisivi non solo per definire la loro posizione processuale, ma anche per verificare la posizione di altri personaggi (eccellenti) chiamati in causa dalle intercettazioni telefoniche.

In particolare, l'attenzione si concentra su un incontro che si tenne a palazzo Chigi il 12 maggio del 2009, e al quale parteciparono il sottosegretario Gianni Letta, Denis Verdini, alcuni imprenditori e dirigenti della Cassa di Risparmio dell'Aquila. In quell'occasione si decise la costituzione del Consorzio Federico II, che poi si aggiudicò diversi appalti.

Ora il rapporto del Ros documenta che il Consorzio (costituito dalla Btp di Riccardo Fusi e da alcune imprese abruzzesi) ottenne una serie di appalti dopo quell'incontro a palazzo Chigi. Anzi, secondo l'ipotesi investigativa, «grazie» a quell'incontro.

Lo stesso Denis Verdini, nel suo interrogatorio davanti ai pm fiorentini, mise a verbale: «Ho accompagnato Fusi insieme al presidente della Banca dell'Aquila, al consorzio... dal dottor Letta, per raccomandargli la... diciamo la possibilità di lavorare: questo è avvenuto. Siccome Letta è dell'Aquila e era molto interessato alle cose, io ho accompagnato loro da Letta. Il colloquio si è risolto in niente. In grandi gentilezze. Letta in sintesi espose: "Parlerò, vedrò, però c'è questa tendenza alla ricostruzione attraverso la Protezione civile"...».

Non è vero che Denis Verdini si dava un gran daffare solo perché si trattava di amici: in Abruzzo per la ricostruzione, a Firenze per la Scuola dei marescialli dei carabinieri (o in Sardegna, per favorire l'eolico sponsorizzato da Flavio Carboni). Il sospetto che emerge dalla lettura dell'informativa del Ros è che Verdini e Fusi abbiano avuto o abbiano ancora oggi interessi imprenditoriali comuni.

I carabinieri hanno trovato tracce di cointeressenze finanziarie comuni tra i due, che risalgono fino a un paio d'anni fa. Quando fu interrogato dai pm fiorentini che avevano svelato l'esistenza della «cricca», del sistema «gelatinoso», l'ex numero uno del Credito Cooperativo Fiorentino di Campi di Bisenzio, Denis Verdini, mise a verbale che i rapporti societari con Riccardo Fusi si interruppero alla metà degli anni Novanta. E invece, gli 007 dei carabinieri del Ros hanno accertato che sono andati avanti almeno fino al 2007 e che dopo le tracce sono sfumate ma non scomparse.

Le «cointeressenze» sono state documentate con l'analisi degli assetti societari della «Parved spa», al 98% di Denis Verdini (sue le quote pari a 4.900.000 su 5 milioni di capitale). Società che si costituì nel febbraio del 2005. Il miracolo per certi versi incomprensibile è che Verdini pur versando quasi cinque milioni di euro non risultava essere socio. La società investì nell'acquisto del 25% delle quote della «Porta Elisa srl» (pari a 20.000 euro). Le altre quote della stessa entità finiscono a Roberto Ballerini, Davide Bartolomei e alla moglie di Riccardo Fusi, Stefania Cecconi.

Un anno dopo, quella società, la Parved spa, trasferì la sua sede sociale da Firenze a Prato, cambiando denominazione (da Parved a Parfu spa) e i proprietari risultarono essere i fratelli Riccardo e Milva Fusi. Dunque, annotano i carabinieri del Ros, il 28 novembre del 2006 Denis Verdini cede la sua società ai fratelli Fusi, e la Parved spa diventa Parfu. Un anno dopo, la Porta Elisa srl viene posta in liquidazione.

A rendere ancora più sospetti i rapporti tra Fusi e Verdini è quello che hanno documentato gli ispettori di Bankitalia, e cioé il megaprestito di quasi 26 milioni di euro che il Credito Cooperativo Fiorentino di Campi di Bisenzio ha concesso a Riccardo Fusi, senza pretendere garanzie.

2 - UN BOTTINO DI LAVORI PER 20 MILIONI...
Ma alla fine, il Consorzio Federico II non può certo lamentarsi degli appalti vinti per i lavori del dopo terremoto. Se questi appalti siano stati ottenuti per «grazia ricevuta», per l'interessamento di Denis Verdini che, a sua volta, ha raccomandato il consorzio al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, così come emerge dagli atti della inchiesta, è tema di approfondimento dell'inchiesta del procuratore Rossini.

E gli interrogatori di lunedì prossimo sono decisivi, anche perché segnano gli ultimi passaggi prima della definizione della inchiesta.

All'inizio, sembrava che quelle ottenute dal Consorzio fossero soltanto briciole: l'appalto per una scuola, i lavori di puntellamento del centro storico. Ma gli accertamenti degli uomini del Ros dei carabinieri hanno invece messo l'uno dietro l'altro gli appalti ottenuti dal Consorzio Federico II e la cifra finale arriva a otre 20 milioni di euro.

Dunque, il Dipartimento della Protezione civile inaugura il Consorzio, affidandogli l'appalto per il rifacimento della scuola Carducci. Totale dell'importo: 6.843.900 euro. Anche il Provveditorato alle Opere pubbliche per il Lazio, l'Abruzzo e la Sardegna, promuove il Federico II: ci sono da fare i lavori per l'ammodernamento della caserma Campomizzi. Importo complessivo: 11.235.890,31 euro.

Così, sfioriamo i diciotto milioni di euro. Arrivano i lavori di puntellamento del centro storico. E' dal comune dell'Aquila che parte la richiesta. Importo liquidato: 428.957,09 euro. A questa somma si aggiungono anche 528.958,15 euro (ma una parte di questa cifra viene revocata per inadempimenti del Consorzio).

Altri lavori vengono commissionati, con contratto privato, dalla Cassa di Risparmio di L'Aquila, e riguardano il contenimento dei danni delle sedi di corso Vittorio Emanuele e del palazzo Farinosi-Branconi. Per un importo di 2.000.000 euro. Per i lavori del Palazzo Farinosi-Branconi contribuisce lo Stato con il 50% della somma necessaria.

L'inchiesta aquilana è una costola delle indagini svolte a Firenze contro la «cricca». Nel corso dell'attività investigativa, dalle intercettazioni telefoniche e ambientali venne fuori anche un filone che riguardava la ricostruzione post-terremoto abruzzese. E la procura di Firenze ha così trasmesso gli atti a L'Aquila.

L'inchiesta del procuratore Rossini sembra essere giunta in dirittura d'arrivo: e gli sviluppi potrebbero essere clamorosi. Decisivi, da questo punto di vista, gli interrogatori di lunedì prossimo. Gli indagati dovranno essere molto convincenti.


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