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"STATE PER ENTRARE IN TERRITORIO ZAPATISTA RIBELLE, QUI IL POPOLO COMANDA E IL GOVERNO OBBEDISCE!"
La Cagata del Giorno
post pubblicato in Politica , il 9 giugno 2011


da www.corriere.it

MARCEGAGLIA SULL'ACQUA: «CON SÌ INDIETRO 20 ANNI» - Con una vittoria dei sì ai referendum sull'acqua «torneremmo indietro di 20 anni su quel poco che abbiamo fatto in materia di liberalizzazioni e di servizi pubblici locali. Inoltre ci sarebbe una minore possibilità di crescita per il Paese e di creazione di posti di lavoro». È l'opinione del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia.

Emma, secondo me se torniamo indietro 20 anni, per quanto sei diventata vecchia e cesso, non sarebbe mica male per te!

Poi si scrive acqua, ma si legge nucleare, perchè se passa il SI sul nucleare, il gruppo Marcegaglia se la prende in culo e non costruisce le centrali... vero?!?!?!?!?

Infine, non ti è bastato guadagnare abbastanza con gli inceneritori? Non ti è bastato guadagnare sulla pelle dei tuoi operai (ricordo che il gruppo Marcegaglia ha sul groppone una condanna definitiva di Antonio Zagaglia, direttore dello stabilimento Marcegaglia di Ravenna, per lesioni personali colpose gravissime ai danni del giovane operaio Catiello Esposito, rimasto vittima di un terribile incidente che gli costò "l'amputazione del piede destro e quindi della gamba fino al terzo medio per il sopraggiungere di necrosi cutanea, nonché una ferita da scoppio alla mano sinistra".)???? E pare che il gruppo di Emma non sia nella top ten del rispetto delle norme di sicurezza sui posti di lavoro...

Niente, Emma, pure sull'acqua vuoi guadagnarci qualcosa... l'aria a quando, invece?



Altro che "Bela Tusa"... Vecchia chitarraccia rinsecchita!

Viatico al 25 Aprile...
post pubblicato in Politica , il 23 aprile 2010


Dopotutto è Resistenza anche questa! Firmare, Firmare, Firmare!!!!!!!!!

da www.acquabenecomune.org

Il 24 e il 25 aprile inizia la raccolta firme. Liberiamo l'acqua dal mercato

quasd

Il fine settimana del 24 e 25 aprile inizia in tutta Italia la raccolta firme per i referendum per la ripubblicizzazione dell'acqua. In centiania di piazze italiane saranno allestiti i banchetti. Qui trovate la mappa costantemente aggiornata. L'anniversario della Liberazione dal nazifascismo è occasione per liberare anche l'acqua dal mercaro e dal profitto. Diventa anche tu una staffetta del bene comune, firma e fai firmare.

 

I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo lnel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti.

Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.

Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.

Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.


Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.

Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.

Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene collettivo.

Per conservarlo per le future generazioni.


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permalink | inviato da Mauro1977 il 23/4/2010 alle 16:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Vittoria!!!!! A Good News!!!!!
post pubblicato in Politica , il 10 aprile 2010


Bellissima notizia da Aprilia (Latina): i Comitati cittadini per la difesa dell'acqua pubblica sono riusciti finalmente a dare un sonoro calcione nel culo a Acqualatina Spa ma soprattutto alla multinazionale francese dell'acqua Veolia, che controllava l'acquedotto cittadino e aveva imposto tariffe esorbitanti. Dopo anni di battaglie dure, che hanno anche causato la sconfitta elettorale del centrodestra nel comune laziale, battuto dalle liste civiche che appoggiavano la ri-pubblicizzazione del bene, i cittadini arrivano ad una vittoria storica, che dimostra che se dal basso ci si unisce contro i sopprusi di uno stato in vendita, si può andare lontano! Speriamo che questo indebolisca ancor di più il cosiddetto "Decreto Ronchi", che vuol privatizzare le risorse idriche italiane. Nell'articolo del Manifesto che posto si parla di ritorno al diritto decisionale della democrazia rappresentativa: io andrei oltre, palrlerei piuttosto di un input ad andare ancor di più sulla strada di forme di democrazia partecipativa! In Sudamerica, soprattutto nel tanto vituperato Venezuela e in Bolivia, nelle proprie Costituzioni vi è scritto che l'acqua è un Bene Comune a disposizione di tutti! In Venezuela i consorzi per la gestione dell'acqua sono gestiti dai cittadini, che entrano direttamente nelle decisioni sulla loro risorsa. In Bolivia addirittura il suo Presidente Evo Morales (il primo indio della storia a diventare presidente del suo paese) deve le sue fortune e la sua escalation politica alla" Guerra dell'Acqua" di Cochabamba, dove anche li una multinazionale aveva preso in mano dal governo la gesione degli acquedotti, e imposto bollette del 300% più care! La gente si ribello, ci furono anche episodi di violenza subita, ma alla fine vinsero e l'acqua torno di loro proprietà! Ecco perchè il tema mi sta tanto a cuore, e credo che in futuro diventerà sempre più importante, purtroppo però anche in negativo: le prossime guerre si faranno per l'oro blu!

