.
Annunci online

"STATE PER ENTRARE IN TERRITORIO ZAPATISTA RIBELLE, QUI IL POPOLO COMANDA E IL GOVERNO OBBEDISCE!"
Grande, indimenticabile Peter!
post pubblicato in Cinema, il 24 giugno 2011


E' morto a 83 anni il grandissimo Peter Falk, ma universalmente conosciuto come il Tenente Colombo... Ma sarebbe riduttivo e offensivo alla sua memoria ricordarlo solo per il mitico poliziotto infallibile dall'impermeabile sgualcito e l'invisibile moglie, perchè Falk è stato attore di lusso, magari spesso relegato a parti secondarie, ma interpretate con immensa classe! Come i bellissimi film di John Cassavates, oppure il recupero di Wim Wenders ne "Il Cielo sopra Berlino", dove passeggiava sotto le note di "Stay" degli U2... Ma io lo ricordo con affetto per la bellissima parte che interpretava in un piccolo e divertente film comico, parodia dei film gialli, "Invito a cena con dellitto":

eccolo, indimenticabile, rozzo e violento Sam Diamante, parodia di Philip Marlowe! Straordinario e spassosissimo!!!!!

 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Peter Falk 1927-2011

permalink | inviato da Mauro1977 il 24/6/2011 alle 20:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Standing Ovation, Maestro!
post pubblicato in Cinema, il 12 maggio 2011


Si indigna, Bernardo Bertolucci. Perché non tutti gli italiani sanno farlo, ed è dunque a quelli “che sanno ancora resistere, criticare lo stato di tremenda anestesia in cui versa il nostro Paese” la dedica della sua Palma d’oro d’onore alla carriera ricevuta ieri in apertura del 64° Festival di Cannes.



Ovviamente, nel servizio che ieri sera il TG1 ha dedicato all'apertura del Festival di Cannes, tutto ciò è sparito... Grazie, Servi... Grazie, Regime!

