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"STATE PER ENTRARE IN TERRITORIO ZAPATISTA RIBELLE, QUI IL POPOLO COMANDA E IL GOVERNO OBBEDISCE!"
Morti inutili & Personaggi Inutili!
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 28 febbraio 2011


da www.corriere.it

BERLUSCONI (in merito all'ennesima morte di un soldato italiano in Afghanistan)- «È un tormento, un calvario e tutte le volte ci si chiede se questo sacrificio che impegna il parlamento con voto unanime e tutto il popolo italiano ad essere lì in un paese ancora medioevale sia uno sforzo che andrà in porto»

E' inutile, Silvio, come faccia da culo li batti tutti! Quello che tu oggi dici (ma tanto non ci credi nemmeno e non te ne frega un cazzo), c'è gente che lo dice dal 2001, da quando iniziò questa follia e tu, per la tua inutile magalomania e perchè, comunque, rimaniamo un paese a sovranità limitata, hai seguito a ruota Bush Jr e banda, imbarcandoci in due inutili guerre... Solo che quella gente è stata insultata e criminalizzata per anni dai tuoi sgherri di merda (ed anche da qualche merdaccia dell'opposizione...), dipinti come terroristi, quando andava bene! Ora, vista, ripeto, la tua incommensurabile faccia di cazzo, ed anche la stanchezza della gente per queste morti inutili, ti vuoi rifare bello con l'opinione pubblica facendo il pacifista? Qualche demente beota lo puoi anche prendere in giro, ma a me e tanti altri che sanno che merda sei stato negli ultimi 10 anni, proprio no!

Nella foto: due incredibili facce da culo e pezzi di merda!

Puritani! Moralisti! Una vera vergogna!!!!!!!!
post pubblicato in Politica , il 28 febbraio 2011


da www.repubblica.it

IL CASO

Lascia n.1 esteri francese: rapporti con Ben Ali

La Alliot-Marie: "Non ho messo alcun illecito, ma la pressione è troppo forte".

Insomma, provate a pensare se in Francia avessero visto queste foto:

Berlusconi insieme a Aleksandr Lukašenko, presidente a vita Bielorusso, definito l'"Ultimo dittatore d'Europa" (opinabile...). Da notare che Berlusconi è stato l'unico leader dell'Unione Europea a visitare ufficialmente la Bielorussia, complimentandosi con Lukašenko perchè "Il suo popolo lo ama!", visto che stravince elezioni truccatissime...

Silvio con Ben Ali, quello che è costato il posto alla Alliot-Marie... Non credo che l'ex Ministro francese avesse gli interessi privati, nel campo delle telecomunicazioni, che il Caimano aveva con il prode Bel Ali, tramite l'uomo d'affari tunisino Tarek Ben Ammar...

Berlusconi e Nursultan Äbisuli Nazarbaev, presidente del Kazakistan dal 1991, anno dell'indipendenza, ad oggi ininterrottamente... Anche qui molti dubbi sulla democraticità del paese, ma questa ipocrisia Silvio la condivide con quasi tutto l'occidente, visto che Nazarbaev guida un paese ricchissimo di risorse naturali (Berlusconi ed Eni ne sanno qualcosa, visto gli affaroni d'oro) e strategico dal punto di vista militare, data la posizione vicino all'Asia e l'Afghanistan, con gentile concessione di basi militari agli USA per la guerra afghana.... Solo una cosa non mi è chiara: ma Silvio, quando gli hanno scattato questa foto, sapeva che Nazarbaev (cito wikipedia): "...È stato il direttore generale del Consiglio dei ministri della Repubblica Socialista Sovietica del Kazakistan dal 1984 fino al 1989, sotto il governo di Dinmuchamed Kunaev, il Primo Segretario del Partito Comunista Kazako. Ha servito come Primo Segretario del Partito Comunista Kazako dal 1989 al 1991...."? Non vorrei Silvio che qualcuno in giro pensasse che fai affaroni d'oro con dei comunisti!

Beh... questa non ha bisogno di parole... ormai storica!!!!

In conclusione direi che, conoscendo i francesi giacobini, giustizialisti e moralisti, come minimo avrebbero chiesto il ripristino della ghigliottina per il loro presidente...

Forse i francesi sono un pò esagerati, mi basterebbe un pò meno ipocrisia e che qualcuno, ogni tanto, si assumesse le proprie responsabilità, spesso piuttosto gravi, vedi, come esempio, all'omologo italiano della Alliot-Marie, un uomo, una stronzata continua!