da www.ilmanifesto.it  

Andrea Palladino

 

Aprilia, l'acqua torna pubblica

Nelle sede del comitato acqua pubblica di Aprilia oggi ci sono almeno una trentina di persone in attesa. Una fila paziente, silenziosa, con le cartelline in mano, davanti al lungo tavolo bianco dove i militanti del comitato preparano le contestazioni della gestione di Acqualatina. Una scena che si ripete da quattro anni, da quando settemila famiglie decisero di non pagare l'acqua al gestore privato, ma di versare i soldi sul conto corrente del Comune. «Verificammo che il conto corrente della gestione comunale dell'acqua era ancora attivo - ricordano oggi - facendo un versamento di un euro». Poi fu una valanga: contestazione della bolletta inviata dai privati e, contestualmente, pagamento dell'acqua al Comune, con le tariffe che erano state decise dal consiglio comunale.
Oggi, però, è una giornata differente e in molti sorridono. Mostrano le decine di assegni firmati Acqualatina, simboli dei tanti ricorsi già vinti dal comitato, dalle settemila famiglie, avendo come controparte un colosso come Gerit Equitalia, il riscossore che sta cercando di recuperare i soldi per conto di Acqualatina.
Ma c'è di più. Il presidente del consiglio comunale ha convocato le principali tre commissioni, con all'ordine del giorno «la riconsegna dell'impianto idrico comunale da parte di Acqualatina S.p.a.». L'amministrazione comunale - fatta di liste civiche elette un anno fa dopo un lungo governo del centrodestra - ha dunque deciso: la prossima settimana chiederà indietro le chiavi dell'acquedotto al gestore partecipato dalla multinazionale francese Veolia. E loro, i settemila firmatari delle contestazioni, che per anni hanno denunciato le conseguenze della gestione privata dell'acqua, continuando a pagare a quel comune fatto di rappresentanti eletti e non nominati dai consigli di amministrazione francesi, hanno raggiunto un traguardo neanche immaginabile fino a poco tempo fa. Hanno dimostrato che la mobilitazione dei cittadini - al di fuori dei partiti, basata solo sul senso civico e su quel sentimento profondo che respinge le ingiustizie - può cambiare le cose, può rimandare a casa una multinazionale potente come la Veolia.
Tecnicamente la decisione che verrà discussa dal consiglio comunale di Aprilia la prossima settimana è l'attuazione di una sentenza del Consiglio di Stato depositata lo scorso anno. Parole scritte dai giudici amministrativi che riconoscono alcuni principi fondamentali sulla gestione dei beni comuni. Primo, i cittadini non sono semplici sudditi e hanno tutto il diritto - in gergo giuridico si chiama legittimazione - di chiamare in causa una multinazionale quando questa non rispetta i diritti fondamentali. Secondo, l'acqua non è un bene qualsiasi, gode di una tutela superiore. E, terzo, i comuni hanno il pieno titolo di decidere come gestire le risorse idriche, senza dover subire interventi dall'alto. Dunque, conclude il Consiglio di Stato, il comune di Aprilia può decidere a chi affidare la propria acqua senza doversi inchinare alle decisioni prese dalla Provincia di Latina - che di fatto ha voluto imporre la scelta di un gestore privato - guidata dal centrodestra.
La sentenza ha segnato positivamente la storia della gestione dei beni comuni in Italia, ma mancava il primo e fondamentale passo. Da mesi il comitato acqua pubblica chiedeva alla giunta e al consiglio quella decisione che attendeva pazientemente da anni e che ora sta per arrivare. E Aprilia apre la strada a tantissimi comuni, stretti tra acquedotti che non possono più governare e una popolazione sempre più inferocita, che in ogni caso continua a rivolgersi ai primi cittadini, ai loro eletti. È questo il vero paradosso della privatizzazione, che non potrà che peggiorare con il decreto Ronchi. Cosa farsene della mera proprietà delle reti se l'acqua che scorre è gestita da consigli di amministrazione non eletti dai cittadini e non sottoposti ai principi della democrazia rappresentativa?
Acqualatina non ha commentato la decisione del Comune di Aprilia. Fino ad oggi l'azienda ha risposto duramente alle contestazioni: prima mandando pattuglie con vigilantes per ridurre l'acqua a chi contestava, poi affidando ad Equitalia la riscossione delle bollette. In entrambi i casi a nulla è servita la mano pesante, mentre il comitato acqua pubblica si è rafforzato, arrivando a determinare - nelle ultime comunali - la sconfitta del Pdl. E la decisione di riprendersi gli impianti idrici rappresenta un precedente estremamente pesante per la società controllata per il 49% da Veolia. Dunque, la partita non sarà semplice.
Il Comune di Aprilia si prepara a riprendere la gestione degli acquedotti e delle fognature con un vantaggio venuto proprio dagli utenti. Oggi nei bilanci comunali ci sono più di un milione di euro versati dalle settemila famiglie in questi anni. Soldi che se fossero finiti ad Acqualatina oggi sarebbero assorbiti da un bilancio dove pesano i debiti con la banca Depfa, lo stesso istituto sotto inchiesta a Milano per i derivati venduti all'amministrazione comunale. Quei soldi potranno da domani essere immediatamente usati dalla giunta di Aprilia per riavviare la gestione del servizio idrico integrato. Un vero tesoretto messo da parte con determinazione da chi non ha mai accettato le multinazionali e la gestione privata del bene più prezioso. Ad Aprilia da domani la parola democrazia tornerà ad avere senso.
Anti-Politica?
post pubblicato in diario, il 21 marzo 2010