Il Gioiellino
post pubblicato in Cinema, il 6 maggio 2011




Proprio nel giorno in cui Calisto Tanzi torna nel posto che gli compete (la galera), mi recavo al cinema per vedere il film che ne racconta la parabola discendente, "Il Gioiellino" di Andrea Molaioli. Di Molaioli avevo molto apprezzato il debutto "La ragazza del lago", giallo un pò televisivo ma ben fatto e ben interpretato, ora questa sua seconda opera mi risulta un pò meno convincente, ma comunque godibile e notevole dal punto di vista tecnico... Perchè raccontando una storia vera romanzandola, con un finale noto a tutti, il film ha il suo punto di forza nella fotografia oscura e notturna (il sempre ottimo Luca Bigazzi), nella regia che dal punto di vista tecnico è indiscutibile, e nelle ottime musiche di Theo Teardo, sempre bellissime nel suo classico stile rock elettronico... Dove sta allora il punto debole del film? A mio parere nella sceneggiatura, che, quando racconta il crack vero e proprio, il crollare del castello di carta su cui si reggeva la Leda-Parmalat di Rastelli-Tanzi, riesce a creare pathos nonostante, come dicevo, la fine nota, ma che ha delle brutte cadute di tono quando entra più a fondo nei rapporti umani e intimi dei protagonisti (comunque tutti notevoli), come nel flirt tra Servillo e la Ferbelbaum, troppo sopra le righe e forzato, o nel rapporto del giovane menager tormentato (che si toglierà la vita) con la moglie, che, più che far riflettere, annoiano molto... Questo nonostante i personaggi siano tutti ben delineati e interpretati: Amanzio Rastelli (Remo Girone), il patron, l'imprenditore partito dal salumificio del nonno, il cattolicissimo (e democristianissimo) uomo di provincia che, nonostante la saggezza contadina, si ritrova a dover gestire in pochi anni una multinazionale troppo grande per la sua competenza, diventa inquietante come dietro l'apparente bonomia, sia invece glaciale e spietato quando si tratta prima di cercare in tutti i modi di salvare la barca, poi quando questa affonda, ad abbandonare tutti, figlio compreso, nelle macerie del suo "Gioiellino"; Ernesto Botta (Toni Serivllo) è invece il classico uomo-azienda, tutto lavoro e... lavoro, senza alcuna concessione al privato, nemmeno quando si tratta di scopare! Arrogante, cattivo, rigido mentalmente e fisicamente, è il ragioniere che si inventa top manager (con l'inglese imparato con le dispense e le audiocassette), ma che, stringi stringi, ha la sfiga di tutti i personaggi (veri) come lui: quello di pensare di essere "Il Capo" dell'azienda, nonostante sia solo un dipendente, alla mercè del suo padrone... memorabile quando alla sua scrivania sbianchetta, aggiunge zeri a documenti bancari falsi, con il solo aiuto di uno scanner! Laura Aliprandi (Sarah Felberbaum) è invece la nipote di Rastelli, laureata e con vari master, dapprima osteggiata da Botta (che nei suoi scatti d'ira e arroganza fa veramente paura, dato che urla e lancia supellettili!), a cui viene affiancata, ma poi dimostrerà anche lei di essere uno squalo del mare Leda, in particolare quando entrerà in campo la fallimentare "diversificazione", ovvero l'acquisto (imposto dalle banche) di un indebitato colosso dei viaggi e villaggi turistici, in cui Laura viene nominata presidente (come la figlia di Tanzi in Parmatour), e dove metterà in campo tutta la sua elegante criminalità, rubando soldi al gruppo per salvarsi le chiappe! Oltre a questi tre ottimi protagonisti, meritano menzione anche gli altri attori che interpretano i personaggi che ruotano intorno alla galassia Leda: menager, banchieri e politici... E poi c'è tutta la storia vera che fa paura, fa incazzare... Ovvero capire, se c'era ancora bisogno di scoprirlo, che il capitalismo italiano si regge solamente su una montagna di debiti, praticamente tutti con le pezze al culo, ed è inquietante la connivenza verso imprenditori truffaldini di politica, giornalisti, finanzieri, basata su squallidi mezzucci come la bustarella e il regalino! Com'è scandaloso l'atteggiamento delle banche, al limite del gangsterismo, con la conclusione che gli unici che se la prendono sempre nel culo sono i piccoli risparmiatori, uniche pecore in mezzo ad un branco di lupi famelici! Persino un poveretto come me, con la sua modesta carriera lavorativa, prima nell'amministrazione di azienda ed ora come bancario, capisce che la regola su cui si basa una buona amministrazione è una sola: una buona patrimonialità (beni e immobili propri) e una liquidità sufficiente a coprire almeno i costi primari! Come è sempre valido il vecchio adagio che, in particolare da noi, quando una grande azienda si quota in borsa è perchè vuole dividere le perdite con tutti, in quanto gli utili, di solito, se li tiene stretti! Questa è un'altra dimostrazione lampante della merda che pervade,  a tutte le latitudini, questo disgraziato paese!

In conclusione, un film imperfetto ma godibile, da vedere anche in funzione educativa!

VOTO: 7


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. capitalismo parmalat tanzi il gioiellino

permalink | inviato da Mauro1977 il 6/5/2011 alle 17:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Il braccio violento della legge (The French Connection)
post pubblicato in Cinema, il 3 maggio 2011



Con poca voglia di parlare di politica o altro, stasera mi butto sulla mia vera grande passione, il cinema... E lo faccio parlando di un grande film, che ho rivisto con piacere dopo tanti anni...