Comunque siamo solo dei puritani e moralisti del cazzo noi comunisti, degli illiberali, e presto c'è lo faranno capire, in Rai, due illustri menti del pensiero filosofico e liberale italiano: Giuliano Ferrara e Vittorio Sgarbi.... AH AH AH AH AH AH AH!!!! CHE GRASSE RISATE!!!!


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La Repubblica del mignuttume...
post pubblicato in Politica , il 26 febbraio 2011


Ruby: “Bunga bunga, c’erano la Carfagna e la Gelmini che ballavano nude per Silvio “

Non voglio prendere per oro colato tutto ciò che dice quella cretina della nipote di Mubarak, dato che si presta anche a fare gli spot per quella merda che è il libro di Alfonso Luigi Marra... Ma se pensiamo alle capacità delle suddette ministre, non mi stupirei che fossero state promosse sul campo proprio per altri meriti!!!!!

Me le vedo già: la Carfagna, occhio sbarrato e pupilla dilatata strafatta di coca che lecca il Real Corpo del Nano (aaarghhhh!!!!), mentre la Gelmini versione maestrina sadomaso che frusta tutti e due.... Un must!!!!!!!

Nella foto: le due suorine berlusconiane...


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Digestivo...
post pubblicato in Politica , il 26 febbraio 2011


Stasera sentivo al Tg3 che dopo il Tg1 delle 20 (che già di per se, grazie al Minzo, è una bella cazzata) ci sarà un nuovo spazio giornalistico di 5 minuti condotto da Giuliano Ferrara... Insomma, dopo il Tg delle 20, che coincide con la cena degli italiani, la Rai ha pensato bene di regalare il digestivo agli italiani: una tonnella e mezzo di merda (Ferrara)! Complimenti!

Nella foto: la tonnellata e mezzo di merda....

P.S.: oggi Berlusconi ha detto "La sinistra invidia il mio stile di vita!", durante una conferenza stampa insieme a quella testa di cazzo di Zeffirelli... In effetti gli invidio i suoi 74 anni, i suoi capelli finti, le sue punture all'uccello per farselo tirare, le sue batte da 100... volete mettere?!?!?!?!?!?!?

W Robespierre!!!!!!!
post pubblicato in Informa & Disinforma, il 24 febbraio 2011


da www.ilfattoquotidiano.it

Il video che incastra Savoia

Nel 2006 Vittorio Emanuele parlava di manipolazione . Eccolo confessare in cella a Potenza l'omicidio del ragazzo tedesco in Corsica: "Ho sparato così"

Dopo 33 anni Vittorio Emanuele di Savoia ammette di aver ucciso Dirk Hamer, sparandogli col suo fucile nella notte sull’isola di Cavallo, in Corsica. C’è un video, che il Fatto Quotidiano ha potuto visionare e che pubblichiamo sul nostro sito web, in cui il principe si vanta dell’omicidio e di essere riuscito a farla franca nel processo-farsa in Francia.

“Avevo una batteria di avvocati”
Carcere di Potenza, 2006: Vittorio Emanuele è nella cella dov’è detenuto per l’inchiesta su Vallettopoli. Indossa una maglietta bianca con la scritta Nissan sulla schiena. Passeggia tra i letti a castello del penitenziario. E commenta le notizie del telegiornale – che parlano di lui – con i suoi compagni di prigione.  È divertito, allegro. I coindagati Rocco Migliardi, Gian Nicolino Narducci e Ugo Bonazza, reclusi con lui, lo incitano: “Lei è già fuori!”. L’”erede al trono” cede alla tentazione dell’autocompiacimento, non è la prima volta che se la cava con poco: “Nel mio processo a Parigi…”.

Inizia così la confessione che ilfattoquotidiano.it è in grado di mostrarvi: a immortalarla non c’erano soltanto le cimici, come si pensava, ma anche una microcamera nascosta. È un filmato inequivocabile, che rievoca la notte tra il 17 e il 18 agosto 1978: un ragazzo tedesco di 19 anni, Dirk Hamer, viene raggiunto da due colpi di fucile alla gamba destra. Muore dopo 111 giorni, 19 operazioni e l’amputazione dell’arto. Un solo imputato: Vittorio Emanuele, che nega qualsiasi responsabilità. Alla fine la giuria francese lo dichiara innocente, dopo un processo durato appena tre giorni.

