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"STATE PER ENTRARE IN TERRITORIO ZAPATISTA RIBELLE, QUI IL POPOLO COMANDA E IL GOVERNO OBBEDISCE!"
La Cagata del Giorno
post pubblicato in La Cagata del giorno, il 30 giugno 2010


da www.ilfattoquotidiano.it

Dell’Utri, Cicchitto invia una velina:
“Scandalose intimidazioni de Il Fatto”

“‘Una delle cose più scandalose avvenute prima della sentenza Dell’Utri, che evidentemente alcune forze ritenevano decisiva in vista della prossima ‘campagna d’autunno’, sono state le intimidazioni ai magistrati che facevano parte della giuria rivolte dal giornale Il Fatto”. Questo il testo della velina inviata alle agenzie di stampa dal capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.  “Se c’era bisogno della dimostrazione che è in servizio permanente effettivo il network dell’odio abbiamo avuto una prova indiscutibile”.
 
Vorrei dire tante cose a Fabrizio Cicchitto... ma come direbbe il mio amico Pierpaolo, non ho nemmeno più le parole per insultarlo, perciò NO COMMENT!
 

Nella foto: un uomo, un piduista, un Cicchitto, un..... vabbè, basta la faccia!


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Viareggio, 1 anno dopo...
post pubblicato in Informa & Disinforma, il 30 giugno 2010


L'altro giorno parlavo di Ustica, ma in Italia ci sono anche altre tragedie, che non hanno nulla dell'intrigo politico o internazionale, di misterioso... Uno di questi casi è l'immane tragedia dello scorso anno in Via Ponchielli a Viareggio, vicino alla stazione, quando un treno merci deraglò con il suo carico di gas e creò l'inferno in terra, uccidendo tante, troppe persone che dormivano o si rilassavano nelle loro case in una calda serata di giugno. Si è detto tanto nei giorni successivi, si sono versate lacrime vere e lacrime di coccodrillo (come lo sono quasi sempre quelle dei nostri politici), poi il silenzio. Ieri sera si è celebrata una manifestazione di commemorazione, e i viareggini, da veri toscanacci tosti, hanno detto: "Nessuna autorità!". Già, perchè quelle autorità non fanno nulla per punire veramente i colpevoli di morti così assurde, ed anzi, fanno quadrato a favore del potente di turno, l'Amministratore Delegato delle FS Moretti. Infatti, questa è una delle accuse mosse al MInistro delle Infrastrutture Altero Matteoli, uno degli uomini politici più inutili degli ultimi 20 anni (non valeva un cazzo nel MSI, non valeva un cazzo in AN, non vale un cazzo nel PDL e non vale un cazzo come Ministro!), quando gli hanno detto: "No grazie, la tua passerella per fotografi e giornalisti te la puoi scordare!", lui ha pure fatto l'offeso: "Non sono gradito!"...già caro Altero, non sei gradito, quindi chiappe in spalla e alla larga! Viareggio e la sua tragedia come la tragedia del Moby Prince a Livorno del 1991, la tragedia area di Linate del 2001, la tragedia dei bambini della scuola elementare di San Giuliano di Puglia del 2002, la tragedia della Casa dello Studente a L'Aquila del 2009, come di tante tragedie italiane causate dalla leggerezza, dall'incompetenza, dal malaffare di qualcuno che, quasi sempre, NON PAGA! 


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...e alla fine arriva il Minzo!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 29 giugno 2010


Mi ero sbagliato... il Tg1 di Minzolini mi ha anticipato, ha assolto con formula piena Dell'Utri già nell'edizione delle 13.30, poco prima di passare alla notizia più importante: oggi, 29 giugno, FA CALDO! Cosa mai successa negli ultimi 6000 anni in questo particolare periodo.... Qui sotto il resoconto dell'ennesima schifezza targata Augusto, il Direttore Giusto!

da www.repubblica.it

L'INFORMAZIONE

Il giornalismo secondo Augusto Minzolini Nel Tg "sparisce" la condanna per mafia

Sentenza Dell'Utri: frasi come "Spazzata via la costruzione accusatoria" o "doccia fredda per il PG di Palermo". Nulla sul fatto che Dell'Utri resta condannato a 7 anni per "concorso esterno in associazione mafiosa" di CARLO CIAVONI

(29 giugno 2010)

Nella foto: Augusto Minzolini, il Direttorissimo (Copyright Silvio), mostra il suo profilo migliore!