Il digitale terrestre tendenzialmente è una gran stronzata, ma qualcosa di interessante ogni tanto si trova. E stasera, su Iris, trasmettevano "Il braccio violento della legge", film poliziesco del 1971 di William Friedkin, ottimo regista di genere ("L'Esorcista").... La trama, in estrema sintesi, parla di Jimmy Doyle detto Popeye (tradotto malissimo in italiano come "Papà" Doyle), poliziotto della narcotici di New York, bravo, cocciuto ma sfortunato, si imbatte in un grosso carico di eroina in arrivo dalla Francia, portato dal boss di Marsiglia Charnier (interpretato da Fernando Rey)... Perchè questo film è importante, anche se semplice nella trama? Perchè è stato, a livello tecnico, recitativo e come momento storico, probabilmente il poliziesco più bello della storia del cinema! Grazie ad un cast meraviglioso, composto da Gene Hackman premiato con il suo primo Oscar, Roy Scheider pre-Squalo come suo partner, l'elegante Rey astuto e spietato boss e il grande caratterista italo-americano Tony Lo Bianco nella parte dello spacciatore con manie di grandezza... Ma condito anche da un'ambientazione indovinatissima e vera, una New York invernale descritta nei suoi bassifondi, nella testardaggine di Popeye, con i suoi interminabili pedinamenti e nelle sue intuizioni che sembrano bolle di sapone ed invece sono sempre indovinate, nella violenza incredibile (anche del linguaggio)... Ma soprattutto nell'azione: l'indimenticabile, lunghissima scena in cui Doyle segue in automobile, da sotto il ponte, il treno della metropolitana sulla sopraelevata in cui si è rifugiato il killer francese che ha tentato di ucciderlo, rimane, per la coreografia (fantastica la soggettiva della strada in cui lo sguardo di Doyle, lanciato nel folle inseguimento a tutta velocità, è anche quello dello spettatore), una pietra miliare del cinema poliziesco mondiale, grazie pure ad un finale indimenticabile e cattivo! Insomma, insieme a "Tutti gli uomini del Presidente" di Alan J. Pakula, per lo spirito che si respira totalmente anni 70 che condivide con quel film (basta ricordare Hoffman e Redford nella redazione del "Washington Post", per capire di cosa parlo), "Il braccio violento della legge" è il film che più rappresenta quell'incredibile decennio... Solo in altri due film ho rivisto quello spirito, e sono due film recenti ma che raccontano storie vere di quegli anni: "American Gangsters" di Ridley Scott e "Zodiac" di David Fincher... Adesso è iniziato "Il braccio violento della legge n. 2", peccato che domani si lavori e chissà quando cazzo finisce... anche se non a livello del primo capitolo, pure la seconda parte regala emozioni incredibili!!!! W IL CINEMA!!!!!!!


















Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Il braccio violento della legge

permalink | inviato da Mauro1977 il 3/5/2011 alle 23:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Fattene una ragione...
post pubblicato in Cinema, il 13 gennaio 2011


da www.dagospia.com

DE SICA ROSICA: «IO HO FATTO 94 FILM, ZALONE UNO»
Fabio Santini per "
Libero

Christian De Sica rosica per l'inaspettato successo del secondo film di Checco Zalone "Che bella giornata" che ha polverizzato gli incassi del suo ennesimo cinepanettone. E ai microfoni di Monica Sala e Max Venegoni, in onda su Radio Monte Carlo, ha sbottato: «È vero che il mio è un film che ha 27 anni », ha dichiarato De Sica, «è vero che qualche cosa dovremo inventarci, bisognerà cambiare delle cose, forse cambiare anche me. Però hanno detto: finalmente è andato male il cinepanettone di De Sica, è andato bene Checco Zalone... ».

E ancora: «Certo, quello lì c'ha un film dietro le spalle, io ne ho 94. Ma vuoi fare il paragone? Lui è un ragazzo che ha tutto il mondo davanti, ha la freschezza, però poi vai a fare un calcolo... L'altro giorno», ha continuato De Sica, «è uscito un articolo di Enrico Vanzina che diceva: il film di Christian sarà meno riuscito degli altri, ma l'incasso di 18milioni e mezzo di "Natale in Sudafrica" è quello dei film di Pupi Avati, Carlo Vanzina, Mazzacurati, Silvio Soldini messi assieme. Quindi non é che puoi parlarne male...