Quando nel 2006 i giornali pubblicano stralci dell’intercettazione ambientale in cui si vanta di aver “fregato” i giudici francesi e ricostruisce la traiettoria delle sue fucilate, Vittorio Emanuele convoca una conferenza stampa, nell’evocativa saletta dell’hotel Principe di Savoia a Milano. Accompagnato dai legali e dal figlio Emanuele Filiberto, sminuisce le sue esternazioni su Dirk Hamer e dice che sono state falsificate: “Queste notizie sono talvolta manipolate o non sono vere. Ma ora è il momento di parlare, di far emergere la verità”. E la sua verità è questa: “Due tribunali francesi si sono pronunciati prosciogliendomi da ogni responsabilità. Lo hanno fatto perché ci sono prove chiare. La pallottola che ha colpito il ragazzo non poteva essere del mio fucile. Qualcuno ha sparato con una pistola a quel povero ragazzo, ecco la verità”.

Dichiarazioni che ora vengono clamorosamente neutralizzate dalle testuali parole che lui stesso ha pronunciato in carcere, ignaro della microcamera che registrava: “Io ho sparato un colpo così e un colpo in giù, ma il colpo è andato in questa direzione, è andato qui e ha preso la gamba sua, che era (parola incomprensibile, ndr) steso, passando attraverso la carlinga”. Spiega il tipo di proiettile: “Pallottola trenta zero tre”.

Il principe ammette quindi di aver colpito Dirk e si vanta di aver gabbato il Tribunale parigino che l’ha assolto, grazie alla sua “batteria di avvocati”. Rievoca “il processo, anche se io avevo torto … torto…”. E aggiunge: “Devo dire che li ho fregati… Il Procuratore aveva chiesto 5 anni e 6 mesi. Ero sicuro di vincere. Ero più che sicuro”. Infatti “mi hanno dato sei mesi con la condizionale: sei mesi, c’era un’amnistia, non l’hanno neanche scritto! Sono uscito!”. Scoppia a ridere, senza trattenere la soddisfazione.

La ricerca del filmato
Per Birgit Hamer, la sorella di Dirk, che nel 2006 legge queste intercettazioni ambientali sui giornali, diventa fondamentale capire se davvero, come sostiene Savoia nella conferenza stampa, le trascrizioni sono state manipolate o meno. Perché se fossero autentiche e testuali metterebbero – spiega lei – “la parola fine su questa storia: sarebbe impossibile negare che, a prescindere dalle sentenze, Savoia sia il vero e unico responsabile della morte di mio fratello”.

Ma la signora Hamer, che a 20 anni rinunciò a una carriera di top model e attrice per dedicare la sua vita a dare giustizia al fratello in tribunale e poi a confutare la sentenza, vive da dieci anni in Spagna con le figlie, Sigrid e Delia. Non ha più contatti diretti con i giornalisti, non sa a chi rivolgersi. Comincia a scrivere e a telefonare a tutte le persone coinvolte nel processo Vallettopoli che ha portato Savoia in carcere (verrà poi prosciolto). Scopre così che agli atti dell’inchiesta è depositata non solo la trascrizione delle frasi, ma anche la videoregistrazione del colloquio fra il principe e i compagni di cella. “Cosa c’è di più inequivocabile di un filmato, per capire come stanno le cose?”, domanda la Hamer parlando con il Fatto. Il tempo passa. Vittorio Emanuele viene prosciolto dal gip di Potenza (come spiega qui sotto Gianni Barbacetto). Solo a questo punto Birgit può fare istanza al Tribunale per ottenere copia della registrazione. Trova un avvocato nel capoluogo lucano che la rappresenti. Ma aspetta quasi un anno senza avere risposte.