Sono appena tornato da una gran bella serata passata a Reggio Emilia alla presentazione dei candidati del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, che era presente, per l'Emilia-Romagna. Tralasciando la miriade di temi toccati dal comico genovese mi soffermo su alcune personali riflessioni:

1) Il Movimento nella mia provincia (Reggio Emilia, appunto) è riuscito a far eleggere dei ragazzi giovani, intelligenti e veramente validi, mi è piaciuto soprattutto il ragazzo eletto al consiglio comunale di Guastalla, dove la Lega ha per la prima volta il Sindaco, che raccontava che hanno stanziato Euro 21.000 (!) per una associazione di cui facevano parte il Vice-Sindaco ed un consigliere di maggioranza, e che tra le iniziative vi era "Il Cittadino a 4 zampe" (?!?!?)... tutte cose che nemmeno sui nostri giornali locali sono venute a galla!

2) Beppe ha toccato molti temi (energia, grandi opere, nucleare, finanza etc), ma fa piacere ricordare quello a me molto caro sull'acqua, dove ha raccontato il caso emblematico di Parigi, dove il sindaco ha ri-pubblicizzato l'acquedotto dando un sonoro calcio in culo a "Veolia", la tristemente famosa multinazionale dell'acqua. Altro tema (la privatizzazione dell'acqua) che, e qui sono i media nazionali i colpevoli, si cerca sempre di scansare, ma che incideranno pesantemente sul nostro futuro!

3) L'ambiente veramente genuino, il fatto che Grillo all'uscita si sia fermato molto tranquillamente qualche minuto con noi senza tirarsela da star, mi hanno fatto scegliere definitivamente a chi andrà il mio voto (candidato Presidente, per il candidato consigliere, visto il voto disgiunto, ne riparleremo)...