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Proprio così, caro Marcello!
post pubblicato in Politica , il 29 giugno 2010


Quindi, è chiaro che io, purtroppo, essendo mafioso... cioè, essendo siciliano...

Marcello Dell'Utri (Intervista a Moby Dick di Michele Santoro del 11/03/1999)

Stamattina Marcello Dell'Utri è stato condannato in secondo grado a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.

Sentenza mite, dopotutto, viste le richieste dell'accusa (11 anni) e l'assoluzione sulle nuove rivelazioni di Spatuzza sul fondatore di Forza Italia, partito, secondo Spatuzza, nato da un accordo con Cosa Nostra nel periodo buio delle stragi.

E su questo potremmo anche discutere: che un tribunale ritenga non credibile un pentito (che non sarà la bibbia, ma che almeno ha iniziato un percorso di collaborazione con la giustizia), mentre ritiene credibile un boss "uomo d'onore" e assolutamente NON pentito (anzi...) come Graviano (che ovviamente si è beccato gli elogi di Dell'Utri per aver tenuto la bocca chiusa in stile Mangano, altro NON pentito di quello che faceva), beh, mi sembra alquanto bizzarro! Ma non sono un laureato in legge, quindi non mi dilungo su questo...

Però direi che l'ennesima sentenza di colpevolezza di uno della ghenga dello Psiconano (Mills, Dell'Utri, Branchèr etc), riferita poi  a fatti, quelli di mafia, su cui Caligola si è pure avvalso della facoltà di non rispondere davanti al Giudice Ingroia nel 2002 (se uno non ha niente da nascondere ed è tranquillo, a mio parere RISPONDE!), dovrebbero far capire agli italiani (ma dubito, purtroppo) chi è la vera "metastasi" o "cancro" della democrazia di questo paese! Non certo i giudici di cui lo stesso Testa d'Asfalto parlava con la solita pacatezza ieri dal Brasile! Che pensi ad andare a troie in quel di Copacabana e che ci resti per sempre, sarebbe il sogno di molti!

Ma non preoccupiamoci troppo, stasera Minzolini al TG1 farà uno dei suoi memorabili editoriali, parlando di un'assoluzione piena e su tutta la linea, lodando l'illustre statista Dell'Utri!

Nella foto: Vittorio Mangano, uno dei migliori amici (degli amici) dell'Illustre Statista Dell'Utri 


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Saluti e baci, paga la multa e taci! (Forse...)
post pubblicato in Politica , il 28 giugno 2010