Poi scopre che parte del processo è stata trasferita alla Procura di Roma. Qui si rivolge a un altro legale che inoltra una seconda istanza ben motivata: “La signora Hamer ha il diritto costituzionalmente garantito alla verità sulla morte del fratello”. Trascorre qualche altro mese (pare che la registrazione sia andata perduta), poi finalmente l’avvocato chiama: il filmato è stato recuperato, può passare a ritirarlo.
Quando Birgit vede il video, è la prima volta che ascolta la voce di Vittorio Emanuele dai tempi del processo a Parigi. Le bastano pochi minuti per rendersi conto che non ci sono manipolazioni. Sono molte le parole incomprensibili e il principe, mentre racconta la notte in cui Dirk viene ferito a morte, è di spalle. Ma, ciò nonostante, risultano evidenti sia il contesto sia l’ammissione di colpa, che nelle intenzioni di Savoia è un vanto. Le frasi più gravi si sentono nitidamente, e con queste anche le risate e le battute, tutte pronunciate col timbro di voce inconfondibile dell’erede di Casa Savoia. La Hamer piange, ma è felice come non lo era mai stata negli ultimi trent’anni: “Guardare quel video è orrendo, ma dà anche un grandissimo sollievo. Ora quel signore non potrà mai più sostenere che non ha sparato a mio fratello: ho vinto la mia battaglia, anzi quella di Dirk”.
 
Beatrice Borromeo

da Il Fatto Quotidiano del 24 febbraio 2011

Che dire? Poco altro, solo che ho sempre pensato che abbiamo avuto una casa reale del cazzo, e Vittorio Emanuele lo dimostra da sempre, che sia sparando ad un turista tedesco, oppure entrando in un giro di truffe in casinò e bordelli! Oltretutto dobbiamo pure sorbirci quell'imbecille ubriacone di suo figlio Emanuele Filiberto in televisione insieme a quel demente di Pupo... e tutto questo per la scelta suicida dei nostri politici, ai tempi del governo Berlusconi 2001-2006, che hanno deciso, quasi all'unanimità, di far rientrare questa famiglia di merda dal giusto esilio del dopo referendum, dove l'Italia ebbe una delle più scelte più fortunate della sua storia, quella di cacciare la monarchia!!!! Aveva ragione Gaetano Bresci, l'anarchico che uccise Re Umberto I nel 1900, avo di Vittorio Emanuele, quando disse: «Non ammazzai Umberto; ammazzai il Re, ammazzai un principio! E non dite delitto ma fatto!» Se anche noi avessimo fatto come francesi, tagliando il collo ai nostri nobilastri, oggi non dovremmo sorbirci quel criminale di Vittorio Emanuele e famiglia!
 

Ed io che pensavo fosse un nuovo "Live Aid"...
post pubblicato in Politica , il 23 febbraio 2011


da www.corriere.it

timori di contestazioni contro il premier

Annullato il concerto di Apicella

Prevendita flop: un solo biglietto venduto per lo show in programma il 10 marzo agli Arcimboldi

Ha parte la stronzata che si "temevano contestazioni" (chi è il folle appartenente al Popolo Viola, Centro Sociale, Anarchici che spenderebbe soldi per un concerto di Apicella, solo per contestare lui o il Cainano?!?!?!!??), mi dispiace veramente per il povero Apicella, che poteva rinverdire i fasti dei megaraduni come Woodstock, oppure battere i record del concerto a Wembley dei Queen... e la prevendita è li che dimostra la ressa al botteghino, capito, comunisti?!?!?!?!?!?!?

Nella foto: l'unico, sconosciuto, coglione che ha acquistato il biglietto per l'evento!

Speranze...
post pubblicato in America Latina e dintorni, il 23 febbraio 2011


Nei giorni scorsi, volutamente ignorato dalla stampa, si è svolto in Senegal l'annuale incontro del World Social Forum, il contro-vertice economico organizzato dai movimenti sociali di tutto il mondo in risposta al Forum Economico di Davos e a tutti i vari (e inutili) G8, G20 etc...  Da dieci anni ormai questo appuntamento fisso di coloro che pensano che "Un altro mondo è possibile" vede la partecipazione di moltissima gente normale, grandi economisti "alternativi", ma in particolare di molti presidenti di paesi più o meno importanti, quelli che più di altri hanno abbandonato il percorso del neo-liberismo e del fondomonetarismo, imposto dall'occidente, per iniziare il percorso di un modello di sviluppo più sostenibile per i loro paese, spesso poverissimi, tra mille difficoltà ma anche successi (molti dei quali nascosti dalla cosiddetta grande stampa mondiale). Quest'anno c'è un valore ancor più simobolico, essendosi svolto in Africa, proprio mentre il Maghreb inziava ad incendiarsi, e proprio mentre cadeva Mubarak in Egitto... Tra l'altro, il Forum ha incontrato molte difficoltà dato che lo stesso Senegal ha un presidente, Wade, piuttosto autocrate ed infastidito dalla presenza del Forum, che ha cercato pure di osteggiare con alcuni mezzucci. La speranza è che il Forum aiuti l'Africa in questo particolare momento, come lo fece con l'America Latina quando nacque 10 anni fa a Porto Alegre, nel Brasile pre-Lula... Da allora il continente sudamericano ha conosciuto una nuova indipendenza politica ed economica, parecchio osteggiata, ma ha dato i suoi frutti, con nuove relazioni internazionali e la fine delle imposizioni del grande vicino nordamericano... Vorrei che ora iniziasse una primavera africana simile, dove anche questo grande e ricchissimo (di risorse naturali ed energetiche), ma anche sfruttatissimo continente, si slegasse una volta per tutte dal neo-colonialismo europeo, che non ha risolto nulla dei problemi di fame, Aids e povertà di quei paesi... credo che si scavalcherebbe il problema dell'integralismo religioso e, magari, si ridurrebbe finalmente anche il flusso dei disperati che emigrano verso i nostri (fasulli) paradisi! Utopia? Forse... ma, ripeto, è una grande speranza! Lascio resoconto sul World Social Forum tratta dal Manifesto... buona lettura!