In questo Paese c'è la smania di dire: è finito, è morto. C'è la voglia di metterti su un piedistallo per poi poterti buttare giù. Ma perché? Vorrei che il Paese fosse un po' più tranquillo, ci fosse meno astio, meno livore... Gli italiani hanno grande pazienza, ma le cose debbono cambiare, se no si incazzano...». Forse il più infuriato è proprio lui.

Appunto Christian, l'unico che si incazza sei tu! Dopo quasi trent'anni qualcuno si è accorto che fai sempre il solito film di merda tutti i natali, e ti dirò, era anche ora! E' capitato a tutti i grandi (dove tu non rientri, a scanso di equivoci) del cinema popolare italiano, che, a differenza tua, qualcosa di decente facevano, di avere prima o dopo una flessione nel successo... Hai paura che improvvisamente ti tolgano tutte le cazzo di ospitate televisive nei vari talk show pomeridiani e serali (di merda), in cui dici le solite quattro cazzate sulla tua "Grande Carriera" e i soliti tre ricordi sul tuo "Grande Padre" (questo è vero però, hai avuto un padre artisticamente fenomenale, che ti sei meritato poco)? E poi, onestamente, a livello commerciale avete fatto una cazzata pazzesca, sono tre anni che tu e Belen ci fracassate lo scroto con sta cazzo di pubblicità Tim, vi presentate pure in un film? Va bene che gli italiani sono di bocca buona, ma a tutto c'è un limite, porca troia!

Nella foto: DU' PALLE!!!!!!!!

Ciao, Blaky!!!!
post pubblicato in Cinema, il 16 dicembre 2010


da www.corriere.it

MILANO - È morto a 88 anni il regista Blake Edwards. Si è spento mercoledì sera al St. John’s Hospital di Santa Monica, in California per complicazioni legate a una polmonite. Al suo fianco, i familiari e la moglie Julie Andrews. Per più di una generazione è stato e resterà il «papà» della
Pantera Rosa, il regista di una serie tuttora inimitabile di commedie comiche che, a partire dall'inizio degli anni Sessanta anticipavano. Anche grazie al genio incontrollabile di Peter Sellers, ha avviato un filone surreale e irrituale fino ad allora estraneo al cinema hollywoodiano. Un genere che lo stesso Edwards, e sempre con Sellers, aveva inaugurato in Hollywood Party. Ma il regista americano non è stato solo grande nel costruire bizzarri personaggi comici. Sua infatti è anche la firma su uno dei classici del cinema mondiale, Colazione da Tiffany. E, d'altra parte, anche su produzioni esagerate e che gli avevano procurato non pochi contrasti con le major.

Proprio un anno di merda per il cinema questo finale di 2010, prima Mario Monicelli, ora un grandissimo della commedia brillante americana, che ha creato, insieme ad un altro genio come Peter Sellers, due dei personaggi più comici e divertenti della storia: l'Ispettore Jacques Clouseau nel filone della "Pantera Rosa" e il catastrofico Hrundi V. Bakshi, la comparsa cinematografica indiana di "Hollywood Party", probabilmente il film più divertente della storia del cinema!!!! Ciao Blake, salutaci Peter!!!!!!!!!



Due geni assoluti, Blake Edwards e Peter Sellers, sul set de "La Pantera Rosa sfida l'Ispettore Clouseau"... memorabili!!!!!