Un tre-quattro anni fa assistetti ad un dibattito politico nel mio paesello, Villa Minozzo (RE). Vi partecipavano alcuni deputati di tutto il cosiddetto Arco Costituzionale, tra cui l'On. Angelo Alessandri, esponente reggiano della Lega Nord. Rimasi impressionato (non favorevolmente, direi...) dalla dialettica del Padano, visto che si parlava di questioni di attualità del periodo, tra cui di chi la colpa del caro-Euro, governo Prodi ed altre amenità, e lui ad un certo punto si lanciò in una filippica, con toni piuttosto, ed inutilmente, arroganti su extra-comunitari e dintorni concludendo: "Io in Italia non voglio essere come certi paesi islamici dove praticano ancora l'infibulazione!". Lodevole, l'infibulazione non è sicuramente una pratica ortodossa e piacevole per le donne, anzi parecchio fastidiosa e medioevale, ma in quel momento, quel discorso, non c'entrava assolutamente un cazzo! Quindi capii che avrebbe fatto carriera in seno al suo partito, visto com'era bravo nel loro sport preferito: spostare l'attenzione da temi seri (di cui non riescono mai a risolvere nulla) per passare a temi e problemi fuori registro (che non risolvono comunque, visto che non esistono, come la Padania!). Ed infatti dopo la rielezione 2008 è stato promosso a "Presidente della VIII Commissione permanente (ambiente, territorio e lavori pubblici)" con automatica concessione della sempre sognata, dai politici nostrani, "Auto Blu". Già il fatto che ad uno come Alessandri venga concesso questo privilegio, fa capire perchè l'Italia è il paese con il record mondiale delle "Auto Blu", che ci costano circa come una manovra di Tremonti, ma che, a parte qualche sparata a vuoto di Brunetta, non verranno mai tagliate, ma oltre al danno c'è anche la beffa: Alessandri si becca una settantina di multe per infrazioni varie e che fa? Non le paga! Anzi le vorrebbe far pagare alla sezione di Reggio Emilia della Lega, che, una volta tanto, s'incazza a ragione! Proprio in pieno stile da politico arrogante alla "Io so io e voi nun siete un cazzo", o, come preferirebbe lui e la sua accolita, da "Roma Ladrona"! Ma tendenzialmente non mi stupisco: soprattutto nei confonti di chi vota Lega, essendo gente a cui piace farsi prendere per il culo da questa gentaglia. Ah, a proposito, dopo il calcio e i Mondiali, il nuovo argomento trattato nei prossimi giorni dalla Lega per non parlare di cose serie (e delle cazzate che fanno e che subiscono, tipo Branchèr) sarà in stile "Studio Aperto": la figa! Dopotutto d'estate tira sempre!

da "L'Unità - Edizione di Bologna"

le multe non pagate La figuraccia scuote la Lega È c’è chi dice: «Via Alessandri»

di Stefano Morselli

Si è montato un caso sul nulla», dice Angelo Alessandri, deputato, presidente della commissione ambiente della Camera, ex candidato sindaco, consigliere comunale a Reggio, segretario della Lega Nord Emilia, nonché collezionista da primato di multe per infrazioni al codice della strada. Il “nulla” sarebbero non solo le 70 contravvenzioni accumulate in due anni a bordo dell’auto blu, ma anche le raffiche di fuoco amico provenienti da ambienti leghisti, che gli contestano pure una certa indisciplina nei versamenti dovuti al partito. Alessandri se la prende con le «dichiarazioni false rese da esponenti del Pd», per altro senza specificare quali siano le falsità. Si sorprende perché «una parte della stampa dà credito a segnalazioni anonime». Minaccia «valutazioni al fine di tutelare l’immagine del movimento e dei suoi esponenti» (se stesso, par di capire). Chiama in soccorso il segretario amministrativo del Carroccio, Franco Belsito, che testimonia la regolarità dei versamenti effettuati nel 2009 alla Lega reggiana ed emiliana. Al di là della scontata evocazione del nemico Pd, le dichiarazioni di Alessandri sembrano in realtà rivolte agli amici leghisti, alcuni dei quali non hanno apprezzato le sue performance automobilistiche, gli addebiti alle casse del partito per le 18 multe pagate, i ricorsi per le altre 52 attribuite agli impegni istituzionali. E a proposito dei ricorsi, dalla Prefettura di Reggio fanno sapere che l’accettazione non è mica automatica: «Come per tutti i cittadini, si possono valutare situazioni particolari di emergenza. Ma è comunque la legge a prevedere tali valutazioni». Uno che commenta in modo poco affettuoso è Fabio Rainieri, deputato leghista di Parma: «Quando prendo una multa, mi girano e pago di tasca mia. Infatti sulla patente ho dieci punti». Più rudi i toni di Gianluca Pini, segretario della Lega Nord Romagna: «Mi auguro che i vertici nazionali del partito facciano chiarezza. Io le multe me le pago: è l'ennesima differenza tra emiliani e romagnoli. Per quanto riguarda i versamenti al partito, l’anno scorso ho dato tre volte di più rispetto al tetto minimo. Non faccio il parlamentare per arricchirmi». Per non parlare dell’anonimo militante che, con lo pseudonimo “Padania Libera”, punta il dito via internet: «Alessandri versa i 2.500 euro mensili nelle casse della Lega, come tutti i parlamentari. Però nel 2009 non ha versato i 500 euro mensili che gli altri parlamentari dell'Emilia hanno versato a favore della provincia di elezione. Inoltre, come presidente di commissione, Alessandri percepisce mensilmente 2.000 euro circa in più di tutti gli altri, quindi dovrebbe versare più degli altri. Cosa che non fa. Dovrebbe dimettersi». REGGIO EMILIA tutunta@tin.it