da www.ilmanifesto.it

Immanuel Wallerstein

 

A Dakar, mentre cadeva Mubarak

 

 

Il Forum sociale mondiale (Fsm) è vivo e gode di buona salute. Si è appena tenuto a Dakar, in Senegal dal 6 all'11 febbraio. La stessa settimana in cui, per una coincidenza imprevedibile, il popolo egiziano è sceso in piazza contro Hosni Mubarak, riuscendo finalmente a detronizzarlo proprio mentre si teneva l'ultima seduta dell'Fsm. Al Forum l'intera settimana era trascorsa tra gli incoraggiamenti agli egiziani e le discussioni sul significato della rivoluzione tunisina e della loro per il progetto di creazione di un altro mondo possibile. Possibile, non certo.
Al Forum hanno partecipato tra le 60.000 e le 100.000 persone, un numero di per sé notevole. Per tenere un evento del genere l'Fsm richiede la presenza di forti movimenti sociali locali (che in Senegal ci sono) e un governo disposto almeno a tollerarlo. Il governo senegalese di Abdoulaye Wade infatti era pronto a tollerare l'FSM, anche se tre mesi fa era già tornato indietro del 75 per cento rispetto alla promessa iniziale di finanziamento.
Poi però ci sono stati i sollevamenti tunisini e quelli egiziani e il governo ha cominciato a tremare. E se la presenza dell'Fsm avesse ispirato analoghi moti in Senegal? Cancellare l'incontro non era possibile in considerazione dell'arrivo annunciato di Lula dal Brasile e di Morales dalla Bolivia, nonché dei numerosi presidenti africani previsti. E così il governo ha deciso di optare per il male minore. E ha cercato di sabotare il Forum. Lo ha fatto licenziando, quattro giorni prima dell'apertura dei lavori, il rettore della principale università nella quale il Forum si doveva tenere, e nominando un nuovo rettore che si è affrettato a ritirare il provvedimento con cui il suo predecessore aveva deciso di interrompere le lezioni in modo da rendere disponibili le aule.
Il risultato è stato un gran caos organizzativo, almeno per i primi due giorni. Alla fine il nuovo rettore ha concesso 40 delle 170 aule necessarie. Intanto gli organizzatori avevano alzato le tende in tutto il campus, e l'incontro era andato avanti malgrado il sabotaggio.