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Blake Edwards 1922-2010

permalink | inviato da Mauro1977 il 16/12/2010 alle 21:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
No, Mario!
post pubblicato in Cinema, il 29 novembre 2010




E' morto Mario... Mario Monicelli, uno dei più grandi registi della storia del cinema, non solo italiano... aveva 95 anni, era in ospedale da qualche giorno, e pare proprio che si sia suicidato gettandosi da una finestra... Perchè Mario? Comunque ti ricorderò anche per questi tuoi ultimi giorni, con il tuo antiberlusconismo lucido, quella lucidità che hai avuto anche nel fare il tuo Grande Cinema, con le maiuscole! Grazie, Mario, mi hai fatto amare la Settima Arte più di ogni altro, perchè hai realizzato:

Totò cerca casa

Guardie e Ladri

I Soliti Ignoti

La Grande Guerra

I Compagni

Totò e i Re di Roma

Totò e Carolina

L'Armata Brancaleone

La ragazza con la pistola

Romanzo Popolare

Amici Miei atto I e II

Vogliamo i Colonnelli

Un Borghese piccolo piccolo

Il Marchese del Grillo

Speriamo che sia femmina

I Picari

Parenti Serpenti

....GRAZIE MARIO... C'HAI FATTO SOGNARE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Mario Monicelli 1915-2010

permalink | inviato da Mauro1977 il 29/11/2010 alle 22:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ci manchi, Ugo!!!!!
post pubblicato in Cinema, il 27 ottobre 2010


 

Dopo tante schifezze, parliamo di qualcosa di bello... 20 anni fa moriva un numero 1, un fuoriclasse assoluto del cinema e dello spettacolo, Ugo Tognazzi... Ci manca tanto quella sua esplosiva comicità, quella sua trivialità e volgarità, espressa però con una classe indimenticabile, esposta in film memorabili: "Amici miei", "La Vita Agra", "L'Ape Regina", "Il Federale", "La Grande Abbuffata" e tanti altri... Grande Ugo, non ti scorderemo mai!!!!!!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Ugo Tognazzi 1922-1990

permalink | inviato da Mauro1977 il 27/10/2010 alle 13:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Angelo Infanti
post pubblicato in Cinema, il 13 ottobre 2010




A 71 anni se ne andato Angelo Infanti, che tutti ricordiamo, con grande simpatia per la bravura che dimostrò nel ruolo del mitico Manuel Fantoni in "Borotalco" di Carlo Verdone, dove regalava una scena memorabile da vero play boy dei poveri e cacciapalle mustruoso: "Ma tu lo sapevi che John Wayne era frocio?"...Favoloso! In un ruolo che, tra l'altro, era stato scritto per un grandissimo come Vittorio Gassman, che non fece affatto rimpiangere... Ma sarebbe riduttivo ricordarlo solo per quel ruolo, perchè Infanti rimarrà uno dei migliori "non protagonisti" della storia del cinema italiano, visto che le parti da protagonista non furono molte, purtroppo. Ha lavorato con Coppola nel "Padrino", con Luchini Visconti, con Chabrol... è apparso spesso anche al fianco di Alberto Sordi, e negli ultimi anni aveva fatto piccoli ruoli, ma sempre con grande classe, come il magistrato ne "La Scorta" di Ricky Tognazzi... Ci mancherai Angelo, e Raquel Welch la vedremo sempre con gli occhi di Manuel "Nun c'ha du' tette... tu immagina du' borracce! E i capezzoli? Du' chiodi!"


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Angelo Infanti 1939-2010

permalink | inviato da Mauro1977 il 13/10/2010 alle 11:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Ciao, Sandrina!
post pubblicato in Cinema, il 21 settembre 2010




E' meglio ricordarla così, non con l'immagine di una signora devastata dalla malattia e dal dolore degli ultimi mesi, come al funerale del suo Raimondo, quando fu trattata come un oggetto con cui farsi bello da un vecchio guitto settantaquattrenne! Adesso, quasi all'unisono con tuo marito, ti sei spenta, e forse è giusto così... Come quando morì Vianello, ricordo anche che se non fosse stato per lei e altri personaggi, oggi forse questo sarebbe un paese normale, ma dopotutto penso che fu fatto in buona fede di accettare le avances di un palazzinaro arricchito non si sa come... Addio, Sandra!


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. sandra mondaini 1931-2010

permalink | inviato da Mauro1977 il 21/9/2010 alle 15:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sfoglia maggio       
calendario
adv