26 giugno 2010 pubblicato nell'edizione di Bologna (pagina 8)

Nella foto: A destra Angelo Alessandri con (quello al centro) il suo Consigliere Politico Pluto, il cane razza Padana (che non esiste), a cui deve tutto il suo acume politico!


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Ustica, 30 anni fa...
post pubblicato in Informa & Disinforma, il 28 giugno 2010


Sono passati 30 anni da quel 27 giugno 1980, quando nei cieli di Ustica un aereo DC-9 della compagnia Itavia, scomparve dai radar precipitando in mare, uccidendo tutti i passeggeri e l'equipaggio. Colpito da un missile, si dirà, perchè quella sera d'estate sui cieli d'Italia c'era in atto una guerra, e, o un missile francese o un missile americano che doveva colpire, probabilmente, un Mig libico (a quel tempo Gheddafi non era un fedele alleato...), ma invece colpì la fusoliera del DC-9 e successe la tragedia. Ora, che sia colpa dei francesi o degli americani cambia poco, la cosa che fa incazzare è che non si vuole, a distanza di 30 anni, raccontare la verità, quella che si deve alle vittime e ai famigliari, come se lo svelamento di ciò che successe possa creare chissà quale squilibrio mondiale! Nel solco di tutti i merdosissimi misteri di questo merdosissimo paese, continuano bellamente a prenderci per il culo! Tanto che ancora oggi, un Ministro della Repubblica, il sempre ottimo Carlo Giovanardi, insiste a dire e confermare la verità di comodo, ovvero che c'era una bomba nel cesso dell'aereo, e che lì si deve cercare, infischiandosene di 30 anni di indagini di giudici coraggiosi che hanno riscontrato strane morti tra i militari coinvolti nelle torri di controllo di quel tratto tra Bologna e Palermo, di quel famoso Mig libico ritrovato sui monti della Sila insieme al cadavere del pilota, che nessuno ancora vuol dire come sia finito lì... Il problema è che ogni anno che passa, ogni anniversario di quella data, si chiede la verità, ma si arriverà ad un sessantennale e non sapremo un cazzo, perchè questo è il destino degli italiani: non dobbiamo sapere un cazzo, grazie anche a quella vergogna chiamata "Segreto di stato"!

 

La Cagata del Giorno
post pubblicato in La Cagata del giorno, il 25 giugno 2010


Ma sarebbe meglio dire "La Cagata del giorno prima", un pò come l'almanacco. Si, perchè ho trovato il famoso editoriale di Pigi Battista "L'enigma Branchèr" di cui parlavo ieri, e come premio merita l'ambito "Fesso d'Oro" (fesso consapevole, tra l'altro, quindi grave come cosa!). Vi riporto solo questo passaggio illuminante:

da www.corriere.it

Anche i meno sospettosi, anche chi è più disponibile a rilasciare un credito all’attuale governo e chi ha appena ritenuto positive le ultime scelte, specialmente in economia, è costretto a immaginare che in tanta segretezza frettolosa molto abbia pesato il nome del nuovo ministro, Aldo Brancher, che potrebbe avvalersi, come tutti i ministri, delle nuove norme sul «legittimo impedimento » per procrastinare le vicende giudiziarie che lo riguardano. È un sospetto ingiusto, ma la singolarità della nomina di Brancher autorizza qualsiasi malevolenza. Nemmeno la spiegazione politica a favore della Lega, visti gli stretti rapporti tra Brancher e il movimento di Bossi, appare minimamente convincente.