Quarto e ultimo: dopo tutto quello che ho sentito stasera, e quello che sento in questi gorni da parte dei partiti maggiori, ma siamo poi così sicuri che l'anti-politica sia veramente Grillo e i suoi ragazzi?!?!?!?

Ditemi anche voi cosa ne pensate...


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Manifestazioni...
post pubblicato in Politica , il 20 marzo 2010


Domani ci sarà la grande manifestazione dell'imperatore e della corte dei giannizzeri a Roma (a proposito, rileggetevi cosa scrivevo stamattina sull'arresto di Frisullo e le reazioni del Centro-Destra alla luce delle dichiarazioni di stasere di Napoleone...). Io punto su di un'altra manifestazione però, a mio parere un tema piuttosto importante, visto che tratta di un bene comune NOSTRO!

Da www.ilmanifesto.it

Marco Bersani*

 

In piazza per l'acqua bene comune

 
 
La manifestazione del 20 marzo è solo il primo passo di una vasta campagna per la ripubblicizzazione dell’acqua. E’ un passo fondamentale, di fronte ad un governo che voleva chiudere la vicenda con il decreto Ronchi - con un articolo inserito in un provvedimento di legge su cui è stata chiesta la fiducia -, ovvero con un vero colpo di mano tentato nel silenzio più totale. Noi vogliamo, perciò, mostrare al governo che la partita è tutt’altro che chiusa, anzi, si è completamente riaperta.
Il primo passaggio è la manifestazione di oggi che ha il valore aggiunto di riportare in piazza il popolo dell’acqua - che dopo la manifestazione del 2007 è ulteriormente cresciuto - e tutte le altre lotte per i beni comuni. Noi abbiamo sempre detto che l’acqua è un paradigma e che quello che vale per l’acqua riguarda tutti i beni comuni naturali e sociali e, in buona sostanza, riguarda la democrazia.
Il secondo passaggio sarà la stagione primaverile che vedrà da metà aprile a metà luglio una grande campagna di raccolta firme per tre quesiti abrogativi per arrivare ad un referendum sull’acqua l’anno prossimo. E il senso di questo percorso è che i cittadini sull’acqua stanno dicendo chiaramente “adesso basta, decidiamo noi”. Siamo sicuri che le cittadine e i cittadini di questo paese sono a favore della tutela delle risorse idriche e della gestione pubblica e partecipativa dell’acqua .
La questione non può essere racchiusa nella dicotomia pubblico-privato. Noi vogliamo, chiaramente, che l’acqua sia fuori dal mercato e che i profitti siano fuori dall’acqua e che quindi i privati non intervengano sulle risorse idriche. La gestione pubblica, però, pur essendo necessaria, non basta. Se in questi vent'anni è passato il concetto che la gestione privata può funzionare, è perché spesso la gestione pubblica è stata distante dai bisogni dei cittadini tanto quanto il privato. In questo senso i cittadini molto spesso erano già stati espropriati prima delle privatizzazioni. Va quindi rifondato il concetto di pubblico riportando la gestione dell’acqua in capo alle comunità locali, ai cittadini e ai lavoratori del servizio idrico che devono poter partecipare a tutte le decisioni fondamentali. Se oggi decidono i consigli di amministrazione, la gestione deve tornare subito ai consigli comunali, ma l’obiettivo è la partecipazione, perché tutte le decisioni fondamentali sul servizio idrico non possono essere prese solo dai consigli comunali. Servono percorsi che coinvolgano nella decisione l’intera comunità locale, perché l’acqua è un bene da cui dipende il futuro delle comunità stesse.
Quello che sta avvenendo oggi con il movimento per l’acqua è un’esperienza straordinaria. E la sintesi dei tre poli che stanno alla base dei beni comuni: i cittadini che usufruiscono dei servizio, i lavoratori che lo erogano e gli enti locali, che sono i garanti dell’accessibilità e della fruibilità del servizio stesso. E’ una risposta ad una cultura - spesso trasversale - che ha ridotto il ruolo del pubblico per consegnare progressivamente tutto al mercato. Oggi saremo in piazza per indicare questo nuovo percorso.
*Forum italiano dei movimenti per l’acqua

 


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permalink | inviato da Mauro1977 il 20/3/2010 alle 0:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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