Ma il governo senegalese aveva ragione ad essere tanto spaventato? L'FSM stesso si è interrogato sulla propria rilevanza rispetto ai sollevamenti popolari nel mondo arabo e altrove, portati avanti da gente che proababilmente del Forum non aveva mai sentito nemmeno parlare. La risposta dei partecipanti rifletteva l'eterna divisione tra di loro. C'erano quelli che ritenevano che dieci anni di incontri dell'Fsm avessero contribuito significativamente a delegittimare il processo di globalizzazione neoliberale e che quel messaggio fosse penetrato ovunque. E poi c'erano quelli che ritenevano che i sollevamenti dimostrassero come le trasformazioni politiche si consumino altrove e non nell'Fsm.
Quanto a me, nell'incontro di Dakar sono stato colpito da due cose notevoli. La prima, che nessuno o quasi abbia mai accennato al Forum economico mondale di Davos. Quando fu fondato l'Fsm nel 2001, fu proprio in funzione anti-Davos. Nel 2011, Davos sembrava ormai così privo di importanza politica che i presenti si sono limitati a ignorarlo.
La seconda cosa che mi ha colpito è stato fino a che punto tutti sottolineassero la forte interconnessione dei temi sul tappeto. Nel 2001, l'Fsm era preoccupato soprattutto delle conseguenze economiche negative del neoliberismo. Ma in ogni incontro successivo ha aggiunto nuove preoccupazioni: le problematiche di genere, l'ambiente (in particolare i cambiamenti climatici), il razzismo, la salute, i diritti delle popolazioni indigene, le lotte operaie, i diritti umani, l'accesso all'acqua e la disponibilità di risorse alimentari ed energetiche. E improvvisamente a Dakar, indipendentemente dal tema dell'incontro, è balzata in primo piano l'interconnessione tra tutte quelle questioni. E questa, direi, è stata la grande conquista dell'Fsm: abbracciare un numero sempre maggiore di problematiche e diffondere tra la gente la consapevolezza della loro profonda interdipendenza.
Tuttavia era avvertibile un rammarico di fondo tra i presenti. Giustamente è stato osservato che tutti sapevamo bene contro cosa ci schieravamo ma che avremmo dovuto mettere sul tavolo più chiaramente ciò per cui vogliamo combattere. E questo potrebbe essere il nostro contributo alla rivoluzione egiziana e alle altre che verranno, dappertutto.
Il problema è che rimane un disaccordo irrisolto tra coloro che vogliono un mondo diverso. Ci sono quelli che credono che sia necessario maggiore sviluppo e modernizzazione per permettere una più equa distribuzione delle risorse. E ci sono quelli che credono che sviluppo e modernizzazione siano la maledizione della civiltà capitalista, e che si debbano ripensare le premesse di base del mondo futuro, per quello che definiscono un cambiamento di civiltà.
Quelli che si battono per il cambiamento di civiltà lo fanno sotto vari ombrelli. Ci sono i movimenti indigeni delle Americhe (e non solo) che dicono di volere un mondo basato sul «buen vivir» - definizione latino-americana -, ovvero un mondo basato su valori buoni, un mondo che chiede di rallentare una crescita economica illimitata che, argomentano, il pianeta è troppo piccolo per sostenere.
Se i movimenti indigeni incentrano le loro richieste sull'autonomia per controllare i diritti sulla terra nelle loro aree, in altre parti del mondo ci sono i movimenti urbani che sottolineano come la crescita illimitata stia portando al disastro climatico e a nuove pandemie. E poi ci sono i movimenti femministi che sottolineano come la crescita illimitata sia legata al mantenimento del sistema patriarcale.
Questo dibattito sulla «crisi di civiltà» ha grandi implicazioni per il tipo di azione politica che sottoscrive e per il ruolo che i partiti della sinistra che vogliono andare al governo dovrebbero svolgere nella trasformazione globale in discussione. Non sarà facile trovare una soluzione, ma si tratta certamente di un dibattito di importanza cruciale per il prossimo decennio. Se la sinistra non sarà in grado di risolvere il disaccordo su un tema chiave come questo, allora il collasso dell'economia capitalistica mondiale potrà portare al trionfo della destra nel mondo e a un nuovo sistema-mondo ancora peggiore di quello attuale.
Al momento, tutti gli occhi sono concentrati sul mondo arabo, per capire fino a che punto gli sforzi eroici degli egiziani trasformeranno la politica in quel mondo. Ma la scintilla della ribellione può scoppiare ovunque, anche nelle regioni più ricche d'Europa. Dunque per ora un qualche ottimismo è giustificato.
      (Traduzione di Maria Baiocchi.
      Copyright by Immanuel Wallerstein, distribuito da Agence Global)

Che Dio t'ascolti, Muammar!
post pubblicato in Politica , il 22 febbraio 2011


Gheddafi: "Resterò fino alla morte!"

Speriamo che sia vicino, questo momento!

Nella foto: il cadavere riesumato di Michael Jackson...