Già, Pigi, è proprio un sospetto ingiusto, ma parafrasando una delle tante leggi vergogna di Caligola, è un"Legittimo Sospetto"!

Nella foto: Pierluigi Battista apprende la notizia che Bràncher si è appellato al "Legittimo impedimento" nel processo BPL-Antonveneta ed esclama: "Eh?!?!?"

Umiliazione...
post pubblicato in Calcio e cazzeggio, il 24 giugno 2010


Lo scrivevo sul mio profilo di Facebook: da quando sono nato non avevo mai visto l'Italia uscire ad un primo turno dei Mondiali (dev'essere l'anno, non avevo visto mai nemmeno l'Inter vincere la Coppa Campioni...).

Ma la cosa che mi fa più incazzare, e che sti broccacci hanno dato ancora la possibilità di parlare a Calderoli, che così anche ora potrà straparlare di Padania (che non esiste) che avrebbe vinto il girone, scansando temi un pò più scomodi, tipo la rivolta dei governatori delle regioni, anche dei suoi, sulla finanziaria! (vedi alla voce "federalismo"!)

CHE SCHIFO!!!!!!!! Siamo veramente all'anno zero della nostra nazionale!

Nella foto: Cannavaro, capitano ed emblema di questa disfatta...com'è lontana Germania 2006!


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Come volevasi dimostrare...
post pubblicato in Politica , il 24 giugno 2010


Ieri sera ho partecipato ad un memorabile incontro con Marco Travaglio a Carpineti (RE). Ad un certo punto ha parlato dell'editoriale di qualche giorno fa del sempre splendido Pierluigi Battista sul Corriere della Sera dal titolo "Enigma Branchèr", dove il sagace editorialista faceva alcune fantasiose supposizioni sulla ragione della nomina di Aldo Branchèr a Ministro del Federalismo, per concludere, da classico personaggio "nato sotto una verza": "Si inizia a malignare pensando che forse sia stato nominato per salvarlo dal processo BPI-Antonveneta tramite legittimo impedimento... Non sarà che ci sia il rischio di un governo ad personam?"... Ma non dirmi mai, Pigi? Che rischio, eh? Ed infatti...

da www.corriere.it

La scalata ad Antonveneta

Bpi, Brancher eccepisce
il «legittimo impedimento»

Probabile che i giudici stralcino la posizione del ministro e proseguano il processo per la moglie

MILANO - La difesa di Aldo Brancher, il neoministro imputato a Milano in uno stralcio del processo sul tentativo di scalata ad Antonveneta da parte di Bpi, in calendario per sabato prossimo, 26 giugno, ha eccepito in base alla legge il legittimo impedimento. A questo punto è probabile che i giudici stralcino la posizione del ministro e proseguano il processo per la moglie, anch'essa imputata.

 

LODO - I legali di Brancher fanno riferimento al Lodo Alfano che consente il rinvio dei processi per il presidente del Consiglio e dei suoi ministri. Sabato il giudice Annamaria Gatto dovrà decidere se accogliere l’istanza e anche se separare la posizione di Brancher da quella della sua compagna Luana Maniezzo che nel processo risponde di ricettazione.

Redazione online

 Nella foto: un classico esempio di "Legittimo Impedimento"


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Prendi i soldi e scappa!
post pubblicato in Informa & Disinforma, il 23 giugno 2010


Magari fosse Woody Allen ci sarebbe da ridere, ma essendoci il boss Marchionne, si piange e si sa anche chi! Già, perchè ieri, giorno del referendum sull'accordo Fiat-Sindacati di Pomigliano, non è stato quel plebiscito che credevano i vari: Ministri illuminati (Tremorti e Sacconi di Merda); menagement Fiat (Marpionne & i suoi Guappi); tutti i grandi giornali italiani (Corriere, Repubblica, La Stampa, tutti, più o meno, invischiati con Fiat) e, dulcis in fundo, la cosiddetta "Sinistra Riformista" (o Riformata!) con in pole position Uolter Veltroni! Proprio così, un 36% degli operai Fiat ha detto "Vaffaculo!" a tutti questi bei personaggini, che vogliono calpestare i diritti dei lavoratori e farci tornare ai tempi dei "Padroni delle ferriere"! Ora, la Fiat fa pure l'offesa, in stile "Ma come, ti offro un bel piatto di merda calda da mangiare, e tu cosa fai? Me la rifiuti?!?!?", e minaccia comunque di andare in Polonia a fare la Panda... Bene, se ci fosse qualcuno con le palle, dovrebbe dirgli: "Ok, bene, però ci restitutite tutti gli aiuti di stato che vi abbiamo elargito dal 1900 ad oggi, incentivi compresi, più gli interessi!". Ma ovviamente non si sarà nessuno così coraggioso, perciò si trovera un altro modo per piantare un palo nel culo degli operai! E pensare che Marchionne era uno delgi idoli della sinistra Veltroni-style... ma si sa, all'idiozia non c'è mai fine!

da www.corriere.it

Sacconi: «Sono fiducioso». Bonanni: «Il lingotto rispetti l'accordo»

Pomigliano in bilico: dopo il voto
i dubbi di Marchionne

L'azienda orientata a non trasferire la produzione della Panda dalla Polonia all'impianto campano

il risultato del referendum tra i lavoratori dello stabilimento di Pomigliano, dove una maggioranza di poco più del 60 per cento ha detto sì all'intesa con l'azienda, la Fiat starebbe ripensando al piano di trasferimento della produzione della Panda dalla Polonia. Secondo alcune indiscrezioni il Lingotto si aspettava una percentuale di favorevoli più vicina all'80 per cento. In queste ore la Fiat sta valutando tutte le opzioni, non escludendo la rinuncia agli investimenti sullo stabilimento campano. A questo punto il futuro dell'impianto di Pomigliano diventerebbe molto incerto.

 

SACCONI : «NON VOGLIO NEMMENO PENSARCI...» - «Non voglio nemmeno ipotizzare che Fiat cambi idea» dice il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, alla luce del risultato del referendum. «Non ho parlato direttamente con Marchionne, ma ho sentito l'azienda dopo l'esito e sono fiducioso sugli investimenti su Pomigliano». «Al momento - aggiunge però Sacconi - non è previsto alcun incontro. Il governo opera quando le parti lo chiedono».

BONANNI: «LINGOTTO RISPETTI GLI ACCORDI» - Secondo il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, il Lingotto «deve rispettare gli impegni». «Mi rifiuto di pensare che Marchionne non garantirà l'accordo - dice Bonanni a margine di una conferenza stampa a Pomigliano - se si dovesse verificare un'ipotesi del genere, con la stessa forza con la quale abbiamo difeso i posti di lavoro così saremo contro un abbozzo di ripensamento». Il leader sindacale afferma che «ci sono le condizioni per fare gli investimenti e garantire Pomigliano, anzi per garantire lo stabilimento e anche altri posti di lavoro». Da qui l'appello: «Chiediamo alla Fiat di procedere perché ha potuto contare su un vasto piedistallo su cui poter costruire prospettive». Bonanni invita anche le altre organizzazioni sindacali a guardare avanti. «Sono convinto che anche la Cgil si unirà a noi perché qui stiamo discutendo se la fabbrica debba stare in piedi o meno. Non è un gioco qualsiasi. Qui ci sono 5mila posti di lavoro più l'indotto e c'è l'avvenire industriale del Napoletano». Bonanni non ci sta infine a definire l'intesa siglata lo scorso 15 giugno con la Fiat (non firmata dalla Fiom) una violazione dei diritti costituzionali: «È una bufala, una fregnaccia paurosa» afferma il segretario Cisl, spiegando di essere rammaricato per il fatto che la valutazione della vicenda si sia fondata su questo assunto.