Libero Arbitrio!
post pubblicato in Politica , il 22 febbraio 2011


da www.autodeterminazione.nobavaglio.it

 
 

Autodeterminazione No all'espropriazione del diritto a governare liberamente la propria vita. No alla cancellazione del diritto fondamentale all'autodeterminazione. La Camera dei deputati sta discutendo una legge sulle disposizioni riguardanti la fine della vita che va proprio in questa direzione. Ma il legislatore non puo' impadronirsi della vita delle persone, negando loro la dignita' nel vivere e nel morire. Lo dice esplicitamente l'articolo 32 della Costituzione: la legge non puo' in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana

Gilda Ferrando, Alessandro Pace, Pietro Rescigno, Stefano Rodota'


L'appello

La Camera dei deputati sta discutendo un progetto di legge su Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento. Se questo testo fosse approvato nella forma attuale, le persone vedrebbero gravemente limitati i propri diritti, sarebbero espropriate della possibilità di governare liberamente la propria vita. Il diritto all'autodeterminazione, definito fondamentale dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 438 del 2008, sarebbe cancellato.

Il progetto di legge è ingannevole. L'alleanza terapeutica tra paziente e medico è sostanzialmente vanificata da un testo che pone ripetutamente il medico di fronte al rischio di responsabilità penali: il medico, quindi, sarà indotto a tenere comportamenti "difensivi", dettati dall'esigenza di porsi al riparo da responsabilità, piuttosto che orientati all'autentico bene del paziente. Il consenso informato della persona è sostanzialmente cancellato: alla persona vengono imposti comportamenti e sottratte possibilità di decisione, si introduce un obbligo di vivere in contrasto con la libertà di scelta del soggetto interessato, del suo potere di disporre del proprio corpo (Corte costituzionale, sentenza n. 471 del 1990). Le dichiarazioni anticipate di trattamento altro non sono che una inutile macchina burocratica: inutile, perché prive di ogni valore giuridico vincolante e perché viene escluso che la persona possa esprimere la propria volontà proprio in relazione ai trattamenti sanitari che più possono incidere sulla sopravvivenza, come l'alimentazione e l'idratazione forzata.

Il progetto di legge è ideologico. Afferma l'indisponibilità della vita: ma questa è una affermazione in palese contrasto con l'ormai consolidato diritto al rifiuto e alla sospensione delle cure, che in moltissimi casi è già stato esercitato con la consapevolezza che si trattava di una decisione che avrebbe portato alla morte. Nega il diritto di rifiutare trattamenti come l'alimentazione e l'idratazione forzata, escludendone il valore terapeutico in contrasto con l'opinione delle società scientifiche e con l'evidenza della pratica medica.

Il progetto di legge assume così un carattere autoritario. Legittimi punti di vista non possono essere trasformati in norme che si impongono alla volontà delle persone violando i loro diritti fondamentali. La discrezionalità del legislatore, in questi casi, è esclusa esplicitamente dall'articolo 32 della Costituzione: la legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Gli studiosi che sottoscrivono questo appello vogliono in primo luogo ribadire la necessità di avere come ferma guida quella dei principi costituzionali. Hanno per ciò elaborato anche un documento analitico di valutazione del progetto di legge, che viene inviato ai parlamentari ed è disponibile sul sito www.autodeterminazione.it, al quale potranno accedere tutti coloro che intendono dare il loro sostegno all'appello.

Quindi invito tutti a firmare questo appello sul sito indicato, per camminare al fianco di persone come Beppino Englaro, Mina Welby e Ignazio Marino, una delle poche menti lucide del PD (e per questo emarginato nel partito...), e contro a gentaglia che vuole impedire questa battaglia di civiltà e  di diritti, in nome di un clericalismo sciocco e di facciata, visto che poi l'unica libertà che vogliono difendere è quella di Berlusconi di farsi i cazzi propri e andare a puttane!

Manco al Papa!
post pubblicato in Politica , il 22 febbraio 2011


Che trasporto... Fossi stato in lui gli piantavo mezzo metro di lingua in bocca!

Con questo, non voglio dire che sia stato il solo in questi anni, in Italia, a leccare il culo di Muammar... Anche i governi di centro-sinistra sono stati mooolto indulgenti con il Rais, come la Fiat, che da anni e anni intrattiene rapporti strettissimi con il regime, anche tramite importanti quote societarie di Gheddafi nell'azienda... per non parlare di tutte le altre grandi imprese italiane, che fanno affaroni d'oro in Cirenaica! Ed infatti, non si sentono grosse dichiarazione e condanne su quanto avviene a Tripoli, da parte di quasi tutti... Insomma, per una volta ha ragione pure quel demente di Pannella!!!!

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