ANGELETTI: «CONFERMARE L'INTESA» - «Credo che l'opzione per la Fiat sia esattamente una, quella di confermare la validità dell'accordo e quindi l'investimento da realizzarsi nei prossimi mesi per trasferire la Panda a Pomigliano» concorda il segretario della Uil, Luigi Angeletti, a Sky Tg24. Angeletti sottolinea che «se in Italia si dovesse sostenere la tesi che le cose si possono fare soltanto se c'è l'unanimità, allora non si farebbe nulla». Se questa posizione può andar «bene per la politica, per le imprese sarebbe soltanto un pretesto».

AIRAUDO (FIOM): «LA FIAT SI È INCARTATA» - «Temo che la Fiat a Pomigliano si sia incartata e abbia fatto un referendum su se stessa» è invece il commento di Giorgio Airaudo, segretario regionale della Fiom-Cgil, a margine di un presidio dei lavoratori delle aziende in crisi in corso a Torino davanti alla Regione Piemonte. «Siamo di fronte a un voto coraggioso dei lavoratori che hanno saputo, nonostante le pressioni e il ricatto, esprimere un dissenso sulle condizioni che vengono poste dall'azienda per portare la Panda a Pomigliano». «Non si può gestire il rapporto con il paese e con i lavoratori - prosegue il sindacalista - nello stesso modo in cui si gestisce un consiglio di amministrazione che delibera o meno un investimento». Airaudo ha poi osservato: «La Fiat deve ricordarsi che oltre a essere una multinazionale è un'azienda italiana. Si comporti secondo le regole e le leggi italiane». Secondo il sindacalista della Fiom «siamo disposti a fare la Panda polacca, ma non siamo disposti ad avere contratti polacchi. Siamo in Italia e Marchionne dovrebbe rendersene conto».

GLI ALTRI COMMENTI - Oltre alle reazioni dei sindacati, l'esito del referendum e la posizione del Lingotto suscitano numerosi altri commenti politici. «Ora la Fiat, senza tentennamenti, senza se e senza ma, ribadisca l'investimento» dichiara il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, in piazza Navona, dove è in corso la protesta dei sindaci contro la manovra. Poi il leader democratico aggiunge: «Nei prossimi mesi si trovi un modo per comprendersi meglio. La disponibilità alla flessibilità è universale ma si sono toccati punti delicati su cui va trovata una comprensione migliore». Per il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, quello che si è consumato nello stabilimento Fiat di Pomigliano è tutt'altro che un successo per i lavoratori: «Si tratta di un ricatto subito». L'ex pm spiega ancora: «La Fiat deve ora prendersi le sue responsabilità rilanciando gli investimenti e Marchionne deve stare attento a non fare il furbo rimangiandosi quanto detto alla vigilia del referendum». «La stragrande maggioranza dei lavoratori di Pomigliano - dichiara invece Mario Landolfi, coordinatore regionale vicario del Pdl in Campania - ha deciso di aderire all'accordo proposto dalla Fiat. Non è un risultato plebiscitario, ma è sicuramente indicativo della volontà degli operai di inaugurare una nuova fase nelle relazioni industriali. Ora Marchionne non deluda la fiducia delle maestranze e nello stesso tempo la Fiom prenda democraticamente atto del voto di Pomigliano, rinunciando ad autolesionistici propositi di rivincita in sede giudiziaria».

Redazione online

 

Nella foto: Uolter Veltroni con alle spalle Sergio Marchionne nel loro ennesimo tentativo di rapporto contro natura!


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